Piano dei conti integrato

Intro


Introdotto nell’ordinamento in seguito alle disposizioni dettate dalla Legge n. 196/2009, il piano dei conti integrato è previsto, per gli enti pubblici non territoriali, dal Decreto Legislativo n. 91/2011, il quale dispone che le amministrazioni pubbliche che utilizzano la contabilità finanziaria, sono tenute ad adottare un comune piano dei conti integrato, costituito da conti che rilevano le entrate e le spese in termini di contabilità finanziaria e da conti economico-patrimoniali redatto secondo comuni criteri di contabilizzazione. Obiettivo della norma è quello di garantire la raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il sistema europeo dei conti (SEC) nell'ambito delle rappresentazioni contabili, perseguendo al contempo la qualità e la trasparenza dei dati di finanza pubblica. La normativa di dettaglio che disciplina le modalità di adozione del piano dei conti integrato è stata poi dettata mediante emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica del 4 ottobre 2013, n.132 che rappresenta il principale riferimento per l’implementazione e l’utilizzo del piano integrato negli enti. Il piano dei conti è strutturato su tre moduli principali: • Piano finanziario • Piano economico • Piano patrimoniale Va evidenziato che per le amministrazioni che operano in contabilità civilistica, diversamente da quelle sottoposte al regime di contabilità finanziaria, l’utilizzo del piano dei conti integrato è previsto espressamente in riferimento alla redazione del conto consuntivo in termini di cassa che deve essere predisposto in conformità alle regole di riclassificazione previste dal Titolo II dello stesso Decreto Legislativo n. 91/2011.