Roma, 22 novembre 2017, ore 17.18
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Note brevi

Le misure di bilancio per gli anni 2010-2012
Il quadro di riferimento
L’evoluzione delle condizioni economiche internazionali e i segnali di ripresa dell’economia hanno portato a una revisione del quadro macroeconomico rispetto alle stime contenute nella Relazione Previsionale e Programmatica (RPP) dello scorso mese di settembre. Le nuove previsioni, contenute nell’Aggiornamento del Programma di Stabilità presentato a gennaio dall’Italia alla Commissione Europea evidenziano un miglioramento delle prospettive di crescita e una sostanziale stabilizzazione del quadro tendenziale di finanza pubblica. Viene confermata la contrazione del PIL nel 2009 (-4,8 per cento) ma sono migliorate le prospettive di crescita per il 2010, che passano da +0,7 (RPP di settembre) a +1,1 per cento (Tavola 1).
Tav. 1 - PIL e indebitamento netto:
quadro tendenziale nei principali documenti di finanza pubblica

Seppur nell’incertezza legata all’effettiva uscita dalla fase di crisi, sulla revisione hanno pesato gli effetti di trascinamento connessi alla crescita dello 0,6 per cento del PIL nel terzo trimestre del 2009 (dopo cinque trimestri in cui si sono registrate variazioni del Pil di segno negativo) e le attese di una ripresa del commercio mondiale.
Ad aprile 2009 la Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza pubblica (RUEF) fissava l’indebitamento netto a -4,6 per cento del PIL sia nel 2009 che nel 2010 e a -4,3 per cento nel 2011. Le stime tenevano conto delle misure anti-crisi varate dall’esecutivo il cui impatto netto totale era neutrale sul saldo di finanza pubblica, ma produceva una ricomposizione della spesa. Successivamente, nel Documento di Programmazione Economico-Finanziaria di giugno 2009 (DPEF 2010-2013), insieme all’aggiornamento delle previsioni sul PIL (-5,2 per cento nel 2009, +0,5 per cento nel 2010) il Governo rivedeva al rialzo le stime dell’indebitamento netto, che tenevano conto degli effetti dell’assestamento del bilancio dello Stato e del decreto legge n. 78 varato a giugno, fissandolo a -5,3 per cento sul PIL nel 2009, -5,0 per cento nel 2010, -4,4 per cento nel 2011 e -4,1 nel 2012.
Nella Relazione Previsionale e Programmatica presentata a settembre, infine, l’indebitamento tendenziale per gli anni 2009 e 2010 veniva riconfermato, mentre le stime per il 2011 e per il 2012 (-4,3 e -3,9 per cento) venivano migliorate.
I più recenti provvedimenti adottati dal Governo aggiornano il conto economico delle Amministrazioni Pubbliche operando una ricomposizione degli aggregati, senza alterare il saldo complessivo. Nell’attuale situazione, la risposta alla crisi è orientata a massimizzare l’efficacia degli interventi, con l’obiettivo di salvaguardare l’equilibrio dei conti pubblici. Il deterioramento della dinamica dell’indebitamento netto è imputabile principalmente all’attuale fase ciclica. L’ECOFIN, nel dicembre 2009, ha aperto nei confronti dell’Italia come per altri paesi dell’area UE, la procedura per deficit eccessivo, suggerendo un percorso di risanamento, da concludersi entro il 2012.
Tale percorso prevede la riduzione annuale di 0,5 punti percentuali dell’indebitamento netto strutturale. In linea con tali raccomandazioni, il saldo di bilancio corretto per il ciclo e al netto delle misure una tantum, è pari a -3,1 per cento nel 2010, -2,5 nel 2011 e -2 nel 2012. (Tavola 2)
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Tav. 2 - Obiettivi di finanza pubblica: quadro programmatico e indebitamento strutturale

Per quanto riguarda il debito pubblico programmatico, le stime esposte nell'Aggiornamento del Programma di Stabilità indicano una percentuale rispetto al PIL pari a 116,9 per cento nel 2010, 116,5 nel 2011 e 114,6 nel 2012.

Fig. 1 - Debito della PA