Roma, 05 settembre 2015, ore 05.40
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Patto di stabilità interno

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Patto di Stabilità Interno - Esclusione dal saldo finanziario del patto di stabilità interno 2015 delle Province e delle Città Metropolitane individuate nel DPCM del 17 luglio 2015 delle spese per interventi di edilizia scolastica (articolo 1, comma 467, della legge n. 190 del 2014).

E' stato firmato il DPCM concernente l’individuazione delle Province e delle Città metropolitane che, ai sensi del comma 14-quater dell’articolo 31 della legge n. 183 del 2011 (inserito dall’articolo 1, comma 467, della legge n. 190 del 2014) beneficiano dell’esclusione dal saldo finanziario del patto di stabilità interno per gli anni 2015 e 2016 delle spese per interventi di edilizia scolastica, nel limite massimo complessivo di 50 milioni di euro annui. Nell’allegato A al richiamato DPCM sono indicati, per ciascuna Provincia e Città metropolitana beneficiaria, gli importi degli spazi finanziari concessi per beneficiare della suddetta esclusione.

Le spese per interventi di edilizia scolastica da escludere, a valere sui predetti spazi finanziari, dal saldo finanziario valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno 2015 ai sensi del citato comma 14-quater dell’articolo 31 della legge n. 183 del 2011, trovano evidenza nella voce S16 del modello MONIT/15 disponibile sul sito web della Ragioneria generale dello Stato all’indirizzo http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/.

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Patto di stabilità interno - Prospetto per la comunicazione al Dipartimento della Protezione Civile delle spese per calamità naturali escluse dal patto di stabilità interno (articolo 31, comma 8, legge n. 183 del 2011).

Si pubblica il prospetto che gli enti che hanno beneficiato dell’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per calamità naturali di cui all’articolo 31, comma 7, della legge n. 183/2011 sono tenuti a inviare alla Protezione Civile entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento (articolo 31, comma 8, legge n. 183/2011).

Mediante il prospetto, l’ente interessato, oltre a indicare le spese escluse dal patto di stabilità interno, ripartite nella parte corrente e nella parte capitale, deve indicare anche le relative risorse attribuite dallo Stato per permettere alla Protezione Civile di verificare la loro corrispondenza.

Si segnala che la comunicazione delle predette informazioni costituisce un obbligo a carico dell’ente beneficiario. Pertanto, l’omessa o ritardata comunicazione del predetto prospetto, oltre a rappresentare una violazione ad una disposizione di legge, impedisce il perfezionamento dell'iter che consente allo stesso ente beneficiario di effettuare tali esclusioni.

Si segnala, inoltre, che eventuali chiarimenti, ivi incluse le modalità di trasmissione del richiamato prospetto, possono essere richiesti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, mediante l’utilizzo della casella di posta elettronica dedicata: quesiti.pattostab@protezionecivile.it

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Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze concernente il monitoraggio e la certificazione del Patto di stabilità interno 2015 le Regioni a statuto speciale, esclusa la Regione Sardegna, e le Province autonome di Trento e di Bolzano

E’ stato firmato (il 31 luglio 2015) il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze concernente il monitoraggio e la certificazione del Patto di stabilità interno per il 2015 per le Regioni a statuto speciale, esclusa la Regione Sardegna, e le Province autonome di Trento e di Bolzano (articolo 1, commi 460 e 461, della legge 24 dicembre 2012, n. 228).

I prospetti per il monitoraggio devono essere trasmessi - utilizzando il sistema web appositamente previsto per il Patto di stabilità interno nel sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto - entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento. Il primo invio di informazioni è previsto entro un mese dalla pubblicazione sulla G.U. del decreto.

La certificazione deve essere inviata entro il 31 marzo 2016.

La mancata trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo 2016 costituisce inadempimento al Patto di stabilità interno ai sensi dell’art. 1, comma 461, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228).

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Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze concernente il monitoraggio e la certificazione del pareggio di bilancio per il 2015 per le Regioni a statuto ordinario e la Regione Sardegna

E’ stato firmato (il 31 luglio 2015) il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze concernente il monitoraggio e la certificazione degli equilibri di bilancio per l’esercizio  2015 per le Regioni a statuto ordinario e la Regione Sardegna (articolo 1, commi 470 e 471, della legge 23 dicembre 2014, n. 190).

I prospetti per il monitoraggio devono essere trasmessi - utilizzando il sistema web appositamente previsto per il pareggio di bilancio  nel sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto - entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento. Il primo invio di informazioni è previsto entro un mese dalla pubblicazione sulla G.U. del decreto.

La certificazione deve essere inviata entro il 31 marzo 2016.

La mancata trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo 2016 costituisce inadempimento agli obblighi del pareggio di bilancio  ai sensi dell’art. 1, comma 471, della legge 23 dicembre 2014, n. 190).

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PATTO DI STABILITA’ INTERNO COMUNI - Ripartizione degli spazi finanziari ai sensi dell'articolo 1 del decreto legge n. 78 del 2015

In attuazione dell’articolo 1, commi 2, 3 e 4 del decreto legge n. 78 del 2015, sono attribuiti, per l’anno 2015, in misura proporzionale alle richieste effettuate entro il 30 giugno 2015 dai comuni di cui alla tabella 1 allegata al citato decreto legge - mediante la compilazione del modello presente nel sistema web dedicato al patto di stabilità interno accessibile all’indirizzo http://pattostabilitainterno.tesoro.it -, gli spazi finanziari di cui al comma 2 del medesimo articolo per le seguenti fattispecie di spesa:

a) spese per eventi calamitosi per i quali sia stato deliberato e risulti vigente alla data di pubblicazione del decreto legge n. 78 del 2015 lo stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e per interventi di messa in sicurezza del territorio diversi da quelli indicati nella lettera b);

b) spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, nonché del territorio connessi alla bonifica dei siti contaminati dall’amianto;

d) spese per sentenze passate in giudicato a seguito di contenziosi connessi a cedimenti strutturali e, in via residuale, di procedure di esproprio.

Le richieste effettuate sono pari a circa 382 milioni di euro con riferimento alla fattispecie di cui alla lettera a), a circa 55 milioni di euro con riferimento alla lettera b) e a circa 147 milioni di euro con riferimento alla lettera d).

Le richieste di spazi finanziari per interventi di messa in sicurezza del territorio connesse alla bonifica dei siti contaminati dall’amianto di cui alla lettera b) sono state integralmente soddisfatte. Tenuto conto che l’ammontare delle predette richieste di spazi finanziari hanno superato i 20 milioni di euro, in attuazione di quanto disposto dal comma 3 dell’articolo 1 del decreto legge n. 78 del 2015, le quote riguardanti le fattispecie di cui alle lettere a), c), e d) del comma 2 del richiamato articolo 1 sono ridotte in misura proporzionale di circa 13 milioni complessivi, al fine di assicurare che alle spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici di cui alla lettera b) sia riservato un importo pari a 20 milioni di euro.

Gli spazi finanziari attribuiti per l’anno 2015 per sostenere le spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici di cui alla lettera b) sono stati comunicati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per il coordinamento e l'impulso per gli interventi di edilizia scolastica.

Non sono ancora stati attribuiti gli spazi finanziari di cui alle lettera c) “spese per l’esercizio della funzione di ente capofila” in quanto non è ancora scaduto il termine perentorio del 19 agosto 2015 (60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 78 del 2015) per la richiesta degli spazi finanziari, da effettuare, sempre mediante il sito web della Ragioneria generale dello Stato appositamente previsto per il patto di stabilità interno, da parte esclusivamente degli enti che non hanno beneficiato della riduzione dell’obiettivo in attuazione del comma 6-bis dell’articolo 31 della legge n. 183 del 2011 (articolo 1, comma 5, del decreto legge n. 78 del 2015).

In allegato la tabella riassuntiva degli spazi finanziari attribuiti a ciascun comune, ai sensi del citato articolo 1, commi 2, 3 e 4, del decreto legge n. 78 del 2015, per sostenere le spese sopra elencate.

La modifica dell’obiettivo 2015 conseguente alla ripartizione degli spazi finanziari trova evidenza nella “fase 2” del modello di calcolo degli obiettivi programmatici OB/15/C presente nell’applicativo web dedicato al patto di stabilità interno http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/.

Per recepire la suddetta modifica degli obiettivi, i comuni interessati accedono in variazione al predetto modello OB/15/C di individuazione degli obiettivi 2015 utilizzando la funzione di “Acquisizione/Variazione Modello”.

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Patto di stabilità interno 2015 - Rimodulazione degli obiettivi dei comuni connessa alla gestione di funzioni e servizi in forma associata (art. 31, c. 6-bis e 6-ter, legge n. 183/2011).

In attuazione dell’articolo 31, commi 6-bis e 6-ter, della legge n. 183 del 2011, che prevedono la riduzione degli obiettivi dei comuni che gestiscono, in qualità di capofila, funzioni e servizi in forma associata ed il corrispondente aumento degli obiettivi dei comuni associati non capofila, sulla base di un accordo tra i comuni interessati e fermo restando l’obiettivo finanziario complessivamente attribuito agli enti che sottoscrivono l’accordo, si comunica che è stato aggiornato il prospetto degli obiettivi 2015-2018 dei predetti enti, sulla base dei dati comunicati dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).

La suddetta rimodulazione dell’obiettivo (in riduzione per i comuni associati capofila ed in aumento per i comuni associati non capofila) trova evidenza nella “fase 4” del modello di calcolo degli obiettivi programmatici OB/15/C presente nell’applicativo web dedicato al patto di stabilità interno http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/.

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Patto di Stabilità Interno – Enti locali. Comunicazione ai sensi dell’articolo 1, comma 164, della legge 13 luglio 2015, n. 107, ai fini della riduzione della sanzione di cui all’articolo 31, comma 26, lettera a), della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, da applicare nell’anno 2015 agli enti locali che non hanno rispettato il patto di stabilità interno per l’anno 2014.

 
16 luglio 2015 (RGS). E’ disponibile sul sito web della Ragioneria generale dello Stato, all’indirizzo:  http://pattostabilitainterno.tesoro.it, il modello per effettuare la comunicazione ai fini della riduzione della sanzione di cui all’articolo 31, comma 26, lettera a), della legge 12 novembre 2011, n. 183, da applicare agli enti locali che non hanno rispettato il patto di stabilità interno per l’anno 2014, in attuazione dell’articolo 1, comma 164, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
L’importo della predetta riduzione è commisurato ai pagamenti per interventi di edilizia scolastica sostenuti nel corso dell’anno 2014, purché non già oggetto di esclusione dal patto di stabilità interno 2014.
Le comunicazioni dovranno pervenire, da parte degli enti locali che non hanno rispettato il patto di stabilità interno per l’anno 2014, esclusivamente mediante il sistema web della Ragioneria generale dello Stato, entro e non oltre la data del 31 luglio 2015.
 
Sulla base delle predette comunicazioni, saranno individuati gli importi delle riduzioni da applicare ai sensi della richiamata disposizione, fino a concorrenza dell’importo della sanzione stessa.

Si ricorda che gli importi devono essere inseriti in euro.
Eventuali quesiti di natura amministrativa possono essere inviati all’indirizzo pattostab@tesoro.it, mentre eventuali quesiti di natura informatica possono essere inviati all’indirizzo assistenza.cp@tesoro.it.
 

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Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n. 52505 del 26 giugno 2015 concernente il monitoraggio semestrale del patto di stabilità interno per l'anno 2015 per le città metropolitane, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti e i prospetti di rilevazione.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 158 del 10 luglio 2015 il testo del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n. 52505 del 26 giugno 2015, concernente il monitoraggio semestrale del patto di stabilità interno per l’anno 2015 per le città metropolitane, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti e i prospetti di rilevazione (articolo 31, comma 19, della legge 12 novembre 2011, n. 183).

I dati del monitoraggio semestrale sono trasmessi, con riferimento a ciascun semestre, esclusivamente utilizzando l’apposita funzione web disponibile, a decorrere dal 13 luglio 2015, all’indirizzo http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/.

Corre l’obbligo segnalare che, con riferimento al primo semestre, il prospetto deve essere trasmesso entro il 10 agosto 2015 (trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del presente decreto)

 

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Patto di stabilità interno ''orizzontale nazionale'' - Rimodulazione obiettivi dei comuni ai sensi dei commi da 1 a 7 dell'articolo 4-ter del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16

In attuazione dell’articolo 4-ter, comma 5, del decreto legge n. 16 del 2012, che prevede che il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il 10 luglio, aggiorna il prospetto degli obiettivi dei comuni che partecipano al patto orizzontale nazionale, si comunica che è stato aggiornato il prospetto degli obiettivi 2015-2018 dei comuni che hanno richiesto o ceduto spazi finanziari mediante il patto orizzontale nazionale 2015. In allegato la tabella riassuntiva delle variazioni degli spazi finanziari conseguenti all’applicazione del citato articolo 4-ter.

Ai comuni che nel 2015 cedono spazi finanziari, nel biennio successivo è riconosciuta una riduzione (miglioramento) del proprio obiettivo di un importo pari agli spazi ceduti; viceversa, i comuni che ricevono spazi finanziari, da utilizzare per pagamenti in conto capitale a valere su obbligazioni giuridiche assunte entro il 31 dicembre 2014, aumentano (peggiorano), nei due anni successivi, il proprio obiettivo di un importo complessivo pari agli spazi finanziari ricevuti. La variazione dell’obiettivo in ciascuno degli anni 2016 e 2017 è commisurata alla metà del valore dello spazio acquisito o ceduto nel 2015 (calcolata per difetto nel 2016 e per eccesso nel 2017). Alla variazione dell’obiettivo degli anni 2015 e 2016 è aggiunto l’eventuale miglioramento o peggioramento dell’obiettivo conseguente alla partecipazione del comune al patto orizzontale nazionale del 2014.

La rimodulazione dell’obiettivo conseguente all’applicazione del predetto meccanismo di compensazione nazionale orizzontale trova evidenza nella “fase 3” del modello di calcolo degli obiettivi programmatici OB/15/C presente nell’applicativo web dedicato al patto di stabilità interno http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/. Tenuto conto che l’ammontare degli spazi finanziari resi disponibili dai comuni cedenti, pari a circa 46,8 milioni di euro, non è tale da consentire l’integrale soddisfacimento delle richieste pervenute, pari a circa 366,8 milioni di euro, l’attribuzione degli spazi finanziari, come disposto dal comma 5 del predetto articolo 4-ter, è stata effettuata in misura proporzionale agli spazi finanziari richiesti da ciascun comune.

Per recepire la suddetta rimodulazione degli obiettivi, gli enti interessati devono accedere in variazione al predetto modello OB/15/C di individuazione degli obiettivi 2015 utilizzando la funzione di “Acquisizione/Variazione Modello”. In questo modo il sistema aggiornerà il Saldo Obiettivo Finale.

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Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 52518 del 26 giugno 2015 adottato in attuazione del comma 19 dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183. (Decreto Obiettivi 2015)

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 158 del 10 luglio 2015 il testo del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze  n. 52518 del 26 giugno 2015, concernente la determinazione degli obiettivi programmatici del patto di stabilità interno del periodo 2015-2018 per le province, le città metropolitane e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, ai sensi del comma 19 dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183. I nuovi prospetti per la determinazione degli obiettivi programmatici, disponibili sul sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it, devono essere trasmessi, utilizzando esclusivamente il citato sistema web, entro quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.

 

Cosa è il Patto di Stabilità Interno

Il Patto di Stabilità Interno (PSI) nasce dall'esigenza di convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri...

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