Intro


La tesoreria unica (TU) è un sistema di regole e procedure che accentra presso la tesoreria statale le risorse liquide di enti e organismi pubblici diversi dallo Stato. Il sistema di TU si prefigge il risultato di una gestione ottimale della liquidità da parte della tesoreria statale, che minimizzi il ricorso dello Stato al mercato monetario per reperire risorse. La tesoreria unica nasce negli anni Ottanta e conosce nel trentennio successivo uno sviluppo continuo per adeguarla ai mutamenti del quadro istituzionale, con particolare riguardo all’evoluzione del rapporto tra lo Stato centrale e gli Enti pubblici.

L'assoggettamento al sistema di tesoreria unica riguarda tutti gli Enti e organismi pubblici la cui gestione finanziaria interessi “direttamente o indirettamente la finanza pubblica”. In linea di principio si tratta degli enti che ricevono trasferimenti continuativi dallo Stato o da altri enti pubblici, ma vi sono coinvolti anche gli enti cui è affidata la riscossione di entrate per conto dello Stato (es. le camere di commercio). A titolo esemplificativo sono assoggettati al regime di tesoreria unica gli enti territoriali, quelli del comparto sanitario, gli enti di ricerca, le università, le istituzioni scolastiche, gli enti previdenziali. Un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, periodicamente aggiornato, individua gli Enti soggetti alla tesoreria unica.

Due principi costituiscono il fondamento del regime di tesoreria unica:

- gli enti, pur obbligati a mantenere le proprie liquidità su appositi conti aperti presso la Banca d'Italia, mantengono la disponibilità piena, immediata e incondizionata in ogni momento delle proprie risorse; ­

- l' assoggettamento al sistema di tesoreria unica non si traduce in un affidamento del servizio di tesoreria o di cassa alla Banca d'Italia, che resta invece affidato a un tesoriere/cassiere bancario ed è questo soggetto che gestisce il rapporto finanziario con la Banca d’Italia, attraverso procedure telematiche.

All'origine la tesoreria unica ha previsto che gli enti assoggettati mantenessero tutte le proprie risorse liquide su conti aperti presso la Banca d'Italia, ripartite in un sottoconto fruttifero, per le entrate proprie, e in uno infruttifero per le altre entrate. Tale sistema è conosciuto come tesoreria unica “tradizionale”. L'evoluzione del rapporto finanziario tra lo Stato e gli Enti pubblici, con particolare riferimento agli enti territoriali, da un sistema a finanza derivata a un sistema regolato dai principi del federalismo fiscale, hanno portato a ripensare il sistema di tesoreria unica, limitando il versamento sui conti aperti presso la tesoreria statale ai soli trasferimenti provenienti direttamente dal bilancio dello Stato e consentendo agli Enti di mantenere le risorse diverse da quelle provenienti dal bilancio statale presso il proprio tesoriere bancario: è la nascita della cosiddetta tesoreria unica mista, regime applicato a importanti categorie di enti, quali gli enti territoriali, quelli del servizio sanitario nazionale, le università.

Il sistema di tesoreria unica mista è sospeso dal 2012 e agli enti che ne beneficiavano si applicano, di nuovo, le regole della tesoreria unica tradizionale.

Alcuni enti di maggiori dimensioni, che possono avere un’articolata organizzazione sul territorio nazionale, sono assoggettati al regime di tesoreria unica con vincoli diversi rispetto a quelli tipici della tesoreria unica tradizionale o mista. Sono infatti autorizzati a mantenere presso il proprio tesoriere bancario una percentuale non superiore al 3% delle proprie entrate (le entrate da prendere in considerazione sono quelle previste dal bilancio di competenza degli enti, con esclusione di quelle per accensione di prestiti, partite di giro, alienazione ed ammortamento di beni patrimoniali, trasferimento di capitale e riscossione di crediti). Le risorse rimanenti restano depositate su conti aperti presso la tesoreria centrale dello Stato e gli enti titolari possono chiederne il prelevamento per le proprie esigenze finanziarie.