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Chi siamo

IL PROFILO STORICO DELLA RGS

LE ORIGINI

Istituita 137 anni fa per volontà dell'allora Ministro delle Finanze Cambray Digny, ha rappresentato e rappresenta tutt'oggi l'Istituzione di garanzia e di corretta gestione delle risorse pubbliche.

L'esigenza di controllare e amministrare in modo ordinato e oculato le finanze dello Stato era stata avvertita sin dai tempi dell'unificazione del Regno d'Italia, quando fu istituita dal Re Vittorio Emanuele la figura del Controllore Generale, ossia quella figura che si può considerare l'antenato dell'attuale Ragioniere Generale dello Stato.

Ma fu il lungimirante Cavour a porre il primo forte accento su quanto fosse importante che le spese autorizzate dallo Stato fossero eseguite con reale regolarità ed "economicità", e che tutta la struttura statale, sia centrale che periferica, fosse organizzata per garantire ciò che lui usava definire "un buon bilancio".

Di qui, la necessità di creare un organismo in grado di coadiuvare validamente l'opera del Ministero delle Finanze nelle sue delicate competenze per attribuirgli il compito di coordinare, vigilare e stimolare l'attività di tutti gli uffici preposti alla attuazione di norme e di principi che attengono alla regolare gestione del bilancio statale.

Nel 1869 il Ministro delle finanze Luigi Guglielmo Conte di Cambray Digny, riuscì a far approvare dal Parlamento la legge 22 aprile 1869 n. 5026, sull'amministrazione del patrimonio dello Stato e sulla contabilità generale, che prevedeva l'istituzione, "alla immediata dipendenza del Ministero delle finanze" di una Ragioneria generale.

Da allora la sua collocazione ministeriale ha subito fasi alterne, passando dal Ministero delle Finanze al Ministero del Tesoro, e viceversa, fino a quella attuale nell'ambito del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

UN IMPEGNO IN CONTINUA CRESCITA

In origine, le funzioni della Ragioneria generale dello Stato erano limitate alla redazione delle "situazioni finanziarie" e dei documenti di bilancio (progetto di bilancio di previsione e di assestamento, rendiconto generale dell'esercizio scaduto).

Con l'adozione del R. D. 4 maggio 1885 n. 3074, i suoi compiti furono ampliati con il conferimento della vigilanza su tutte le ragionerie dei Ministeri e delle Amministrazioni centrali e provinciali.

Inoltre, al Ragioniere Generale dello Stato fu attribuito il compito di supportare attraverso studi e analisi tutta l'attività del Ministro del Tesoro.

La crisi finanziaria del primo dopoguerra, impose drastiche politiche di contenimento delle risorse pubbliche, inducendo il legislatore a rivedere drasticamente il sistema di controllo delle Ragionerie.

La struttura della Ragioneria, così come la conosciamo oggi, risale al 1923, quando, insieme alle nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato (R.D. del 18 dicembre 1923, n. 2440), venne emanato un complesso di norme di riordino degli uffici e delle competenze.

UNA ORGANIZZAZIONE MODERNA PER LA GESTIONE ED IL CONTROLLO DELLA SPESA PUBBLICA

Con le leggi di riforma volute dal Ministro delle finanze Alberto Dè Stefani, seguite dal regolamento di contabilità generale dello Stato (R.D. 23 maggio 1924 n. 827), venne tra l'altro disposto:

il passaggio delle ragionerie istituite presso i Ministeri e le altre Amministrazioni centrali, alle dipendenze del Ministero delle finanze;

la trasformazione dei loro precedenti compiti di mero riscontro contabile in una più ampia funzione di controllo di legittimità e di "proficuità finanziaria" dell'azione amministrativa;

la previsione di un potere generale del Ministro di disporre verifiche ed ispezioni presso qualsiasi Ufficio o Servizio che avesse gestione finanziaria o attribuzioni contabili.

Il processo di cambiamento, con le accresciute attribuzioni della Ragioneria generale, portò a un suo ulteriore riordino, con la costituzione di quattro Ispettorati generali e la emanazione di una specifica e dettagliata disciplina per l'Ispettorato generale di finanza. Con quest'ultima, venivano estese le funzioni di controllo sulla finanza pubblica anche alle nuove realtà amministrative costituite dagli enti pubblici.

L'assetto organizzativo e funzionale si completò con il D.P.R. 30 giugno 1955, n. 1544, che trasformò le ragionerie operanti presso le Intendenze di finanza in organi periferici della Ragioneria generale denominate Ragionerie provinciali dello Stato.

LA RIFORMA DEL BILANCIO ED IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEO

Nel 1978 prende avvio la riforma delle procedure di bilancio (L.5 agosto 1978 n. 468). Con questa trasformazione il fulcro delle attribuzioni istituzionali si sposta verso la predisposizione di nuovi strumenti di programmazione finanziaria e di bilancio (il documento di programmazione economico-finanziaria, il bilancio pluriennale e il disegno di legge finanziaria).

Una fondamentale novità presente nella legge di riforma, consiste nell'attività di verifica delle relazioni tecniche che devono accompagnare i disegni di legge di spesa.

Questa prescrizione, emanata per dare piena attuazione al dettato dell'articolo 81 della Costituzione, contempera allo stesso modo le esigenze derivanti dall'appartenenza alla Unione Europea, con la prevista valutazione dell'impatto finanziario e della coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica interni e comunitari.

Da ultimo, sempre in tema di osservanza del Patto di stabilità e di crescita, nel 2002 la Ragioneria ha assunto nuove e maggiori funzioni nel monitoraggio e controllo della spesa pubblica, attività sulle quali, dietro lo stimolo degli incoraggianti risultati già ottenuti, si continua a investire in termini di miglioramento della qualità dei processi e di eccellenza professionale.