Roma, 24 novembre 2017, ore 14.02
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Rendiconto economico dello Stato per l’anno 2015

Il Rendiconto economico dello Stato, introdotto ai sensi della legge n. 94/1997 - successivamente disciplinato dal D.L.vo n. 279/1997 con il quale è stato previsto l’avvio di un sistema di contabilità economica analitica per centri di costo – espone la sintesi dei costi che le Amministrazioni centrali dello Stato hanno sostenuto nel corso del 2015, sulla scorta dei dati trasmessi e validati tramite il portale web di Contabilità economica, ed elaborati dalla Ragioneria Generale dello Stato. Lo scopo del documento è di ampliare le informazioni del Rendiconto Generale dello Stato con elementi e dati di tipo economico e consentire una valutazione degli oneri delle attività prodotte dalle Amministrazioni pubbliche. Le rilevazioni di contabilità economica consentono così di accrescere la conoscenza dei fenomeni amministrativi e la verifica dei risultati ottenuti (accountability) da parte della dirigenza, favorendo l’orientamento dell’azione amministrativa verso un percorso indirizzi→ obiettivi→ risorse→ risultati. Le indicazioni che ne derivano, infatti – ponendo in relazione gli obiettivi con le risorse che sono state impiegate – consentono di conoscere meglio e di qualificare le modalità di utilizzo delle risorse in relazione ai risultati che i responsabili dello svolgimento delle attività amministrative hanno perseguito.

La legge di riforma contabile, n. 196/2009, ha rafforzato il ruolo delle rilevazioni economiche prescrivendo, all’art. 36, comma 5, che “in apposito allegato conoscitivo al rendiconto generale dello Stato sono illustrate le risultanze economiche per ciascun ministero.

Le Amministrazioni hanno predisposto il Rendiconto economico 2015 - secondo le indicazioni contenute nella Circolare RGS del 10 marzo 2016, n. 11, avente per oggetto “Rendiconto generale dell'esercizio finanziario 2015” - rilevando i fenomeni di gestione sulla base del criterio della competenza economica, secondo la triplice prospettiva di rappresentazione: per struttura (centro di costo), per natura economica (voci del piano dei conti) e per destinazione (missione e programma).

Dal punto di vista della destinazione, sia la contabilità finanziaria dello Stato sia la contabilità economica condividono la classificazione per missioni e programmi, introdotta, per via amministrativa, a partire dal bilancio di previsione dello Stato 2008 e successivamente confermata dalla legge n. 196/2009.

Dal punto di vista della struttura organizzativa i centri di costo costituiscono l’elemento di base per la rilevazione dei costi e sono costituiti, secondo l’art. 10, comma 4, del D.lgs. n. 279/97, “in coerenza con i Centri di responsabilità amministrativa” del bilancio finanziario, dei quali “seguono l’evoluzione, anche in relazione ai provvedimenti di riorganizzazione”; i Centri di responsabilità, a loro volta, costituiscono elementi di riferimento della contabilità finanziaria e corrispondono, secondo l’art. 21, comma 2, della legge n. 196/09, alle unità organizzative di primo livello dei ministeri (Dipartimenti o Direzioni Generali), oltre ai Gabinetti e agli uffici di diretta collaborazione ai Ministri, così come definite dall'articolo 3 del D.lgs. n. 300/1999 e successive modificazioni e integrazioni. Per l’anno 2015 la rilevazione dei costi ha interessato, per le 13 amministrazioni centrali dello Stato, n. 118 Centri di responsabilità e n. 1.003 Centri di costo.

Dal punto di vista della natura, infine, la contabilità economica analitica utilizza un dettagliato piano dei conti a tre livelli, comune a tutte le amministrazioni centrali dello Stato, che fornisce una rappresentazione puntuale ed uniforme delle risorse umane e strumentali (beni e servizi) acquisite dalle amministrazioni stesse.