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Il fabbisogno cumulato del settore pubblico al 30 giugno 2009 è risultato pari a 51.723 milioni, superiore di 26.753 milioni a quello del corrispondente periodo del 2008; in termini di saldo primario si è avuto un disavanzo di 15.232 milioni mentre nel corrispondente periodo dello scorso anno si era registrato un avanzo di 13.789 milioni.
Al termine del secondo trimestre 2009 il fabbisogno del settore statale si attesta a 50.013 milioni con un disavanzo primario di 16.360 milioni. Nel corrispondente periodo del 2008 il fabbisogno era stato di 23.993 milioni in presenza di un avanzo primario di 11.909 milioni. In termini tendenziali, al termine del terzo trimestre 2009, il fabbisogno del settore statale si attesta a 72.595 milioni superiore di 32.897 milioni rispetto a quello registrato nell'analogo periodo del 2008.
Dalla lettura dei dati del conto trimestrale pubblicato dall'Istat risulta un indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche pari, al secondo trimestre del 2009, a 47.189 milioni (Figura Pr-1), superiore di 20.139 milioni rispetto a quello del corrispondente periodo del 2008; le incidenze sul PIL sono risultate pari al -6,3 per cento per il 2009 e al -3,5 per cento per il 2008.
Il saldo corrente (risparmio), è risultato negativo per 26.468 milioni (-3,5% del PIL) in crescita rispetto al 2008 (+23.172 milioni) per il quale si registrava un disavanzo di 3.296 milioni (pari allo -0,4% del PIL); il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo per 11.918 milioni (-1,6% del PIL) contro un saldo positivo di 12.483 milioni al secondo trimestre del 2008. Al peggioramento del valore dell'indebitamento netto concorrono la riduzione delle entrate totali per 8.818 milioni e il contestuale incremento delle uscite totali per 11.321 milioni.
Sulla contrazione delle entrate incide la riduzione per 13.808 milioni del gettito tributario (-6.138 milioni per le imposte dirette e -7.670 per le indirette), solo in parte compensato dall'incremento delle entrate in conto capitale (6.714 milioni per il 2009 a fronte dei 1.184 al secondo trimestre del 2008). Su quest'ultime influisce l'incremento per 5.458 milioni delle imposte in conto capitale nelle quali sono stati contabilizzati i versamenti una tantum relativi all'imposta sostitutiva di alcuni tributi.
Dal lato delle uscite si è registrato un incremento di 8.824 milioni delle uscite correnti e di 2.497 milioni delle uscite in conto capitale a fronte di una riduzione della spesa per interessi pari a 4.262 milioni. Il deterioramento del quadro di finanza pubblica al 30 giugno 2009 rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente riflette l'aggravarsi della congiuntura economica negativa che caratterizza ormai da diversi mesi Stati Uniti ed Europa e che ha avuto pesanti ripercussioni sui sistemi economici nazionali ad ogni livello.