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Le transazioni poste in essere da ogni operatore economico si possono raggruppare in due aree principali: quella che raccoglie le transazioni di natura non finanziaria (conto economico) e quella che raccoglie le transazioni di natura finanziaria (conto finanziario).
Le transazioni inserite nel conto economico riguardano la produzione, la distribuzione e l’impiego del reddito del soggetto economico, sia per il consumo che per la costituzione di attività reali. Si distinguono due sezioni: quella relativa alle transazioni correnti (parte corrente) e quella relativa alle transazioni in conto capitale (conto capitale).
Nel caso dell’operatore pubblico ( Si veda la figura - La partizione conto economico-conto finanziario) le principali poste della parte corrente del conto economico sono, dal lato delle entrate, i tributi, i contributi sociali e i redditi da capitale (dividendi, interessi attivi, ecc.) e, dal lato delle uscite, le spese per il personale, quelle per i consumi intermedi (o acquisto di beni e servizi), i trasferimenti (a famiglie, imprese, organismi internazionali, ecc.) e gli interessi passivi. Nel conto capitale figurano: dal lato delle spese, la costituzione di capitali fissi (investimenti) e i trasferimenti (come per la parte corrente, anche in questo caso, a famiglie, imprese, organismi internazionali, ecc.); dal lato delle entrate, introiti di natura non ricorrente.
Le transazioni inserite nel conto finanziario riguardano la modifica del livello e della composizione delle attività e passività finanziarie dell’operatore economico. Nel conto finanziario si distinguono il conto delle transazioni in attività finanziarie (a volte, soprattutto nei documenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per brevità le attività finanziarie sono definite semplicemente “partite finanziarie”) e quello delle transazioni in passività finanziarie (i debiti).
Nel caso dell’operatore pubblico le principali transazioni in attività finanziarie riguardano, rispettivamente in uscita e in entrata, acquisizioni e cessioni di partecipazioni al capitale di società, concessioni e rimborsi di crediti, aumenti e diminuzioni di depositi bancari. Le transazioni in passività finanziarie includono principalmente, in entrata e in uscita, emissioni e rimborsi di titoli obbligazionari e sottoscrizioni e rimborsi di mutui.
In una rappresentazione contabile esaustiva dell’attività di un soggetto uscite ed entrate complessive sono in pareggio per definizione, mentre possono non essere nulli i saldi di sottoinsiemi di transazioni. Le uscite complessive di un soggetto economico, date dalla somma di spese correnti, in conto capitale, acquisizione di attività finanziarie e rimborso di prestiti devono necessariamente essere bilanciate dalle entrate complessive di tale soggetto: quelle rivenienti dall’attività economica del soggetto medesimo (entrate correnti, in conto capitale, cessione di attività finanziarie) e quelle rivenienti dall’accensione di nuovi prestiti. Pertanto il saldo relativo al complesso delle transazioni incluse nelle due aree sopra definite (quella economica e quella finanziaria) è sempre nullo. Al contrario, ad esempio, le uscite correnti non sono generalmente bilanciate dalle entrate correnti, né sono generalmente nulli il saldo del conto economico e quello del conto finanziario.
Se il saldo del complesso delle transazioni economiche e finanziarie è nullo, ogni bipartizione delle transazioni da origine a due conti i cui saldi avranno lo stesso valore assoluto ma segno opposto. Si suole dire che nel definire tali partizioni si “tira una linea” tra i conti e che in tal modo si definisce un saldo che può essere calcolato indifferentemente da “sopra la linea” o da “sotto la linea”, a seconda del sottoinsieme di conti utilizzato per il computo.
In linea di principio è possibile definire numerose partizioni delle transazioni. In pratica, soprattutto con riferimento ai conti dell’operatore pubblico, le partizioni più utilizzate sono ( si veda la figura - Principali partizioni dei conti pubblici e relativi saldi ):
a) quella, già menzionata, che distingue il conto economico dal conto finanziario; il saldo definito da tale partizione viene detto indebitamento/accreditamento netto (per brevità, d’ora in avanti, indebitamento netto) o avanzo/disavanzo quando è calcolato “sopra la linea”, cioè come saldo del conto economico, mentre è denominato saldo finanziario quando è calcolato “sotto la linea”, cioè come saldo del conto finanziario;
b) quella che distingue le transazioni del conto economico e del conto delle attività finanziarie (“partite finanziarie”) da quelle del conto delle passività finanziarie; il saldo definito da tale partizione viene detto fabbisogno (sia che il calcolo avvenga “sopra la linea”, sia che esso avvenga “sotto la linea”)(Si veda nota [1]) .
Con riferimento alla seconda partizione, si dice anche che il fabbisogno “sopra la linea” è calcolato “dal lato della formazione”, ossia considerando le spese e le entrate generate dall’attività dell’operatore pubblico, mentre quello “sotto la linea” è calcolato “dal lato della copertura”, ossia considerando il reperimento/l’accumulazione di risorse finanziarie nette conseguente al deficit/surplus registrato dal lato della formazione.
Note al testo