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La pubblicazione contiene un'analisi statistica, basata sui dati di fonte INPS, del numero e degli importi dei trattamenti pensionistici integrati al minimo vigenti al 31/12 dell'anno di riferimento, nell'ambito delle quattro gestioni dell'Assicurazione Generale Obbligatoria (Lavoratori dipendenti, Artigiani, Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e dei sei tipi di trattamenti pensionistici (Anzianità, Vecchiaia, Inabilità, Invalidità, Assegni di invalidità e Superstiti). I dati sono rappresentati per tipologia di pensione e per alcune caratteristiche demografiche dei percettori (età, sesso e regione di residenza).
Come è noto, la normativa prevede che, quando l'importo della pensione a calcolo non raggiunge, in base ai contributi versati, quello del trattamento minimo, esso venga integrato sino a tale limite, in presenza dei requisiti reddituali stabiliti dalla legge.
L'integrazione al minimo si riferisce alle sole pensioni previdenziali, ovvero alle prestazioni percepite da cittadini che hanno versato durante la loro vita lavorativa la contribuzione agli enti previdenziali di appartenenza. Si tratta quindi di un istituto differente da quello delle maggiorazioni sociali, attraverso il quale, con l'articolo 38 della legge finanziaria per il 2002, è stato garantito a tutti i pensionati (anche ai percettori di prestazioni assistenziali, quali ad esempio la pensione e l'assegno sociale o la pensione agli invalidi civili) un reddito mensile non inferiore a 516,46 euro, in presenza di determinati requisiti anagrafici e reddituali.