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La spesa statale regionalizzata – anno 2006
La Ragioneria generale dello Stato pubblica lo studio annuale, curato dal Servizio Studi Dipartimentale (Se.S.D.), che presenta la distribuzione della spesa statale a livello regionale, relativamente al 2006.
Lo studio costituisce un aggiornamento dei risultati di un filone di ricerca avviato nel 1993 sviluppato per fornire informazioni circa l’entità della redistribuzione di risorse da parte dello Stato nei confronti delle regioni, intese come aree geografiche.
I dati elaborati riguardano, in special modo, i pagamenti complessivi erogati dallo Stato a qualsiasi titolo per spese correnti e spese in conto capitale, distinti per regione di destinazione. Si tratta di voci quali stipendi, acquisti di beni e servizi, trasferimenti ad amministrazioni ed enti pubblici, a imprese e famiglie, interessi, investimenti diretti  e contributi agli investimenti. Rimangono escluse le spese per rimborsi di prestiti.
Lo studio, tuttavia, non si limita ad analizzare la spesa del Bilancio dello Stato, ma si estende anche a quella di alcuni Enti, Amministrazioni ed altri Organismi (Enti previdenziali, Anas SpA, Cnr, Cri, Ispesl, Ice, Enea, Monopoli di Stato, ecc.) e a quella erogata attraverso Fondi alimentati con le risorse statali.
Nel complesso sono state analizzate spese per circa 606 miliardi di euro, di cui 482 sono state “regionalizzate”, cioè attribuite a livello territoriale, mentre la residua parte di 124 miliardi non è stata regionalizzata, trattandosi in larga parte di partite puramente contabili, poste correttive e compensative delle entrate o di spese dirette all’estero.
Il documento è suddiviso in tre parti:

  • la prima presenta la ripartizione della spesa del bilancio dello Stato e fornisce – grazie alla classificazione    incrociata per regione, per categoria economica e per funzione-obiettivo – informazioni utili alla costruzione di un quadro complessivo dell’intervento pubblico nei vari settori per ciascuna area geografica, nonché uno strumento per successive elaborazioni da parte di altri Organismi istituzionali (Istat, Isae, Ministero dello Sviluppo Economico, ecc.). La classificazione economica è articolata in 33 categorie/sottocategorie, mentre quella funzionale offre un ventaglio di 62 settori di intervento, costituiti dal primo e secondo livello della classificazione funzionale (divisioni e gruppi COFOG) e, in qualche caso, dal terzo livello (classi COFOG);
  • nella seconda parte viene presa in esame la spesa di alcuni Enti, Amministrazioni ed altri Organismi;
  • nella terza parte sono analizzate le risorse erogate da Fondi alimentati con risorse statali