Roma, 19 novembre 2017, ore 09.17
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Rendiconto Generale dello Stato - 2015

Le novità del Rendiconto generale dello Stato 2015

Il Rendiconto generale dello Stato, articolato per missioni e programmi, è il documento che espone i risultati della gestione dell’esercizio scaduto il 31 dicembre dell’anno precedente.

Esso è disciplinato nel capo III – dall’art. 35 all’art. 38 – della legge 31 dicembre 2009, n. 196 concernente la “legge di contabilità e finanza pubblica” ed è articolato in due distinte parti: il conto del bilancio ed il conto del patrimonio.

In applicazione della Legge n. 196/09, il Rendiconto è corredato dei seguenti documenti:

  • apposita nota integrativa, che, per ciascuna Amministrazione, espone i risultati finanziari, i principali fatti della gestione e il grado di realizzazione degli obiettivi riferiti a ciascun programma e riporta la motivazione fornita dalle Amministrazioni sugli eventuali scostamenti tra le previsioni iniziali e quelle finali;
  • le risultanze economiche per ciascun Ministero (il cosiddetto rendiconto economico);
  • le risultanze delle spese relative ai programmi aventi natura o contenuti ambientali (il cosiddetto eco rendiconto, allegato alla relazione al Conto del bilancio). A seguito del positivo esito della sperimentazione introdotta per l’esercizio finanziario 2012, a partire dall’esercizio finanziario 2013 il formato digitale costituisce la modalità esclusiva di predisposizione e trasmissione del rendiconto, in attuazione del Codice dell’amministrazione Digitale, Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n. 82, art. 2, comma 1. Con l’esercizio 2013 il processo di dematerializzazione si completa, altresì, con la trasmissione del rendiconto in formato digitale anche al Parlamento, successivamente al giudizio di parificazione della Corte dei Conti. Il completamento della procedura dematerializzata comporta la predisposizione di un’unica versione dell’atto dovuto in termini di ordine di esposizione dei prospetti, di riferimento comune per tutti gli attori coinvolti: Ragioneria Generale dello Stato, Corte dei Conti, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, permettendo in questo modo che l’attività di conservazione sostitutiva, assicurata dalla Ragioneria Generale dello Stato secondo quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale, garantisca l’accesso ad uno stesso documento a tutte le istituzioni e gli utenti interessati.
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