Roma, 24 novembre 2017, ore 08.30
  • Condividi
  • Invia link via E-mail
  • Condividi su Facebook - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra
  • Condividi su Google+ - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra
  • Condividi su Twitter - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra

Strumenti e metodi

Ti trovi in: Home Versione Italiana > Pubblicazioni > La riforma della contabilità e della finanza pubblica

La riforma della contabilità e della finanza pubblica

La legge 196 del 2009 è intervenuta organicamente sui temi del bilancio e del governo della finanza pubblica, da un lato, aggiornando molte delle disposizioni della legge 468 del 1978 che, di fatto, non risultavano più adeguate ad assicurare la necessaria coerenza tra le norme di contabilità e le innovazioni che nel corso degli ultimi anni hanno interessato il nostro ordinamento e assetto istituzionale; dall'altro, introducendo nuovi strumenti e istituti contabili allo scopo di perseguire gli obiettivi di trasparenza e di coordinamento che la stessa legge di riforma si prefigge.

Tra questi cambiamenti, ha assunto un ruolo di primo piano l'avvio di un processo che ha visto il nostro Paese aderire ad un sistema di vincoli di bilancio sovranazionali e impegnarsi nel progressivo decentramento della gestione delle risorse pubbliche e delle corrispondenti fonti di finanziamento. Tale processo pone naturali problemi di coordinamento tra lo Stato centrale - che risponde degli impegni assunti in ambito comunitario - e i livelli di governo decentrati, i quali condividono questa responsabilità principalmente sulla base di un sistema di regole che costituiscono il cosiddetto Patto di stabilità interno.

I tempi quindi erano ormai maturi per disegnare la nuova architettura di un processo di finanza pubblica coordinato e condiviso tra i diversi attori coinvolti, caratterizzato da un quadro normativo organico per l'intero aggregato delle amministrazioni pubbliche, tale da consentire il superamento della frammentazione espressa dal sistema di regole previgente.

Il processo di programmazione economica e di bilancio andava riorganizzato in modo da includervi anche i parametri di riferimento assunti in ambito europeo. Era inoltre necessario rafforzare il coinvolgimento delle amministrazioni decentrate e costruire un più immediato collegamento tra la finalizzazione degli stanziamenti di bilancio e gli obiettivi perseguiti con le politiche adottate.

Aumenta, di conseguenza, l'attenzione verso la qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche come fattori di sostegno allo sviluppo economico e di garanzia della stabilità finanziaria. La ricerca di una maggiore efficienza del settore pubblico si pone, infatti, quale presupposto per un più elevato grado di efficienza dell'intero sistema paese.

In questo contesto era necessario modificare il modello gestionale del bilancio dello Stato, rinnovando il suo processo di gestione e di controllo e ampliando l'orizzonte dagli aspetti autorizzatori, che pure permangono di fondamentale importanza nel nostro sistema, a quelli legati alla valutazione dei risultati in termini di efficienza e di efficacia della spesa.