Programmi

Ogni missione si realizza concretamente attraverso più Programmi. I Programmi, che sono stati individuati in n. di 168, rappresentano "aggregati omogenei di attività svolte all'interno di ogni singolo Ministero, per perseguire obiettivi ben definiti nell'ambito delle finalità istituzionali, riconosciute al Dicastero competente".

I Programmi individuati sono specifici di ciascuna Amministrazione, in taluni casi, limitati, sono condivisi tra più Amministrazioni. Ogni Programma trova il suo fondamento normativo nell'art. 2, comma 2, della Legge n. 468 del 1978, come modificato dalla Legge n. 94 del 1997, e rappresenta il punto focale della nuova classificazione applicata al Disegno di Legge di Bilancio 2008, in quanto costituisce un livello di aggregazione sufficientemente dettagliato, tale da consentire al decisore politico di poter scegliere chiaramente l'impiego delle risorse tra scopi alternativi. Allo stesso tempo, il livello di dettaglio raggiunto non risulta eccessivo, in modo da superare in prospettiva l'attuale rigidità del bilancio.

In pratica, si è scelto di operare attraverso l'aggregazione delle attuali Missioni istituzionali (4° livello funzionale successivo ai tre livelli della classificazione COFOG), in modo da identificare aggregati più ampi e significativi rispetto a quelli esistenti.

Con tale impostazione si raggiungono due obiettivi di carattere espositivo e sostanziale: maggiore consapevolezza e migliore leggibilità e trasparenza del bilancio.

Il primo obiettivo (maggiore consapevolezza) si consegue - fermo restando lo schema concettuale delle unità previsionali di base - con la rappresentazione in modo più univoca, sintetica e trasparente delle finalità perseguite dallo Stato, pur conservando, nel contempo, tutti gli elementi già presenti nell'attuale quadro classificatorio, tanto nell'area della decisione parlamentare in senso tecnico, quanto in quella dell'informazione a supporto di tale area e della gestione.

Il secondo obiettivo (migliore leggibilità e trasparenza) consente una più chiara rendicontazione dell'attività realizzata con le risorse allocate, affinché risulti con modalità più immediatamente comprensibili quanto si spende e per fare cosa, in modo da facilitare e rendere più razionale il processo decisionale del Governo e del Parlamento.

Inoltre, la nuova classificazione, risultando " dinamica", offre a tutte le Amministrazioni centrali l'opportunità di ripensare alla propria organizzazione, rivedendo, gradualmente, strutture, responsabilità e attività svolte. I Programmi, infatti, sono stati definiti con riferimento alle attività effettivamente espletate, non alle strutture evidenti all'interno dei Ministeri.

Ciò rende possibile che vengano riviste le attribuzioni interne ed identificate le possibili sinergie, duplicazioni o sovrapposizioni di attività tra i diversi Centri di responsabilità amministrativa e Ministeri.

Alcune peculiarità dei Programmi:

· I Programmi indicano quanto più possibile i risultati da perseguire in termini di impatto dell'azione pubblica sui cittadini e nel territorio (outcome). Nel concreto, alcuni Programmi hanno carattere strumentale, indicano cioè input dell'Amministrazione statale per perseguire le sue finalità, o evidenziano prodotti o servizi finali dell'azione dello Stato (output).

· Per ogni Ministero esistono due Programmi trasversali, dove vengono allocate le spese "indirette", non attribuibili ex-ante ai Programmi, e le spese di "indirizzo politico", collegati entrambi alla corrispondente Missione "Servizi istituzionali e generali", già illustrata.

· La denominazione del programma rispecchia la finalità perseguita con le risorse attribuite al Programma stesso. Questo permette di passare da un bilancio che definisce chi gestisce le risorse (per Centri di responsabilità amministrativa), ad un bilancio che individua le azioni attivate dalla singola Amministrazione attraverso la spesa pubblica (cosa viene realizzato con le risorse).

· Ciascun programma si estrinseca in un insieme di sottostanti " attività" che ogni Amministrazione pone in essere per il raggiungimento delle proprie finalità. Le attività si esplicano attraverso l'attuazione dei processi e delle funzioni elementari, finali e strumentali posti in essere dalle singole strutture organizzative del competente Dicastero. Le tabelle, nelle quali sono riportate, per ciascun Ministero, le Missioni, i Programmi e le sottostanti "attività" che qualificano i Programmi stessi, sono inserite in ogni stato di previsione.