Nel corso del 2011 le condizioni del ciclo economico hanno evidenziato un progressivo deterioramento e una ripresa delle tensioni finanziarie sui mercati internazionali. In questo scenario, l’Italia ha proseguito nel percorso di risanamento dei conti pubblici, contemperando questa esigenza con interventi a favore della crescita economica e dell’equità.
L’obiettivo del pareggio di bilancio è stato prima fissato, con il Documento di economia e finanza 2011 (DEF), al 2014 e successivamente, con il decreto legge n. 138/2011 e la Nota di aggiornamento al DEF 2011, anticipato al 2013. La legge di stabilità 2012 non ha modificato i saldi di finanza pubblica disponendo riduzioni di bilancio su risorse, in larga parte, già accantonate con le manovre approvate nel corso dell’estate. Il successivo deterioramento del quadro macroeconomico ha indotto il Governo a rivedere con la Relazione al Parlamento 2011 lo scenario di previsione e a disporre una ulteriore manovra correttiva alla fine del 2011 – decreto legge n. 201/2011 – per consentire la conferma degli obiettivi di finanza pubblica già programmati.
La stima degli effetti cumulati dei quattro provvedimenti ha evidenziato una correzione dell’indebitamento netto della PA per 2,8 miliardi nel 2011, 48,8 miliardi nel 2012, 75,7 miliardi nel 2013 e 81,3 miliardi nel 2014. Tra i sottosettori della PA prevale il contributo delle amministrazioni centrali a cui sono imputati gli effetti delle misure di incremento di entrata. Evidente appare tuttavia anche il contributo degli altri sottosettori alla correzione degli andamenti tendenziali della finanza pubblica.