I Pilastro: Comunità Europee
II Pilastro: La Politica Estera e di Sicurezza Comune
III Pilastro: La Politica di Giustizia
I Pilastro: Comunità
Europee
Il primo pilastro dell'Unione europea è costituito dalle Comunità europee
intese come insieme delle tre Comunità, quella del carbone e dell'acciaio (CECA),
quella dell'energia atomica (EURATOM) e quella Economica (CE) che con il Trattato di
Maastricht diventa anche politica come Unione europea (Ue).
Tra queste il ruolo più rilevante è ricoperto dalla Comunità
Economica.
La politica economica e monetaria dell'Unione (UEM) prende corpo secondo un procedimento
in tre fasi: la liberalizzazione del mercato dei capitali; la creazione dell'Istituto
Monetario europeo (IME) che coordina le Banche centrali nazionali in previsione di una gestione
centralizzata della Banca Centrale europea; l'entrata in funzione delle istituzioni
monetarie con la gestione della politica monetaria, il congelamento dei tassi di cambio e
l'introduzione dell'euro (€) come moneta unica. Resta invece di spettanza
nazionale la gestione della politica fiscale, sebbene siano previste misure di coordinamento,
nonché vincoli e controlli crescenti. E' indubbio che la moneta unica così
gestita, rappresenta un segno d'identità forte dell'Unione e dello stesso
statuto di cittadino europeo.
Il primo pilastro comunitario è a vocazione strettamente federale, prevedendo
un'esplicita cittadinanza europea. Non così sono gli altri due pilastri, che invece
prevedono, per la loro gestione, forme di collaborazione intergovernativa.
II Pilastro: La Politica Estera e di
Sicurezza Comune
Nel Trattato Ue i capi di Stato o di governo degli Stati membri hanno convenuto di
sviluppare progressivamente una politica estera e di sicurezza comune, finalizzata in primo
luogo a perseguire i seguenti obiettivi:
- la salvaguardia dei valori comuni, degli interessi fondamentali e dell'indipendenza
dell'Unione;
- il rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea e dei suoi Stati membri;
- il mantenimento della pace nel mondo e il rafforzamento della sicurezza internazionale,
conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite, nonché ai principi ed
obiettivi dell'Atto finale di Helsinki (1975) e della Carta di Parigi (1990), sulla cui
base è stata creata, nel 1994, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione
in Europa (OSCE);
- la promozione della cooperazione internazionale;
- la promozione della democrazia e dello stato di diritto, la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Il funzionamento della PESC è basato su una rete di attività di consultazione
e cooperazione tra gli Stati membri, con al centro regolari giri di riunioni a livello politico
e ufficiale. Scopo di tale attività è cercare di assicurare il massimo flusso di
informazioni e di collaborazione tra gli Stati membri, consentire all'Unione europea di
emettere dichiarazioni congiunte su importanti questioni di politica estera ogni volta
possibile.
Gli organi che operano nell'ambito della PESC sono:
- il Consiglio europeo definisce gli orientamenti della politica estera e
di sicurezza comune, operando con il Consiglio Affari generali, ed è pertanto
responsabile per le strategie comuni adottate;
- il Consiglio dei Ministri è al cuore delle procedure PESC. Esso
opera a diversi livelli. I Ministri degli Esteri, riuniti insieme alla Commissione, si
incontrano una volta al mese nel Consiglio affari Generali e in altri consessi ove
necessario;
- il Consiglio Affari Generali è il principale organo decisionale
della PESC, le decisioni vengono prese di norma a maggioranza qualificata e alla Presidenza
di tale Consiglio è affidata la particolare responsabilità di rappresentare
l'Unione per le materie che rientrano nella politica estera e di sicurezza comune e
dell'attuazione delle azioni comuni;
- il Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER), nelle sue riunioni
settimanali, agisce nei confronti della PESC come filtro tra il Comitato Politico e Il
Consigli Affari Generali;
- il Comitato Politico è costituito dai direttori politici degli
Stati membri (alti funzionari dei Ministeri degli Esteri). La Commissione è
rappresentata dal suo direttore politico, che è il direttore generale per le politiche
esterne. Questo comitato si riunisce una volta al mese. Esso è la vera chiave di volta
della PESC, preparando tutto il lavoro per il COREPER e il Consiglio Generale e sbrigando
tutte le questioni di routine. Il Comitato Politico è stato ridenominato Comitato
Politico e di Sicurezza (COPS) e può essere delegato dal Consiglio a gestire
operazioni di crisi;
- il Gruppo dei Corrispondenti Europei, composto da alti funzionari
responsabili del coordinamento della PESC all'interno dei ministeri degli Esteri, si
occupa del materiale prodotto dai gruppi di lavoro che il Comitato Politico non ha tempo di
dover esaminare;
- i Gruppi di Lavoro sono circa una ventina, di norma permanenti, composti
da alti diplomatici degli Stati membri, che si occupano di questioni tematiche;
- il Segretariato Generale affianca l'Alto Rappresentante per la PESC
per gli aspetti amministrativi. L'Alto Rappresentante è un organo di vigilanza e
pianificazione politica con sede all'interno del Segretariato generale del
Consiglio;
- la Commissione è pienamente associata al lavoro della PESC.
Essendo la PESC di natura intergovernativa, la Commissione ha un ruolo defilato che
però varia secondo le circostanze. Per esempio in materia di sanzioni economiche, il
Consiglio può agire soltanto su proposta della Commissione. La Commissione ha creato
una Direzione Generale per le relazioni Esterne, proprio per coordinare e accrescere sia la
coerenza sia l'efficacia dell'azione esterna della Commissione;
- il Parlamento europeo è regolarmente informato sulle questioni
PESC e ha un ruolo consultivo. In particolare può richiedere la procedura di parere
conforme su questioni politiche legate ad accordo di associazione o di cooperazione.
III Pilastro: La Politica di
Giustizia e Affari Interni Comune
La Cooperazione in materia di Giustizia e Affari interni (GAI) costituisce il terzo pilastro
dell'Unione europea. I ministri degli Interni e della Giustizia si riuniscono in seno al
Consiglio di Giustizia e Affari Interni. Sono stati identificati nove campi di interesse
comune, quattro di cooperazione e cinque di competenze complementari:
- cooperazione giudiziaria in materia penale;
- cooperazione doganale;
- cooperazione di polizia;
- competenze complementari in materia di politica di asilo;
- competenze complementari per l'attraversamento delle frontiere esterne;
- competenze complementari per la politica d'immigrazione;
- competenze complementari per la lotta contro la tossicodipendenza;
- competenze complementari contro la frode internazionale.
La cooperazione in campo giudiziario è destinata innanzi tutto a facilitare e
accelerare la cooperazione in materia di procedimenti giudiziari e di esecuzione delle
decisioni, a semplificare le procedure di estradizione tra gli Stati membri, ad instaurare
norme minime relative agli elementi costitutivi dei reati e alle sanzioni applicabili nei campi
della criminalità organizzata, del terrorismo e del traffico illecito di stupefacenti
(articoli 31 e 32 del Trattato Ue).
E' il Consiglio che adotta posizioni e azioni comuni mentre il coinvolgimento delle
altre istituzioni in fase di iniziativa e consultativa avviene con modalità analoghe
alla PESC. Per assistere il Consiglio è istituito un Comitato di Coordinamento composto
da alti funzionari (Ufficio europea di Polizia EUROPOL), mentre le spese amministrative e
operative, per l'attuazione delle disposizioni, sono a carico del Bilancio comunitario.