Roma, 01 luglio 2015, ore 18.54
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Patto di stabilità interno

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PATTO DI STABILITA’ INTERNO COMUNI - Richiesta di spazi finanziari ai sensi dell'articolo 1 del decreto legge n. 78 del 2015

E’ disponibile, nel sistema web dedicato patto di stabilità interno accessibile all’indirizzo http://pattostabilitainterno.tesoro.it, il modello per la richiesta da parte dei comuni di spazi finanziari ai sensi dell’articolo 1 del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78.

L’articolo 1, comma 2, del decreto legge n. 78 del 2015 prevede l’attribuzione ai comuni, in ciascuno degli anni 2015-2018, di spazi finanziari per sostenere le spese relative alle seguenti fattispecie:

a) spese per eventi calamitosi per i quali sia stato deliberato e risulti vigente alla data di pubblicazione del decreto legge n. 78 del 2015 (19.06.2015) lo stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e per interventi di messa in sicurezza del territorio diversi da quelli indicati nella lettera b) (10 milioni di euro);
b) spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, nonché del territorio connesse alla bonifica dei siti contaminati dall’amianto (40 milioni di euro);
c) spese per l’esercizio della funzione di ente capofila (30 milioni di euro);
d) spese per sentenze passate in giudicato a seguito di contenziosi connessi a cedimenti strutturali e, in via residuale, di procedure di esproprio (20 milioni di euro).
 

Si richiama l'attenzione sulla circostanza che le spese sostenute a valere su risorse provenienti dallo Stato erogate per l'attuazione di ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza, ai sensi del comma 7 dell’articolo 31 della legge n. 183 del 2011, sono già escluse dal patto di stabilità interno. Pertanto, la richiesta di spazi finanziari per sostenere spese per eventi calamitosi di cui alla lettera a) si riferisce alle spese finanziate con risorse diverse da quelle richiamate dal citato comma 7.

Per l’anno 2015 le richieste di spazi finanziari dei comuni sono comunicate secondo le seguenti modalità:

  • per le spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici di cui alla lettera b) la richiesta è comunicata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per il coordinamento e l'impulso per gli interventi di edilizia scolastica, secondo le modalità individuate e pubblicate sul sito istituzionale della medesima Struttura – entro il termine perentorio di 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 78 del 2015;
  • per le spese di cui alle lettere a), b) ad eccezione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici e d) la richiesta deve essere comunicata mediante il sito web della Ragioneria generale dello Stato appositamente previsto per il patto di stabilità interno entro il termine perentorio del 30.06.2015 (10 giorni successivi alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 78 del 2015);
  • per le spese di cui alle lettera c) la richiesta deve essere comunicata mediante il sito web della Ragioneria generale dello Stato appositamente previsto per il patto di stabilità interno entro il termine perentorio del 19.08.2015 (60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 78 del 2015).

Si rammenta che le richieste di spazi finanziari devono essere espresse in euro, e non in migliaia di euro, e che, decorsi i termini perentori su richiamati non è più possibile effettuare o rettificare le richieste dei predetti spazi finanziari.

Gli spazi attribuiti a ciascun comune sono pubblicati sul sito del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e recepiti nel prospetto degli obiettivi dei comuni interessati dalla rimodulazione dell’obiettivo. La rimodulazione dell’obiettivo conseguente all’applicazione della attribuzione di spazi finanziari troverà evidenza nella fase 2 del modello di calcolo degli obiettivi programmatici OB/15/C che verrà pubblicato nel sito web dedicato al patto di stabilità interno http://pattostabilitainterno.tesoro.it.

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Patto di stabilità interno “orizzontale nazionale” (commi da 1 a 7 dell’articolo 4-ter del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44).

E’ stato messo in linea nel sito web appositamente previsto per il patto di stabilità interno il modello per l’acquisizione delle informazioni concernenti il cosiddetto patto di stabilità interno “orizzontale nazionale”.

Il comune che prevede di conseguire, nel 2015, un differenziale positivo rispetto all’obiettivo del patto di stabilità interno può comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, mediante il sito web http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto, entro il termine perentorio del 15 giugno 2015, l’entità dello spazio finanziario che è disposto a cedere.

Il comune che prevede di conseguire, nel 2015, un differenziale negativo rispetto all’obiettivo del patto di stabilità interno può richiedere, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, mediante il citato sito web, entro il termine perentorio del 15 giugno 2015, lo spazio finanziario di cui necessita per effettuare pagamenti di residui passivi di parte capitale.

Il comune che nel 2015 riceve spazi finanziari, nei due anni successivi, aumenta (peggiora) il proprio obiettivo di un importo complessivo pari agli spazi finanziari ricevuti. Il comune che nel 2015 cede spazi finanziari, nel biennio successivo, riduce (migliora) il proprio obiettivo di un importo pari agli spazi ceduti.

Qualora l’entità delle richieste pervenute superi l’ammontare degli spazi finanziari resi disponibili dai comuni cedenti, l’attribuzione degli spazi finanziari è effettuata in misura proporzionale ai maggiori spazi finanziari richiesti.

Qualora l’entità degli spazi ceduti superi l’ammontare degli spazi finanziari richiesti, l’utilizzo degli spazi ceduti è ridotto in misura proporzionale.

Si prega di prestare attenzione alla correttezza delle richieste, anche con riferimento all’unità di misura atteso che le richieste vanno espresse in euro.

Si rammenta, infine, che, decorsa la data del 15 giugno 2015, non è più possibile rettificare i dati. Il miglioramento (o il peggioramento) dell’obiettivo dell’anno in corso e del biennio successivo conseguente al patto nazionale è operato sulla base dei predetti dati.

La variazione dell’obiettivo in ciascun dei due anni del biennio successivo è commisurata alla metà del valore dello spazio acquisito o, nel caso di cessione, attribuito nel 2015 (calcolata per difetto nel 2016 e per eccesso nel 2017).

Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, entro il 10 luglio 2015, aggiorna il prospetto degli obiettivi dei comuni interessati dalla rimodulazione dell’obiettivo, con riferimento all’anno in corso e al biennio successivo. La rimodulazione dell’obiettivo conseguente all’applicazione del meccanismo di compensazione nazionale “orizzontale” trova evidenza nel modello di calcolo degli obiettivi programmatici.

Il rappresentante legale, il responsabile del servizio finanziario e l’organo di revisione economico finanziario attestano, con la certificazione di cui al comma 20 dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183, che i maggiori spazi finanziari sono stati utilizzati esclusivamente per effettuare spese per il pagamento di residui passivi di parte capitale. In assenza di tale certificazione, nell’anno di riferimento, non sono riconosciuti i maggiori spazi finanziari ricevuti, mentre restano validi i peggioramenti dei saldi obiettivi del biennio successivo.

Il modello del monitoraggio, MONIT/15, prevede la rilevazione, nella voce “PagRes”, dei pagamenti di residui passivi di parte capitale di cui al comma 6 dell’articolo 4-ter del decreto legge n. 16 del 2012. Gli spazi finanziari acquisiti e non utilizzati per il pagamento di residui passivi di parte capitale non potendo essere utilizzati per altre finalità, sono recuperati, in sede di certificazione, determinando un peggioramento dell’obiettivo 2015, mentre restano validi i peggioramenti dei saldi obiettivi del biennio successivo.

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Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n. 19034 del 13 marzo 2015 concernente il riparto degli spazi finanziari, per complessivi 100 milioni, tra gli enti territoriali per sostenere pagamenti di debiti in conto capitale, in attuazione del comma 6 dell’articolo 4 del decreto legge n. 133 del 2014 e del comma 466, punto 1), dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014. (G.U. n. 88 del 16 aprile 2015)

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 88 del 16-04-2015 il testo del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 19034 del 13 marzo 2015 – adottato in attuazione del comma 6 dell’articolo 4 del decreto legge n. 133 del 2014 e del comma 466, punto 1), dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014 – concernente il riparto, per l’anno 2015, degli spazi finanziari, per complessivi 100 milioni di euro, tra gli enti territoriali per sostenere pagamenti di debiti in conto capitale certi liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013 (connessi a spese ascrivibili ai codici gestionali SIOPE da 2101 a 2512 per gli enti locali e ai codici gestionali SIOPE da 2101 a 2138 per le regioni, escluse le spese afferenti la sanità) o per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonché pagamenti di debiti in conto capitale riconosciuti alla data del 31 dicembre 2013 ovvero che presentavano i requisiti per il riconoscimento di legittimità entro la medesima data.

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