Roma, 21 novembre 2017, ore 18.32
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La Circolare

Il monitoraggio della spesa di personale

Il monitoraggio della spesa di personale ha assunto a partire dalla metà degli anni '90 una valenza di primaria importanza per il controllo della finanza pubblica. L'Accordo di luglio '93 sul costo del lavoro sottoscritto dal Governo e dalle parti sociali aveva posto il controllo della dinamica retributiva quale leva per il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione dell'inflazione. Le rilevazioni attivate a tale scopo in applicazione del Titolo V del D. Lgs. 165/2001 consentono, nei primari settori di spesa pubblica, di definire un indicatore congiunturale sul costo del lavoro caratterizzato da omogeneità elaborativa e adeguata cadenza temporale.

Le tecniche di acquisizione e di gestione delle informazioni possono essere differenti per modalità, ma comunque caratterizzate da omogeneità metodologica nell'elaborazione dei dati.

Per alcune amministrazioni (ministeri, scuola, forze armate, corpi di polizia ed università, ecc.) ad esempio si procede all'acquisizione di informazioni con dettaglio per singolo dipendente, inviate mediante integrazione tra i sistemi informativi che gestiscono i trattamenti giuridici ed economici del personale, in applicazione dell'art. 58, comma 3, del D. Lgs. 165/2001, e successive integrazioni e modificazioni, mentre per altre (ad esempio comuni-campione) si procede con rilevazioni ad hoc.

Nella sezione specifica vengono illustrati il contenuto del flusso informativo in oggetto e le modalità da seguire per la predisposizione del supporto informativo.

Il data base costituito con questa procedura contiene circa 1.530.000 posizioni individuali che riguardano il personale dei Ministeri, delle Aziende Autonome, della Scuola, della Magistratura, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e della Polizia penitenziaria e delle Università.

Indagine congiunturale sul Campione dei Comuni

Dal 1999 si è provveduto ad avviare un'indagine congiunturale su un campione di 365 comuni, elaborato in collaborazione con l'ISTAT, in relazione all'esigenza emersa anche nell'ambito del sistema statistico nazionale (SISTAN) di acquisire una conoscenza periodica (trimestrale) dell'andamento dell'occupazione e delle spese di personale nell'ambito degli enti locali. Dopo una complessa fase di avvio, la rilevazione nel 2001 ha raggiunto un livello soddisfacente dal punto di vista della tempestività e della completezza delle informazioni.

La necessità di disporre di un indicatore tempestivo e comparabile sulle tendenze congiunturali del costo del lavoro pubblico è avvertita anche nel più ampio ambito delle statistiche sul mercato del lavoro elaborate dai paesi membri dell'Unione Europea. A tal fine si prevede, nel corso del 2002, di estendere l'indagine trimestrale ad altri comuni campione (per rendere il campione più rappresentativo per una stratificazione a livello regionale), nonché a tutte le regioni, le province e le aziende sanitarie. è un impegno anche nei confronti dell'Unione Europea che ritiene essenziale il monitoraggio tempestivo del costo del lavoro. Infatti, la definizione di un indice del costo del lavoro riveste la massima importanza anche per la Banca Centrale Europea, ai fini del monitoraggio dell'inflazione nell'Unione Economica e Monetaria. L'iniziativa, che formerà oggetto di successive specifiche comunicazioni, prevede la collaborazione dell'ISTAT e dell'A.Ra.N. che, per esigenze e compiti istituzionali diversi - da una parte legate alle statistiche da coordinare con EUROSTAT dall'altra alle esigenze contrattuali - hanno la necessità di disporre di un indicatore congiunturale del costo del lavoro.