Roma, 19 novembre 2017, ore 07.50
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COMITATI DI COORDINAMENTO DI FINANZA
Nel maggio 2003 gli esponenti di vertice della RGS, della Guardia di Finanza e della Agenzia delle Entrate sono stati chiamati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze ad operare periodicamente e congiuntamente in un Comitato Centrale di coordinamento finanziario.
Obiettivo del Comitato è quello di aumentare il livello di coordinamento fra istituzioni che presiedono alle entrate ed alla spesa pubblica, al fine di garantire maggiore efficacia ed efficienza nell’azione di controllo della finanza pubblica.
Il Comitato Centrale, il cui coordinamento fa capo alla Ragioneria Generale, si è dato una specifica organizzazione sia al centro (Comitato Tecnico) che sul territorio (20 Comitati Regionali). A questi Comitati partecipano, in piena autonomia, le strutture sul territorio della Ragioneria generale dello Stato (RPS), della Guardia di Finanza (Comandi regionali della GdF), dell’Agenzia delle Entrate (Direzioni regionali delle Entrate).
Il Comitato di Coordinamento Finanziario nazionale, che si riunisce con cadenza mensile, indica ai 20 Comitati regionali i settori sui quali concentrare l’azione di controllo, individuati di volta in volta su priorità evidenti per il Paese.
In questo “luogo del coordinamento” si realizza dunque:
•    circolazione rapida delle informazioni
•    analisi congiunta dei fenomeni e delle vulnerabilità locali
•    definizione delle priorità di intervento e mappatura delle priorità a livello regionale
•    coordinamento delle attività delle tre strutture in relazione alle suddette priorità
•    valutazione dei risultati ottenuti
•    pianificazione delle attività successive ed eventuali interventi normativi correttivi
•    aumento del livello di coordinamento per il controllo delle spese
•    ottimizzazione del patrimonio della attività da ciascuno programmate e della complementarietà dei rispettivi ambiti di competenza
A loro volta, i comitati regionali raccolgono localmente i dati raccolti su base locale e segnalano al Comitato nazionale proposte di ulteriori interventi che genera, dunque, un sistema a circuito continuo tra centro e territorio.