La partecipazione all'Unione europea comporta, dal punto di vista finanziario, un continuo interscambio di risorse con gli Stati membri che, da un lato, sono chiamati a contribuire alle spese del bilancio comunitario, dall'altro, beneficiano dei finanziamenti europei rivolti alla realizzazione delle politiche di sviluppo previste nel Trattato. In particolare, gli ambiti di confronto nei rapporti con l'Ue riguardano le seguenti macroaree:
· Bilancio comunitario
· Politiche europee di sviluppo socio-economico
· Gestione finanziaria
· Adeguamento dell'ordinamento interno alla normativa comunitaria
· Monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi cofinanziati dall'Unione europea
· Controllo sull'utilizzo delle risorse comunitarie e corrispondenti quote del cofinanziamento nazionale
Per quanto riguarda l'Italia, al fine di assicurare il coordinamento delle politiche e delle attività connesse con la partecipazione all'Unione europea, è stata adottata la legge 16 aprile 1987, n. 183 che ha, tra l'altro:
· introdotto le procedure per la definizione concertata, tra le diverse Amministrazioni di settore, dell'azione italiana da sostenersi in sede europea relativamente alle iniziative intraprese dalle Autorità comunitarie nei settori di riferimento;
· previsto le procedure di programmazione finanziaria necessarie per l'attivazione delle quote di cofinanziamento nazionale degli interventi di politica comunitaria.
L'articolo 5 della predetta legge 183/1987 ha istituito il Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie, avente gestione autonoma, fuori dal bilancio dello Stato.