Roma, 19 novembre 2017, ore 09.40
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Contabilità e finanza pubblica

I SALDI DI FINANZA PUBBLICA

 

I conti di finanza pubblica differiscono per il perimetro di riferimento e per i criteri di contabilizzazione dei flussi rilevati. Si riportano di seguito le caratteristiche di alcuni dei saldi principali.
 
Il quadro generale riassuntivo del Bilancio dello Stato fa riferimento ai seguenti risultati differenziali. Il risparmio pubblico, ovveroil saldo della parte corrente del conto economico, ottenuto come differenza tra le entrate correnti (tributarie ed extra-tributarie) e le spese correnti. L'indebitamento (o accreditamento) netto,cioè il saldo del conto economico, originato dalla differenza tra le entrate finali, al netto della riscossione dei crediti, e le spese finali, al netto delle acquisizioni di attività finanziarie. Il saldo netto da finanziare (o da impiegare), che è il risultato della differenza tra le entrate finali (i primi tre titoli delle entrate) e le spese finali (i primi due titoli delle spese). Il ricorso al mercato, che è pari alla differenza tra le entrate finali e le spese complessive (comprensive, perciò, delle spese per rimborso prestiti).
 
Il Conto di cassa del settore statale origina dal consolidamento tra i flussi generati dal Bilancio dello Stato e quelli relativi alla gestione di tesoreria statale. La gestione di tesoreria rileva le movimentazioni (accrediti e prelievi) dei conti correnti e delle contabilità speciali intestati alle diverse Amministrazioni e alle strutture delegate.  Il saldo di riferimento è il fabbisogno (o disponibilità) del settore statale, che misura l’eccedenza  dei pagamenti rispetto agli incassi (o il contrario) con riferimento al complesso delle operazioni correnti, in conto capitale e finanziarie.
 
Il Conto di cassa del settore pubblico è il risultato del consolidamento tra i conti di cassa dei diversi sottosettori (settore statale, regioni, sanità, comuni e province, enti di previdenza, altri enti). Il saldo che sintetizza le informazioni contenute nel conto è il fabbisogno (o disponibilità) del settore pubblico, dato dalla differenza fra incassi finali e pagamenti finali, che rappresenta la principale componente della variazione annuale dello stock di debito pubblico.

Il Conto economico delle Amministrazioni pubbliche è redatto secondo le regole stabilite nel manuale del Sistema Europeo dei conti. Il principio di rilevazione adottato è quello della competenza economica, anche se per alcune voci è consentito, in quanto ritenuto più significativo, l'utilizzo dei valori di cassa. Il saldo differenziale che sintetizza il conto è l'indebitamento (o accreditamento) netto, dato dalla differenza fra il totale delle entrate e delle spese finali. Tale saldo è il numeratore del rapporto deficit/PIL calcolato ai fini della verifica del rispetto del limite del 3% introdotto dal Trattato di Maastricht.