Roma, 21 novembre 2017, ore 22.04
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Rendiconto economico dello Stato per l’anno 2016

Il Rendiconto economico delle Amministrazioni centrali dello Stato, introdotto dalla legge n. 94/1997 e disciplinato dal decreto legislativo n. 279/1997, espone i costi che le Amministrazioni centrali dello Stato hanno sostenuto nel corso del 2016, sulla scorta dei dati validati dai centri di costo delle Amministrazioni stesse sul portale web di Contabilità economica, ed elaborati dalla Ragioneria Generale dello Stato. Il documento amplia le informazioni del Rendiconto Generale dello Stato con elementi e dati di tipo economico e consente una valutazione degli oneri delle attività prodotte dalle Amministrazioni pubbliche. Le rilevazioni di contabilità economica consentono di accrescere la conoscenza dei fenomeni amministrativi e la verifica dei risultati ottenuti (accountability) da parte della dirigenza, favorendo l’orientamento dell’azione amministrativa verso un percorso indirizzi→ obiettivi→ risorse→ risultati.

Le indicazioni che derivano dal porre in relazione gli obiettivi con le risorse impiegate consentono di qualificare le modalità di utilizzo delle risorse stesse in relazione ai risultati perseguiti.

La legge di riforma contabile, n. 196/2009 prescrive all’art. 36, comma 5, che “in apposito allegato conoscitivo al rendiconto generale dello Stato sono illustrate le risultanze economiche per ciascun ministero.”

Il Rendiconto economico 2016 è stato predisposto secondo le indicazioni della Circolare n. 15/2017 della RGS, rilevando i fenomeni di gestione in base al criterio della competenza economica, con una triplice prospettiva di rappresentazione: per struttura (centro di costo), per natura economica (voci del piano dei conti) e per destinazione (missione e programma).

Dal punto di vista della destinazione, la contabilità finanziaria dello Stato e la contabilità economica condividono, a partire dal bilancio di previsione dello Stato 2008, la classificazione per missioni e programmi, confermata dalla legge n. 196/2009.

Dal punto di vista organizzativo i centri di costo costituiscono l’elemento base per la rilevazione dei costi e sono costituiti, secondo l’art. 10, comma 4, del D.lgs. n. 279/97, “in coerenza con i Centri di responsabilità amministrativa” del bilancio finanziario, dei quali “seguono l’evoluzione, anche in relazione ai provvedimenti di riorganizzazione”; i Centri di responsabilità costituiscono elementi di riferimento della contabilità finanziaria e corrispondono, secondo l’art. 21, comma 2, della legge n. 196/2009, alle unità organizzative di primo livello dei ministeri (Dipartimenti o Direzioni Generali), definite dall'articolo 3 del D.lgs. n. 300/1999 e s.m.i. La rilevazione dei costi 2016 ha interessato n. 118 Centri di responsabilità e n. 992 Centri di costo delle 13 amministrazioni centrali dello Stato.

Dal punto di vista della natura la contabilità economica analitica utilizza un dettagliato piano dei conti a tre livelli che fornisce una rappresentazione comune, puntuale ed uniforme delle risorse umane e strumentali (beni e servizi) acquisite dalle amministrazioni stesse. Le informazioni per la riconciliazione dei costi sono state fornite dal pertinente Centro di Responsabilità. Attraverso l'operazione di riconciliazione si evidenziano le poste integrative e rettificative mediante le quali si riconducono i costi sostenuti dalle amministrazioni centrali dello Stato ai pagamenti in c/competenza e in c/residui risultanti dal conto del bilancio del rendiconto generale dello Stato dello stesso anno.