Roma, 21 novembre 2017, ore 23.54
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Piano dei conti integrato

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Piano dei conti integrato - FAQ
Domanda n. 1:

Sono previsti aggiornamenti del piano dei conti integrato? Nel caso lo fossero, quali sono i presupposti perché si possa provvedere ad integrare il piano?

Risposta:

L'art. 5 del D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132 prevede la possibilità che il piano dei conti sia aggiornato. In tale evenienza, gli aggiornamenti saranno adottati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito del medesimo Ministero.
Il piano dei conti, nei suoi tre moduli (finanziario, economico e patrimoniale), può essere integrato laddove si riscontri nell'attuale schema classificatorio l'assenza di voci ritenute significative in sede di rappresentazione di bilancio.

01/01/2015
Domanda n. 2:

Il nostro ente ha sede in un edificio occupato in parte da uffici e in parte da abitazioni private. Tra le nostre spese di gestione vi sono anche le spese di condominio pagate bimestralmente. Dove vanno classificate tali spese?

Risposta:

Le spese di condominio nell'attuale struttura del piano allegata  al D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132 non trovano collocazione.
Sulla base della vostra segnalazione, si provvederà ad integrarle inserendo la voce "Spese di condominio" (U.1.03.02.05.007) all'interno della categoria di IV livello "Utenze e canoni". L'ente, nelle more del decreto di aggiornamento del piano dei conti, può comunque usare la voce residuale "Utenze e canoni per altri servizi n.a.c." (U.1.03.02.05.999).

01/01/2015
Domanda n. 3:

La nostra software-house sta aggiornando il sistema informativo provvedendo anche ad effettuare dei collegamenti tra i capitoli del piano finanziario e quelli economico e patrimoniali secondo uno schema di collegamento già da loro utilizzato precedentemente alla pubblicazione del piano dei conti. E' corretto?

Risposta:

No. Il D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132 prevede espressamente che, al fine di garantire l’integrazione contabile tra i moduli del piano, ciascuna voce del piano relativo alla contabilità finanziaria venga correlata alle corrispondenti voci del piano relativo alla contabilità economico-patrimoniale mediante gli schemi di transizione predisposti periodicamente dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e pubblicati sul relativo sito istituzionale.
In virtù di tale disposizione, il vostro ente, nell'integrazione della contabilità economico-patrimoniale, deve attenersi strettamente al sistema di regole di transizione previste all'interno della matrice pubblicata nella sezione del sito http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/PianodeicontiIntegrato/Matrice/

01/01/2015
Domanda n. 4:

Nel caso l'ente svolga anche attività commerciale, come deve essere rappresentato il circuito di registrazione IVA?

Risposta:

Nella contabilità finanziaria le operazioni dell'ente fiscalmente rilevanti sono contabilizzate al lordo di IVA.
Ciò comporta che l'ente debba registrare attraverso il piano dei conti tutte le operazioni relative alla propria gestione commerciale comprensive dell'IVA, aggiornando contestualmente il relativo registro IVA per tener conto delle operazioni intervenute in corso d'anno che determineranno, al termine dell'esercizio, un saldo IVA (debito/credito) nei confronti dell'Erario.

Attraverso il piano dei conti vanno registrate:

  • le spese corrispondenti al versamento all'Erario del debito IVA dell'ente ("Versamenti IVA a debito per le gestioni commerciali" - U.1.10.03.01.001), risultante dall'apposita contabilità  IVA regolata dalle norme fiscali e tenuta con scritture extracontabili;
  • le entrate derivanti dal credito IVA maturato dall'ente ("Entrate da rimborsi di IVA a credito" - E.3.05.02.02.002), laddove effettivamente incassato e non portato in compensazione l'anno successivo.

E' oggetto di rilevazione, pertanto, solo la spesa  per il versamento all'Erario dell'eventuale debito IVA o l'entrata corrispondente all'eventuale credito IVA.

01/01/2015
Domanda n. 5:

Il nostro ente a livello gestionale avrebbe bisogno di ulteriori voci di dettaglio rispetto a quelle già previste dal piano dei conti. Come possiamo procedere per non perdere tali dettagli nel passaggio dalla vecchia struttura di bilancio a quella nuova introdotta con il piano?

Risposta:

Le amministrazioni pubbliche, in relazione alla specificità delle proprie attività istituzionali, possono definire ulteriori livelli gerarchici utili alle proprie rilevazioni contabili, ottimizzandone la struttura in funzione delle proprie finalità, fermo restando la riconducibilità delle voci a quelle previste dal piano del piano dei conti di cui all'allegato 1 del  D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132.

Ad esempio: l'ente, per proprie esigenze gestionali, vuole distinguere per quali finalità riceve un trasferimento da un'altra amministrazione pubblica. E' necessario allora che inserisca un ulteriore livello di dettaglio (nell'esempio, un VI livello) nel quale possa evidenziare la motivazione sottostante tale trasferimento. Tale ulteriore livello contabile va però inserito a un livello gerarchicamente inferiore a quello già previsto dal piano, in modo da preservarne la coerenza di classificazione.

E   I    Trasferimenti correnti   E.2.00.00.00.000
  E   II    Trasferimenti correnti   E.2.01.00.00.000
    E   III    Trasferimenti correnti da Amministrazioni pubbliche   E.2.01.01.00.000
       E   IV    Trasferimenti correnti da Amministrazioni Centrali   E.2.01.01.01.000
           E   V    Trasferimenti correnti da Ministeri   E.2.01.01.01.001 (ultimo livello previsto dal piano finanziario)
              E   VI    Trasferimenti correnti da Ministeri per finalità xxxx    E.2.01.01.01.001.xx1  (ulteriore livello aggiunto dall'ente per propri fini gestionali)
              E   VI    Trasferimenti correnti da Ministeri per finalità yyyy    E.2.01.01.01.001.xx2 (ulteriore livello aggiunto dall'ente per propri fini gestionali)

01/01/2015
Domanda n. 6:

Buongiorno, vorremmo sapere dove classificare i trasferimenti effettuati allo Stato in conseguenza delle norme in materia di riduzione della spesa pubblica? grazie

Risposta:

Tali trasferimenti, nell'attuale struttura del piano allegata al D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132, non trovano collocazione specifica. Devono quindi essere classificati nella voce indistinta "Trasferimenti correnti a Ministeri" (U.1.04.01.01.001).
Sulla base della vostra segnalazione si ritiene necessario integrare il piano per cui si istituisce la voce "Trasferimenti correnti al Ministero dell'economia in attuazione di norme in materia di contenimento di spesa" (U.1.04.01.01.020).

01/01/2015
Domanda n. 7:

In che modo devono essere usate le voci del piano dei conti in fase di previsione e di gestione? Si programma e si rendiconta sempre allo stesso livello di dettaglio?

Risposta:

Non necessariamente. Si ricorda che l'art. 3 del D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132 prevede che il livello minimo di articolazione del piano dei conti, ai fini del raccordo con i capitoli e gli articoli, ove previsti, è costituito dal quarto livello in fase di previsione mentre in fase di gestione e a fini di consolidamento e monitoraggio, il livello minimo di articolazione del piano dei conti è costituito dal quinto livello.
In base a tale disposizione è possibile predisporre il proprio bilancio di previsione a un livello più aggregato rispetto a quanto necessario in fase di gestione.

01/01/2015
Domanda n. 8:

E' prevista la pubblicazione di un glossario del piano dei conti?

Risposta:

Sì, il glossario verrà pubblicato a inizio 2015 nell'apposita sezione del sito dipartimentale della Ragioneria Generale dello Stato (http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/PianodeicontiIntegrato/Glossario/)

01/01/2015
Domanda n. 9:

Qual è la differenza tra il piano dei conti previsto dal D.lgs. N. 91/2011 e il piano dei conti previsto per gli enti territoriali soggetti al Titolo I del D.lgs. N. 118/2011 e successive modificazioni?

Risposta:

Gli enti soggetti al D.Lgs. n. 126/2014 (che modifica il  D.lgs. N. 118/2011) adottano il medesimo piano dei conti degli enti soggetti al D.lgs. n. 91/2011. Il riferimento unico, pertanto, è il piano dei conti disciplinato dal D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132.
Va però sottolineato che gli enti soggetti al D.Lgs. n. 126/2014 adottano un sottoinsieme delle voci previste dal più ampio piano dei conti disciplinato dal D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132. Da quest'ultimo, infatti, sono state escluse tutte le voci che sicuramente non sono possono essere popolate dagli enti territoriali (imposte di competenza del bilancio dello Stato, contributi sociali degli enti di previdenza, proventi derivanti dall'erogazione dei servizi universitari,...).

Esempio:
All'interno del piano finanziario allegato al D.Lgs. n. 126/2014 , nell'ambito dei "tributi" (II livello), la prima voce delle "Imposte, tasse e proventi assimilati" è la seguente "Imposta sostitutiva dell'IRPEF e dell'imposta di registro e di bollo sulle locazioni di immobili per finalità abitative (cedolare secca)" codificata come E.1.01.01.03.000. Il piano dei conti parte quindi con il progressivo di IV livello "03" e non con il "01" poichè le due precedenti voci "Imposta sul reddito delle persone fisiche (ex IRPEF)" (E.1.01.01.01.000) e "Imposta sul reddito delle società (ex IRPEG)" (E.1.01.01.02.000) non sono considerate nel piano dei conti degli enti territoriali in quanto di competenza esclusiva del bilancio dello Stato.
 

01/01/2015
Domanda n. 10:

Si chiede come classificare i recuperi di somme non dovute o incassate in eccesso relative a trasferimenti vincolati al fine di mantenerne il vincolo di destinazione. Infatti i recuperi ad es. su risorse UE, vengono rimessi in gioco per finanziare altri interventi ammissibili nell’ambito delle misure di finanziamento.

Risposta:

Per i  rimborsi incassati dall’ente il piano dei conti finanziario prevede le voci  relative a “Entrate da rimborsi, recuperi e restituzioni di somme non dovute o incassate in eccesso da…..”.
Attraverso la codifica attribuita alle transazioni elementari,  di cui all’articolo 8, comma 5, lettera h) è possibile identificare i recuperi su risorse UE.

01/01/2015
Domanda n. 11:

Nel caso in cui l'ente riceva dei trasferimenti da altre amministrazioni pubbliche, finalizzate alla realizzazione di determinate opere/progetti, è corretto inserire tali poste tra gli “Altri trasferimenti in conto capitale da Amministrazioni Pubbliche” (cod. E. 4.03.16.00.000)?

Risposta:

I contributi agli investimenti sono costituiti da erogazioni effettuate da terzi a favore dell’ente, destinate al finanziamento di spese di investimento, in assenza di controprestazione da parte dell'ente. Essi comportano una corrispondente variazione delle attività finanziarie o non finanziarie indicate nei conti patrimoniali di una o di entrambe le parti che intervengono nell'operazione. Pertanto i trasferimenti destinati al finanziamento di spese di investimento sono classificati tra i Contributi agli investimenti (esempio: trasferimenti erogati da un'amministrazione pubblica x a un'altra amministrazione pubblica y, vincolati alla realizzazione di infrastrutture nel campo dell'edilizia scolastica). Rientrano tra i trasferimenti correnti, invece, i trasferimenti erogati, non a fronte di controprestazioni, da un ente a favore di un'amministrazione pubblica e destinati a coprire le normali spese di funzionamento (trasferimenti erogati a copertura delle spese di personale, trasferimenti per attività di formazione,....).

I trasferimenti in conto capitale includono, invece, le seguenti voci:

  • trasferimenti in conto capitale per assunzione di debiti;
  • trasferimenti in conto capitale per cancellazione di debiti;
  • trasferimenti in conto capitale per escussione di garanzie senza rivalsa;
  • trasferimenti in conto capitale per ripiano disavanzi pregressi;
  • altri trasferimenti in conto capitale non già ricompresi nelle precedenti voci tra i quali rientrano gli indennizzi corrisposti dalle amministrazioni pubbliche o dal resto del mondo ai proprietari di beni strumentali distrutti o danneggiati a seguito di eventi bellici, altri avvenimenti politici o calamità naturali (inondazioni, ecc.) e i lasciti nonchè le donazioni di importo considerevole.
01/01/2015
Domanda n. 12:

Si chiede conferma di come classificare gli assegni familiari ai dipendenti pubblici.
Nel piano dei conti integrato è presente la voce di spesa livello V Assegni familiari U.1.01.02.02.001 nell’ambito del livello IV “contributi sociali figurativi”. Tale codificazione lascia però supporre che gli assegni familiari corrisposti al personale siano rimborsati dall’ente di previdenza (INPDAP), analogamente a quanto accade nei rapporti di lavoro subordinato privato, dove INPS rimborsa tali spese ai relativi datori di lavoro.
Anche se l’articolo 14 della “manovra Monti” ha previsto l’unificazione dei due istituti, nell’ambito del pubblico impiego le somme pagate sotto forma di assegni familiari sono  a totale carico dell’ente. Si chiede conferma di quale sia la corretta codifica.

Risposta:

Anche se  gli assegni familiari erogati dalle amministrazioni pubbliche sono rimborsati, si conferma la codificazione della spesa Assegni familiari U.1.01.02.02.001 nell’ambito del livello IV “contributi sociali figurativi”.

01/01/2015
Domanda n. 13:

Il nostro ente sta provvedendo all'integrazione della contabilità economico patrimoniale applicando la matrice di transizione predisposta dalla RGS (siamo partiti dalla matrice di transizione presente su Arconet). Qualora non si sia d'accordo con le transizioni/correlazioni previste da tale matrice, è possibile procedere autonomamente individuando nuove correlazioni?

Risposta:

L'ente deve necessariamente seguire le correlazioni specificate dalla matrice, come espressamente prevede l'art. 2 del  D.P.R. 4 ottobre 2013, n. 132.

Le amministrazioni che non provvedano ad effettuare la correlazione come indicato nella matrice RGS devono darne opportuna motivazione. Tali amministrazioni sono tenute a definire al quinto livello di articolazione del piano finanziario le correlazioni effettuate tra quest’ultimo e il piano relativo alla contabilità economico-patrimoniale, indicando per ogni scostamento dalla matrice di correlazione i criteri contabili applicati tra quelli individuati dalle norme e dai regolamenti vigenti in ambito nazionale ed internazionale.

01/01/2015
Domanda n. 14:

Dove deve essere contabilizzata la manutenzione straordinaria su beni di terzi?

Risposta:

Nell'attuale struttura del piano non è stata prevista specificamente tale voce prevedendone implicitamente l'inclusione nelle spese per investimenti nella voce residuale della categoria di III livello "beni immateriali".

Sulla base della vostra segnalazione si provvederà ad integrare tale voce per renderla più immediatamente identificabile, inserendo le seguenti voci:
U   IV Manutenzione straordinaria su beni di terzi                         U.2.02.03.06.000
U   V    Manutenzione straordinaria su beni demaniali di terzi    U.2.02.03.06.001
U   V    Manutenzione straordinaria su altri beni di terzi                U.2.02.03.06.999

01/01/2015