Roma, 22 novembre 2017, ore 10.10
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La relazione previsionale e programmatica

La Relazione previsionale e programmatica è presentata dal Ministro dell'economia e delle finanze entro il 30 settembre di ogni anno in concomitanza con il disegno di Legge finanziaria. Si tratta di un documento, avente in parte contenuto economico ed in parte tecnico-fi­nanziario, che il Parlamento non vota e che contiene l'illustrazione di quella che potrebbe essere definita la filosofia della manovra di bilancio, collaterale e quasi dimostrativo rispetto al bilancio stesso. La relazione contiene in una apposita sezione una illustrazione del quadro generale riassuntivo del bilancio dello Stato, con una analitica dimostrazione delle variazioni rispetto alle previsioni dell'anno precedente, nonché informazioni sulla parte discrezionale di spesa.

Vengono esposti, altresì, il quadro economico generale e gli indirizzi della politica economica nazionale con i conseguenti obiettivi programmatici, rendendo esplicite e dimostrando le coerenze e le compatibilità tra il quadro economico esposto, la entità e la ripartizione delle risorse, i predetti obiettivi e gli impegni finanziari previsti nei bilanci pluriennali dello Stato e dell'intero settore pubblico allargato. La indicazione del fabbisogno del settore statale è esposta con riferimento alle stime di cassa del bilancio e alle valutazioni dei flussi di tesoreria. Si rico­struisce con precisione lo scenario nel quale viene contestualizzata la manovra finanziaria che si propone. In particolare, rispetto al Documento di programmazione economico-finanziaria, la Relazione è assai più analitica e dà dimostra­zione e giustificazione dei dati aggregati, che vengono, invece, semplicemente enunciati nell'altro documento. Viene, inoltre, descritta l'a­nalisi delle decisioni assunte, analizzando gli effetti economici sul bilancio delle deliberazioni prese in sede di disegno di Legge finanzia­ria e dando dimostrazione della variazione delle previsioni rispetto all'anno precedente e in proiezione nel futuro. Sono quindi analizzati i motivi delle variazioni nelle previsioni, con riferi­mento all'esercizio precedente e al triennio futuro. Vengono illustrati, infine, i dati della fi­nanza regionale e locale, fornendo i relativi aggregati statistici.

La Relazione previsionale e programmatica è accompagnata dalle relazioni programmatiche di settore, nonché da relazioni sulle leggi pluriennali di spesa, delle quali viene particolarmente illustrato lo stato di attuazione. Per ciascuna legge pluriennale di spesa in scadenza, il Ministro competente deve valutare se permangono le ragioni che a suo tempo ne avevano giustificato l'adozione. Analoga dimostrazione deve essere fornita per tutte le leggi di spesa pluriennale quando siano trascorsi 5 anni dalla loro entrata in vigore.

A dette relazioni il Ministro dell'economia e delle finanze allega un quadro riassuntivo di tutte le leggi di spesa a carattere pluriennale, con indicazione per ciascuna legge degli eventuali rinnovi e della relativa scadenza. In tale elenco devono essere indicati il ri­ferimento normativo, l'importo complessivo delle somme stanziate, di quelle impegnate e di quelle effettivamente erogate, l'anno di deliberazione dell'opera, quello di inizio dei lavo­ri e quello del loro completamento. Si tratta di un documento conoscitivo di grande interes­se, dato che consente di dare trasparenza, ad esempio, agli investimenti in infrastrutture, al fine di opera­re un confronto tra la spesa preventivata e quella effettiva, verificandone gli scostamenti e i tempi di realizzazione dell'opera. In questo modo, le variazioni eccessive dei costi e i ritardi ingiustificati risultano evidenti.

Infine il Ministro dell'economia e delle finanze presenta al Parlamento, entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento, a completamento della relazione previsionale e programmatica, un'unica relazione di sintesi sugli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate e sui risultati conseguiti, con particolare riguardo alla ricaduta occupazionale, alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale, nonché alla ripartizione territoriale degli interventi.