Il Trattato di Maastricht del 1992, nello stabilire regole comuni per le finanze pubbliche dei paesi membri dell’Unione Europea, ha individuato nell’indebitamento netto e nel debito delle Amministrazioni pubbliche gli indicatori di riferimento. La scelta, determinata soprattutto da esigenze di comparabilità dei dati prodotti dai diversi paesi, ha comportato in Italia la graduale sostituzione del fabbisogno del Settore statale e del Settore pubblico con l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche nella definizione delle politiche di bilancio e nella valutazione dei risultati.
Il fabbisogno del Settore statale e quello del Settore pubblico restano comunque aggregati di riferimento nella normativa nazionale per due ordini di motivi.
In primo luogo, si tratta di indicatori disponibili in tempi rapidi, particolarmente utili per il monitoraggio dell’andamento dei conti pubblici in corso d’anno. Le prime valutazioni sul fabbisogno del Settore pubblico sono disponibili con un ritardo di due-tre mesi rispetto alla chiusura del periodo di riferimento; quelle relative al fabbisogno del Settore statale sono disponibili in tempo reale, alla chiusura del periodo di riferimento. Quest’ultimo indicatore, pur facendo riferimento a un perimetro istituzionale più ristretto, fornisce indicazioni sull’evoluzione del disavanzo pubblico complessivo grazie alla sostanziale centralizzazione della gestione finanziaria che, pur in un contesto di progressivo decentramento dell’azione pubblica, rende il fabbisogno del Settore statale rappresentativo delle transazioni poste in essere da un insieme di enti più ampio di quello formalmente incluso nel settore.
In secondo luogo, l’utilizzo di più indicatori riflette la complessità dell’attività di definizione e valutazione delle politiche pubbliche. Ogni indicatore risponde a specifiche esigenze analitiche: il fabbisogno misura la domanda di risorse finanziarie rivolta agli altri settori dell’economia e fornisce indicazioni sulla dinamica del debito pubblico; l’indebitamento netto, definito in maniera coerente con il sistema della contabilità nazionale, costituisce il punto di partenza per l’analisi degli effetti delle politiche pubbliche sul sistema economico. Il fabbisogno del Settore statale e quello del Settore pubblico mantengono pertanto un’utilità propria, indipendente dalla loro capacità di anticipare gli andamenti degli indicatori rilevanti ai fini delle regole europee.
Sussiste, inoltre, il rischio che il riferimento esclusivo ad un unico indicatore possa incidere negativamente sul valore informativo dell’indicatore stesso e sulla qualità delle politiche adottate.
Tuttavia, non è sufficiente impiegare più indicatori per garantire la qualità dell’informazione alla base delle decisioni pubbliche; occorre anche assicurare la piena trasparenza delle relazioni che intercorrono tra di essi e la coerenza tra le rispettive elaborazioni.
Oggi nei principali documenti di finanza pubblica si fa normalmente riferimento a un insieme di indicatori. Le discrepanze tra di essi sono relativamente contenute, le cause ben documentate. Si tratta di un risultato ottenuto di recente grazie al lavoro congiunto delle istituzioni responsabili del calcolo dei vari indicatori, che confrontano sistematicamente le risultanze provenienti dalle loro fonti, utilizzando i dati dell’una per validare quelli dell’altra. Si tratta di un processo ininterrotto e in continua evoluzione.
Questo lavoro intende fornire un ulteriore contributo alla trasparenza e alla fruibilità dell’informazione in materia di finanza pubblica, attraverso un’analisi sistematica e unitaria delle definizioni e dei metodi di calcolo dei principali indicatori di finanza pubblica.
L’attività della Ragioneria Generale dello Stato proseguirà su questa linea con l’elaborazione di ulteriori documenti metodologici. È stato anche avviato un progetto di definizione, standardizzazione e raccordo degli aggregati di finanza pubblica, mirato alla realizzazione di schemi unici e condivisi per la trasmissione delle informazioni, di matrici di transcodifica per il raffronto dei dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Istat e della Banca d’Italia, e di un piano dei conti integrato. Il progetto prevede di strutturare l’informazione contabile in maniera da consentire l’utilizzo di una medesima base di dati elementari per la costruzione di tutti i principali indicatori di finanza pubblica. Verrà definita una nuova struttura di presentazione dei dati di finanza pubblica, corredata da un manuale delle regole e delle definizioni.
L’impegno profuso dalla Ragioneria consentirà, in prospettiva, di migliorare la tempestività dell’informazione, di rendere più immediato il confronto dei documenti di finanza pubblica, di accrescere la trasparenza delle informazioni messe a disposizione del pubblico nazionale e delle istituzioni internazionali, di portare l’analisi dei dati a livelli più dettagliati e puntuali per ciascun settore istituzionale.