Oggi è il 07 Ottobre 2008, ore 10.09

La manovra di Bilancio per il 2008

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Gli effetti sulle entrate

Maggiori entrate

Le principali misure di aumento delle entrate riguardano i limiti imposti alle compensazioni dell’IVA a credito per le società che hanno preso parte a procedure di liquidazione di gruppo (quasi 0,5 miliardi), l’incremento dell’accisa sui tabacchi (oltre 0,3 miliardi) e altri interventi in materia di IVA (quasi 0,3 miliardi). Ulteriori entrate (oltre 0,5 miliardi) sono attese da numerosi interventi di carattere settoriale, tra cui un complesso di misure finalizzate al contrasto dell’evasione.

Minori entrate

Circa ¾ delle minori entrate (3,2 miliardi) riguardano le famiglie; si tratta principalmente di sgravi per la casa di abitazione. In particolare, sono stabilite una nuova detrazione ai fini dell’IRPEF, variabile in funzione del reddito, per i titolari di contratti di locazione (1,3 miliardi) e un’ulteriore detrazione ai fini dell’ICI dovuta sulla prima casa di proprietà (0,9 miliardi).
Sono anche previste: l’esclusione del reddito della casa di abitazione dall’imponibile rilevante per il calcolo delle detrazioni IRPEF per carichi familiari e redditi da lavoro; la proroga di alcune agevolazioni (ad esempio, quelle per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica degli edifici); l’esenzione dall’IRPEF dei contribuenti titolari esclusivamente di redditi fondiari non superiori a 500 euro annui. Per le famiglie con più di 4 figli sono introdotte ulteriori detrazioni.
Con riferimento alle imprese e ai lavoratori autonomi è prevista una serie di interventi da cui sono attese nel complesso minori entrate per quasi 0,7 miliardi.

In materia di imposizione sui redditi d’impresa sono previsti interventi di riforma della struttura del prelievo e di revisione degli incentivi (alcuni dei quali classificati, secondo i criteri della contabilità nazionale, tra le spese in conto capitale) che per il 2008 operano a sostanziale parità di gettito.

In particolare, ad abbattere il prelievo concorrono: una riduzione delle aliquote dell’IRES (dal 33 al 27,5 per cento) e dell’IRAP (dal 4,25 al 3,9 per cento); l’introduzione per le imprese individuali e le società di persone di un regime fiscale opzionale con aliquota pari a quella dell’IRES (sostitutivo dell’IRPEF) sugli utili non distribuiti; un regime di tassazione agevolata delle plusvalenze da riorganizzazioni aziendali.

In aumento del prelievo muovono invece, nel loro complesso, le modifiche delle regole di determinazione degli imponibili, tra cui: l’imposizione di nuovi limiti alla deducibilità degli interessi passivi in luogo dei precedenti (thin capitalisation e pro-rata patrimoniale); l’abolizione degli ammortamenti anticipati; alcune modifiche alla base imponibile dell’IRAP.

In larga parte si tratta di interventi che semplificano il sistema, in quanto tendono ad eliminare le divergenze tra il risultato del bilancio e la base imponibile.

Per quanto concerne i lavoratori autonomi e le piccole imprese, è prevista l’introduzione di un regime fiscale semplificato (con aliquota pari al 20 per cento) sostitutivo delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP (cosiddetti contribuenti minimi). Sono previste, inoltre, agevolazioni fiscali per il settore agricolo e per quello dell’autotrasporto.