La Manovra di bilancio per il 2008
Il quadro di riferimento 2008

L'aggiornamento del Programma di stabilità (PS) dello scorso mese di novembre ha confermato il quadro di finanza pubblica delineato nella Relazione Previsionale e Programmatica (RPP) del mese di settembre del 2007.

Per il 2008 l'indebitamento netto tendenziale delle Amministrazioni pubbliche è stato stimato in settembre all'1,8 per cento del PIL. È stato confermato l’obiettivo concordato in sede europea nel 2006, pari al 2,2 per cento (fig. 1). È programmata una riduzione di 1,5 punti percentuali del rapporto tra debito e prodotto, al 103,5 per cento.

Figura 1 - Immagine raffigurante l'Indebitamento netto della PA

Coerentemente con questo quadro, il Governo ha presentato al Parlamento una manovra di bilancio moderatamente espansiva, con un effetto di aumento del disavanzo pari nel 2008 a 0,4 punti percentuali del prodotto.

Il livello del disavanzo tendenziale per gli anni successivi al 2008 è stato rivisto al rialzo, lasciandone sostanzialmente inalterata la dinamica.

Nel quadro previsivo della RPP e dell'aggiornamento del PS, l'aumento è pari a 0,3 punti percentuali del PIL in ciascun anno del triennio 2009-2011; l'indebitamento netto si colloca all'1,3 per cento del prodotto al termine del periodo.
Per il 2011 è programmato il raggiungimento del pareggio di bilancio. Nel triennio 2009-2011 è indicata una riduzione di oltre 8 punti percentuali del rapporto tra debito e prodotto, al 95,1 per cento (fig. 2).
Le modifiche introdotte nella discussione parlamentare non hanno alterato l'impatto della manovra, né sui conti del 2008, né su quelli dei successivi tre anni.

Figura 2 - Immagine raffigurante il Debito delle Amministrazioni Pubbliche

Le previsioni di finanza pubblica della RPP e dell'aggiornamento del PS scontano: (a) una stima dell'indebitamento netto per il 2007 pari al 2,4 per cento del PIL, che tiene conto degli effetti del DL 159/200; (b) il rallentamento della crescita economica nel 2008 (all'1,5 per cento), seguito da una successiva graduale accelerazione, fino all'1,8 per cento nel 2011; (c) un rallentamento della dinamica dei prezzi.