Roma, 22 novembre 2017, ore 21.13
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Piano dei conti integrato

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Sperimentazione del pdc

 

Il DPR n.132/2013 stabilisce per il piano dei conti integrato un periodo di sperimentazione della durata di un esercizio finanziario (dal 1 gennaio al 31 dicembre 2014), prima della sua entrata a regime prevista a partire dal 1° gennaio 2015.

Ai sensi dell’art. 4 del DPR n.132/2013, è stato quindi emanato il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dell’8 maggio 2014 che coinvolge nella sperimentazione le seguenti amministrazioni:

• Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari – AGENAS
• Autorità Portuale di Ancona
• Consiglio nazionale delle ricerche – CNR
• Garante per la protezione dei dati personali
• Istituto nazionale di statistica – Istat
• Istituto nazionale infortuni sul lavoro – INAIL

Obiettivo della sperimentazione è la verifica dell’effettiva rispondenza del sistema classificatorio delineato dal piano dei conti, in termini di esaustività e correttezza formale e sostanziale delle voci incluse nei suoi tre moduli - finanziario, economico e patrimoniale - nonché del relativo sistema di correlazione tra le scritture finanziarie e quelle economico patrimoniali e delle voci di glossario.
Sulla base del confronto con gli enti in sperimentazione si provvederà, laddove necessario, ad integrare/modificare il piano dei conti per renderlo più rispondente alla realtà contabile delle amministrazioni pubbliche italiane. Gli aggiornamenti del piano saranno oggetto di opportuna pubblicità all’interno del sito dipartimentale della Ragioneria.

Non rientrano nella sperimentazione prevista dal DPR n.132/2013, tra le amministrazioni in contabilità finanziaria, le amministrazioni territoriali disciplinate dal D.Lgs. n. 118/2011, per le quali è attualmente in corso la sperimentazione prevista dal DPCM 28 dicembre 2011, nonché le amministrazioni centrali che concorrono alla formazione del Bilancio dello Stato.
Non vi rientrano, altresì, le amministrazioni in regime di contabilità civilistica, tra le quali si annoverano le Università e gli enti del comparto sanitario, per le quali non è prevista l’adozione del piano dei conti integrato, se non per gli adempimenti previsti per la formazione dei conti di cassa secondo le regole tassonomiche.