Gli obiettivi di Finanza Pubblica
La manovra
La finanza pubblica in Italia e nell’area dell’euro
Il bilancio dello Stato
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Per il periodo 2006-2009, i traguardi di finanza pubblica indicati nel nuovo Programma di stabilità sono i seguenti:
| Voce | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 |
|---|---|---|---|---|
| Avanzo primario | 1,3 | 1,9 | 2,6 | 3,2 |
|
Avanzo primario Saldo corretto per il ciclo |
(2,0) | (2,5) | (3,1) | (3,6) |
| Interessi | 4,8 | 4,7 | 4,7 | 4,7 |
| Indebitamento netto | -3,5 | -2,8 | -2,1 | -1,5 |
|
Indebitamento netto Saldo corretto per il ciclo |
-(2,8) | -(2,2) | -(1,6) | -(1,5) |
| Indebitamento netto | 108,0 | 106,1 | 104,4 | 101,7 |
Per il perseguimento di tali obiettivi, è stata adottata una complessiva manovra di finanza pubblica volta, oltre che a riassorbire una più prudente valutazione tendenziale dei proventi acquisibili attraverso alienazioni di immobili, ad assicurare un intervento strutturale di riduzione del deficit tendenziale del 2006, al netto delle misure una tantum, pari a 0,9 punti percentuali di Pil. Tale complessiva manovra si è definita con l'approvazione della legge n. 266/2005 (legge finanziaria per il 2006) e del decreto legge n. 203/2005, convertito con modificazioni in legge n. 248/2005.
I nuovi obiettivi prospettano un profilo progressivamente decrescente dell'indebitamento netto fino all'1,5 per cento nel 2009, una tendenziale risalita dell'avanzo primario dall'1,3 per cento del Pil nel 2006 al 3,2 per cento del PIL nel 2009 e una discesa del rapporto debito/PIL dal 108 per cento nel 2006 al 101,7 nel 2009. Corretti per il ciclo, l'indebitamento netto si riduce dal 2,8 del 2006 all'1,1 per cento del PIL nel 2009, mentre l'avanzo primario aumenta corrispondentemente dal 2,2 al 3,6 per cento del PIL.
I predetti obiettivi si basano su ipotesi di crescita economica pari all'1,5 per cento nel 2006 e 2007, che dovrebbe rafforzarsi fino all'1,7 per cento nel 2008 e all'1,8 per cento nel 2009, giovandosi pure delle politiche di sviluppo varate dal Governo.
In particolare, nel 2006 la spesa delle famiglie dovrebbe aumentare dell'1,1 per cento, sostenuta da una crescita dell'occupazione dello 0,6 per cento e dalle misure a favore delle famiglie meno abbienti. Per gli investimenti è attesa una crescita del 2,3 per cento, che trova il suo fondamento nel consolidamento delle prospettive di domanda e nella riduzione degli oneri a carico delle imprese.
Nel triennio 2007-2009, i consumi privati potrebbero beneficiare della crescita del reddito disponibile, connessa al calo della pressione fiscale e all'evoluzione positiva del mercato del lavoro, aumentando mediamente, nel periodo, dell'1,6 per cento. Gli investimenti produttivi si incrementerebbero a un tasso medio di poco superiore al 3 per cento, trainati in particolare dagli investimenti in macchinari e attrezzature. Grazie a un graduale recupero di produttività e alle prospettive economiche sostanzialmente favorevoli sul piano internazionale, è attesa una crescita media delle esportazioni del 3,5 per cento, misura, tuttavia, ancora inferiore alla crescita attesa delle importazioni.
Logica conseguenza di tale crescita sarà l'incremento dell'occupazione con una media nel triennio intorno allo 0,8 per cento che farebbe scendere il tasso di disoccupazione alla fine del periodo considerato al 7,3 per cento.