Roma, 19 novembre 2017, ore 13.06
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I principali saldi di finanza pubblica: definizioni, utilizzo, raccordi

Parole come deficit o indebitamento netto, fabbisogno, quadro tendenziale, debito pubblico, sono parte dei numerosi termini di finanza pubblica che, attraverso i media, si ascoltano e si leggono tutti i giorni; spesso senza conoscerne appieno né il significato né i processi che essi rappresentano.

Questa carenza, avvertita non solo dal "comune cittadino", coinvolge a vari livelli, e molto più di quanto si possa immaginare, anche larghi settori della collettività che di tale complesso argomento si occupano istituzionalmente o professionalmente.

Le ragioni di questa complessità risiedono non solo nella difficoltà intrinseca della materia o nella rapidità e imprevedibilità con le quali si evolvono oggi i fenomeni economici e finanziari, ma, in larga misura, anche nel complicato lavoro di analisi e comparazione degli indicatori che, diversi tra loro per natura e finalità, presiedono alla determinazione delle scelte politiche.

Il Trattato di Maastricht del 1992, nello stabilire regole comuni per la definizione delle politiche economiche e monetarie dei Paesi membri dell'Unione Europea, individuò nell'indebitamento netto e nel debito delle Amministrazioni pubbliche le grandezze di riferimento. La scelta, determinata da esigenze di comparabilità dei dati prodotti dai diversi Paesi, ha comportato per l'Italia, ai fini delle politiche di bilancio e della valutazione dei risultati, la graduale sostituzione del fabbisogno del Settore statale e del Settore pubblico con l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche.

Tali aggregati continuano tuttavia ad essere importanti punti di riferimento nella normativa nazionale, per vari ordini di motivi.

In primo luogo, perché sono disponibili in tempi rapidi e quindi particolarmente utili per il monitoraggio dell'andamento dei conti pubblici in corso d'anno. Dato un periodo di riferimento, le valutazioni sul fabbisogno del Settore pubblico sono disponibili nell'arco di due-tre mesi, mentre quelle relative al Settore statale sono disponibili immediatamente.

In secondo luogo, l'utilizzo di più indicatori può meglio supportare la complessa attività di definizione e valutazione delle politiche pubbliche, in quanto ognuno di essi, indipendentemente dalla capacità di anticipare gli andamenti rilevanti ai fini delle regole europee, risponde a specifiche esigenze analitiche. Il fabbisogno misura la domanda di risorse finanziarie rivolta agli altri settori dell'economia e fornisce indicazioni sulla dinamica del debito pubblico; l'indebitamento netto, definito in maniera coerente con il sistema della contabilità nazionale, costituisce il punto di partenza per l'analisi degli effetti delle politiche pubbliche sul sistema economico.

Un ulteriore elemento, estensione del precedente, è la considerazione del rischio che il riferimento esclusivo ad un unico indicatore possa incidere negativamente sul valore informativo dell'indicatore stesso, e quindi sulla qualità delle politiche adottate.

Tuttavia, l'utilizzo di più indicatori non è di per sé sufficiente a garantire la necessaria qualità dell'informazione posta alla base delle decisioni. Occorre altresì assicurare la piena evidenza delle correlazioni tra gli indicatori stessi, e la massima coerenza tra le rispettive elaborazioni.

Oggi, nei principali documenti di finanza pubblica si fa normalmente riferimento a un insieme di indicatori. Le possibili discrepanze tra di essi sono relativamente contenute, e le cause ben documentate. Si tratta di un risultato ottenuto di recente, grazie al lavoro congiunto delle istituzioni preposte al computo delle diverse grandezze. Esse, attraverso un processo ininterrotto e in continua evoluzione, attuano un confronto mutuo e sistematico delle risultanze provenienti dalle loro fonti, utilizzando i dati dell'una per validare quelli dell'altra.

Allo scopo di contribuire in maniera sempre più significativa al superamento di alcuni degli aspetti critici descritti, la Ragioneria generale dello Stato ha inteso, con questo lavoro, compiere un ulteriore passo verso la trasparenza e la piena fruibilità dell'informazione in materia di finanza pubblica.

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