Roma, 18 novembre 2017, ore 22.19
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Note brevi

La manovra anticrisi per gli anni 2010 - 2012

Utilizzi

Per quanto riguarda le misure destinate alle famiglie, pari a circa 4,7 miliardi di euro nel quadriennio, particolare importanza rivestono la sospensione dei tributi e contributi per il sisma in Abruzzo, gli interventi anticrisi sul mercato del lavoro e il potenziamento degli ammortizzatori sociali. Vengono riconosciuti incentivi alle imprese che assicurano il rientro anticipato dei lavoratori in cassa integrazione impiegati in progetti di formazione e riqualificazione. E' stata prevista, poi, la possibilità di ottenere l'erogazione in un'unica soluzione dei trattamenti già autorizzati di integrazione salariale, qualora il lavoratore ne faccia richiesta per avviare un'attività autonoma, nonché la proroga a 24 mesi del periodo di cassa integrazione nei casi di cessazione di attività.

Viene istituito, inoltre, un fondo con dotazione pari a 800 milioni a decorrere dal 2010, destinato ad interventi relativi al settore sanitario da definirsi con successiva intesa tra Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e il Ministero dell'economia e delle finanze.

Sono previste misure finalizzate ad assicurare una maggiore tutela ai piccoli risparmiatori che hanno investito in titoli Alitalia. Nello specifico viene disposto l'aumento del limite del rimborso dei titoli obbligazionari e la sostituzione dei titoli azionari posseduti con titoli di Stato (230 milioni nel 2010). Sono state previsti, inoltre, interventi in materia di microcredito e contenimento dei costi delle commissioni bancarie.

Gli interventi destinati alle imprese assommano complessivamente a circa 7 miliardi. Alcuni di essi sono diretti a accelerare i pagamenti alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni, altri prevedono la detassazione degli investimenti nonchè agevolazioni fiscali in favore di banche e società finanziarie.

Tra i primi si segnala la disposizione che prevede l'allentamento dei vincoli posti dal Patto di stabilità interno attraverso la facoltà, riconosciuta agli enti locali, di effettuare pagamenti in conto capitale entro il 4% dei propri residui passivi accertati in sede di rendiconto. L'effetto stimato di tale misura, pari a 2,3 miliardi, viene compensato con il minore utilizzo dei fondi di riserva per la rescrizione dei residui passivi perenti del bilancio dello Stato, disposto con la legge di assestamento per l'anno 2009. Una ulteriore revisione delle regole del Patto è quella relativa all'esclusione dal saldo dei pagamenti di parte corrente effettuati dalle regioni agli enti locali a valere sui residui passivi nei confronti degli enti locali.

L'iniezione di liquidità a favore delle imprese è completata dalle norme che dispongono l'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione verso le stesse imprese. In attuazione della direttiva europea 2000/35/CEE, si introducono misure dirette a garantire: a) per il futuro pagamenti più tempestivi da parte delle pubbliche amministrazioni nei confronti di soggetti fornitori di appalti e servizi, nonché ad evitare il formarsi di residui passivi e di debiti pregressi nei confronti delle imprese, anche attraverso l'analisi e la revisione delle procedure di spesa attualmente in vigore; b) per il passato, che i debiti nei confronti delle imprese vengano accertati in via straordinaria con un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e resi liquidabili nei limiti delle risorse di bilancio stanziate con la legge di assestamento per il 2009.

Tali misure si aggiungono a quelle già adottate dal Governo che prevedono la possibilità della certificazione da parte degli enti territoriali per i crediti che le imprese vantano nei loro confronti, nonché l'intervento di SACE e Cassa Depositi e Prestiti per favorire il credito alle piccole e medie imprese.

E' stata inoltre prevista e già sottoscritta una apposita convenzione tra Ministero dell'economia e delle finanze e l'Associazione Bancaria Italiana per favorire l'adesione degli istituti di credito a pratiche finalizzate all'attenuazione degli oneri finanziari sulle piccole e medie imprese.

Altra importante misura a favore delle imprese è quella che prevede la detassazione del valore degli investimenti in macchinari ed apparecchiature[vedi Nota 6]. L'agevolazione opera mediante l'esclusione dall'imposizione del reddito d'impresa del 50% del valore degli investimenti posti in essere a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge e fino al 30 giugno 2010 (4,3 miliardi nel quadriennio).

Vengono introdotte misure agevolative in favore delle banche e delle società finanziarie, mediante l'aumento della quota deducibile delle svalutazioni su crediti in sofferenza. L'effetto stimato di tale misura è pari a circa 230 milioni di euro di minori entrate nel quadriennio.

Sono previsti, infine, interventi di sostegno alla filiera agroalimentare, mediante il riconoscimento di contributi, a valere sulle assegnazioni CIPE, in favore dell'Istituto di sviluppo agroalimentare S.p.a..

Il decreto legge n. 78 prevede anche misure destinate al rilancio delle infrastrutture e dello sviluppo, tra queste dispone l'assegnazione alla società Stretto di Messina S.p.a., a valere sulle risorse del Fondo Infrastrutture, di un contributo complessivo in conto impianti di 1,3 miliardi di euro; stanzia nuove risorse in favore dell'Enav per garantire la sicurezza degli impianti aeroportuali; riprogramma risorse inutilizzate in materia di agricoltura, di opere irrigue, e di opere portuali.

Con l'obiettivo di migliorare il sistema di credito alle esportazioni, è previsto l'avvio di un sistema integrato di "export banca", autorizzando le attività di Cassa Depositi al servizio di SACE.

Per quanto riguarda le altre misure si segnalano quelle relative al settore sicurezza e soccorso per il quale vengono stanziate nuove risorse per consentire la proroga delle missioni di pace svolte dalle Forze armate impegnate all'estero, per un importo pari a 510 milioni [vedi Nota 7] e viene inoltre disposta la prosecuzione, con ulteriore potenziamento, dell'utilizzo del medesimo personale nel controllo del territorio nazionale.

Viene rifinanziato il fondo interventi strutturali di politica economica, da destinarsi all'attuazione della manovra di bilancio per l'anno 2010 e seguenti, per un importo pari a circa 2,1 miliardi nel quadriennio.

Tra gli interventi indifferibili e urgenti si segnalano il rifinanziamento della partecipazione italiana a banche e fondi internazionali (284 milioni) e la sospensione della riscossione dei contributi e tributi nei territori colpiti dal sisma (513 milioni nel 2009) e il successivo recupero negli anni 2010 e 2011.

In materia di procedure di bilancio il decreto legge n. 78 ha previsto la proroga di alcune misure introdotte, in via sperimentale per il solo esercizio 2009, dal D.L. n. 112/2008 in ordine alla disciplina contabile della legge finanziaria e del bilancio dello Stato. In particolare, è stata estesa anche all'anno 2010, la possibilità per le amministrazioni centrali dello Stato di ricorrere ai margini di flessibilità in fase di formazione del bilancio dello Stato, mediante la rimodulazione delle risorse finanziarie tra i programmi di spesa di ciascuna Missione [vedi Nota 8].

[Nota 6] La disposizione in questione riprende analoghe misure già disposte con precedenti leggi: L. n. 489/1994 e L. n. 383/2001.

[Nota 7] Con legge n. 108/2009, pubblicata sulla GU del 6 agosto 2009, sono state individuate e prorogate le diverse missioni internazionali di pace finanziate con la disposizione in esame.

[Nota 8] Cfr. articolo 60, comma 3 del D.L. n. 112/2008.