Roma, 18 novembre 2017, ore 18.23
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Note brevi

La legge di contabilità e finanza pubblica

Gli aspetti principali

La legge di riforma della contabilità e finanza pubblica, legge n. 196 del 31 dicembre 2009, nasce dalla necessità di adeguare il contesto normativo e le regole che presiedono al governo della finanza pubblica e alla gestione del bilancio alle esigenze scaturite dall'adesione dell'Italia all'Unione monetaria, dall'evoluzione del sistema economico e dal nuovo assetto istituzionale tra Stato ed Enti decentrati.

La nuova legge è destinata ai soggetti che compongono l'aggregato delle amministrazioni pubbliche, definito, secondo le regole di contabilità nazionale, dall'Istat. Si estende così il perimetro di riferimento della legge n. 468 del 1978 (ora abrogata) e si stabilisce un quadro normativo unico e coerente per tutti i soggetti che compongono tale aggregato.

Il governo unitario della finanza pubblica

Una delle principali novità riguarda la delega per l'armonizzazione degli schemi di bilancio e dei sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche e l'istituzione di una banca dati unitaria che dovrà raccogliere le informazioni di bilancio e gestionali degli stessi soggetti. La disponibilità di informazioni tempestive e facilmente confrontabili, in quanto non bisognose di complesse procedure di raccordo, faciliterà anche l'attività di monitoraggio e controllo della evoluzione dei conti pubblici.

Il nuovo ciclo della programmazione e le procedure di definizione dei relativi strumenti prevedono un più ampio coinvolgimento di tutti i livelli di governo nella individuazione delle politiche di bilancio e un più articolato raccordo tra queste e gli obiettivi assunti in sede comunitaria. Sono rivisti, in particolare, i termini di presentazione, i contenuti dei singoli documenti, nonché gli attori coinvolti nella loro predisposizione. La programmazione finanziaria e di bilancio è orientata al medio termine, attraverso una effettiva programmazione triennale delle politiche, degli obiettivi e delle risorse, nonché una maggiore attenzione alle grandezze strutturali del bilancio.

Il controllo della finanza pubblica e la qualità della spesa

Ai fini del potenziamento degli strumenti di controllo della finanza pubblica è resa istituzionale la prassi fino ad oggi adottata della copertura di ciascuna nuova iniziativa legislativa sui tre saldi (saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, saldo di cassa e indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni), rendendo coerente l'attuazione dell'obbligo costituzionale di copertura con i criteri e i parametri adottati in sede comunitaria, nonché resa più stringente ed automatica la clausola di salvaguardia introdotta con il decreto legge n. 194 del 2002.

La nuova legge contribuisce a rafforzare i meccanismi e gli strumenti per il controllo quantitativo e qualitativo della spesa. Un maggior orientamento alla misurazione e alla valutazione dei risultati viene perseguito attraverso la previsione, per le amministrazioni centrali dello Stato, di un programma di analisi e valutazione della spesa da realizzarsi anche attraverso la costituzione di appositi nuclei di analisi e valutazione.

Sono infine introdotte norme per conseguire una migliore programmazione finanziaria ai fini dell'efficiente gestione del debito e delle disponibilità liquide presso la Tesoreria.

La trasparenza

Sono migliorati i contenuti informativi dei documenti programmatici di finanza pubblica attraverso previsioni di entrata e di spesa articolate per sottosettori, redazione di note esplicative delle metodologie di costruzione dei tendenziali, redazione di allegati informativi sull'efficacia delle manovre di finanza pubblica e sul monitoraggio in corso d'anno delle entrate, delle spese e del fabbisogno del settore statale.

I documenti di bilancio, sia in fase di previsione che di rendicontazione, sono anch'essi arricchiti da un ampliamento delle informazioni in essi contenute e sono affiancati da ulteriori e specifici documenti nel corso dell'anno. Le maggiori informazioni disponibili potranno consentire al Parlamento di svolgere con maggior consapevolezza il proprio ruolo di indirizzo potendo disporre anche di informazioni sull'effettivo impiego delle risorse negli esercizi precedenti e sui risultati raggiunti.

E'istituzionalizzata, per il bilancio dello Stato, la classificazione per missioni e programmi. Questi ultimi diventano le nuove unità di voto parlamentare. Anche la gestione è maggiormente orientata al conseguimento degli obiettivi delle politiche pubbliche; la realizzazione di ciascun programma è previsto venga affidata ad un unico responsabile.

Le deleghe

La riforma verrà completata con l'attuazione di alcune deleghe contenute nel testo della legge. Esse riguardano l'armonizzazione dei bilanci pubblici, il potenziamento dei sistemi di controllo e delle attività di analisi e valutazione della spesa, la razionalizzazione delle procedure di spesa relative al finanziamento delle spese in conto capitale, il completamento della riforma del bilancio dello Stato e il passaggio alla redazione del bilancio in termini di sola cassa previo un congruo periodo di sperimentazione. E' prevista anche l'adozione di un testo unico, innovativo, in materia di contabilità di Stato e di tesoreria.

(1) Per un elenco completo delle deleghe e dei loro contenuti si veda l'appendice.