Roma, 19 novembre 2017, ore 11.39
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Note brevi

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La manovra anticrisi per gli anni 2010- 2012
Il quadro di riferimento
Il quadro tendenziale di finanza pubblica delineato dagli ultimi documenti di programmazione dà evidenza del graduale e progressivo peggioramento delle previsioni dovuto all'aggravarsi della crisi economica.
A febbraio 2009, il Governo, nell' Aggiornamento del Programma di stabilità - di norma trasmesso all'inizio del mese di dicembre ma slittato, d'intesa con la competente autorità europea, in relazione alle difficoltà previsive della congiuntura internazionale - e nella relativa Nota informativa 2009-2011 trasmessa al Parlamento, aggiornava le previsioni incorporando gli effetti dei provvedimenti anti-crisi varati nel mese di novembre 2008[vedi Nota 1]: -2% la variazione del PIL nel 2009 rispetto a +0,5% stimato nella Relazione Previsionale e Programmatica (RPP) di settembre 2008 e + 0,3% nel 2010 rispetto a +0,9 della RPP. Per quanto riguarda l'indebitamento netto esso era stimato a -3,7% sul PIL nel 2009, -3,3% nel 2010 e -2,9% nel 2011 (vedi tavola 1).
Tav. 1 - PIL e indebitamento netto:
quadro tendenziale nei principali documenti di finanza pubblica

Ad aprile, gli effetti di trascinamento legati ad un consuntivo 2008 peggiore delle attese davano luogo ad un ulteriore peggioramento delle stime di crescita nel 2009 (-4,2%) nonché dell'indebitamento netto. Per quanto riguarda quest'ultimo (posto pari a -4,6% sia nel 2009 che nel 2010 e a -4,3 nel 2011), la Relazione Unificata sull'Economia e la Finanza pubblica (RUEF) teneva conto delle ulteriori misure anti-crisi varate dall'esecutivo il cui impatto non modificava i saldi di finanza pubblica, ma si manifestava attraverso la ricomposizione della spesa.[vedi Nota 2]
Il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria di giugno scorso (DPEF 2010-2013), nel fornire l' aggiornamento delle stime relative al 2009 e al quadriennio successivo rispetto alla RUEF di aprile, delinea in maniera completa ed analitica il percorso seguito dai diversi interventi normativi per fronteggiare la crisi economica.
Esso, prendendo atto degli ulteriori segnali provenienti dall'economia relativi alla forte contrazione dei consumi privati e del commercio internazionale, aggiorna in senso negativo le previsioni sul Pil del 2009 (-5,2% nel 2009), ma migliora le prospettive di ripresa a partire dal 2010 (+0,5 rispetto a + 0,3 previsto dalla RUEF). Anche gli ultimi dati Istat relativi al secondo trimestre 2009 sul prodotto interno lordo danno indicazioni di un miglioramento del quadro congiunturale rispetto al trimestre precedente (-0,5% rispetto a -6% del trimestre precedente).[vedi Nota 3]
Il DPEF presenta il conto delle Amministrazioni pubbliche comprensivo degli effetti derivanti sia dal provvedimento di assestamento al bilancio dello Stato 2009 che del decreto legge n. 78 del 2009 varato dall'Esecutivo a fine giugno che non include, tuttavia, quelli recati dagli emendamenti approvati in sede di conversione del decreto medesimo di cui, invece, tiene conto la presente Nota.
Le previsioni di indebitamento contenute nel DPEF (vedi tavola 1) incorporano l'effetto dei provvedimenti tesi ad accelerare i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese dei quali dà conto l'assestamento di bilancio. Con tale provvedimento, infatti sono state integrate le dotazioni di cassa del bilancio dello Stato per consentire alle amministrazioni di disporre il pagamento dei residui passivi (sia correnti che andati in perenzione), in particolare a favore delle piccole e medie imprese. Per le stesse finalità ulteriori provvedimenti sono stati adottati in via amministrativa: tra questi, la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 luglio 2009.
Complessivamente per queste finalità sono state rese disponibili risorse per oltre 25 miliardi di euro.
Il Governo adotterà un percorso di risanamento in linea con il miglioramento della fase congiunturale e interverrà con manovre correttive a partire dal 2011. Per l'anno 2010 il livello di indebitamento programmatico coincide, infatti, con quello tendenziale.
Nella contingente situazione, la risposta del Governo alla crisi è dettata dall'esigenza di massimizzare l'efficacia degli interventi, con l'obiettivo di salvaguardare l'equilibrio dei conti pubblici.
Il disavanzo di bilancio corretto per il ciclo e al netto delle una tantum (indebitamento strutturale) è previsto in continuo miglioramento fino al 2012. Gli obiettivi programmatici indicati nel DPEF sono evidenziati nella tavola 2.
La manovra netta cumulata sul primario, è pari a, allo 0,4% del PIL nel 2011, mentre rappresenta circa 1,2% del PIL nel triennio 2011-2013. Le manovre correttive da attuarsi saranno finalizzate alla razionalizzazione e all'ottimizzazione dell'impiego delle risorse, con un mix di misure dirette al contrasto dell'evasione fiscale, al risanamento dei conti pubblici con particolare riguardo alla sanità nonché alla individuazione di possibili percorsi per il contenimento della spesa pensionistica.

Tav. 2 - Obiettivi di finanza pubblica: quadro
programmatico e indebitamento strutturale

Per quanto riguarda il debito pubblico tendenziale, le stime aggiornate indicano un rapporto debito/PIL pari a 115,3 nel 2009, 118,2 nel 2010, 118,6 nel 2011, 118,5 nel 2012 e 117,7 nel 2013 (vedi fig. 1).

Fig. 1 -Debito della PA



[Nota 1] Vedi D.L. n. 185/2008 convertito in legge n. 2/2009, esaminato nella Nota Breve "La manovra di bilancio per il triennio 2009-2011" - RGS - febbraio 2009.
[Nota 2] D.L. n. 5/ 2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 33 del 9 aprile 2009.
[Nota 3] L'indebitamento netto registrato dall'Istat, relativo al solo primo trimestre 2009 (diffuso il 2 luglio 2009) è risultato invece pari al 9,3% del PIL.