Roma, 19 novembre 2017, ore 07.55
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L'Unione Europea

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ISTITUZIONI Europee

· Parlamento Europeo

· Consiglio dell'Unione europea

· Commissione europea

· Corte di giustizia delle Comunità europee

· Corte dei conti europea

· Mediatore europeo

PARLAMENTO EUROPEO

Origini

Il Parlamento europeo è l'espressione democratica degli oltre 300 milioni di cittadini europei. Al suo interno le principali tendenze politiche dei diversi Stati membri trovano voce tramite le formazioni politiche paneuropee.

Alla nascita della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), nel 1952, esisteva soltanto un'"assemblea comune", formata da deputati delegati dai parlamenti nazionali dei sei Stati fondatori.La loro funzione era solo consultiva. La situazione è cambiata nel 1970, quando, con il finanziamento autonomo attraverso le risorse proprie del Bilancio comunitario, il Parlamento europeo iniziò ad avere un ruolo attivo alla formazione e all'approvazione del Bilancio medesimo.Nel 1975 le sue competenze in questo campo furono ampliate maggiormente, acquisendo la facoltà di modificare o di respingere il progetto di Bilancio presentato dal Consiglio.

Decisive, per il ruolo attuale del Parlamento, sono state le date del 1986 (Atto Unico europeo) , del 1992 (Trattato di Maastricht) e del 1997 (Trattato di Amsterdam) ,che ne hanno fatto non solo una vera e propria istanza legislativa ma hanno anche rafforzato la sua funzione di controllo democratico nell'ambito dell'Unione europea.

Ruolo

I Trattati di Maastricht e di Amsterdam hanno trasformato il Parlamento europeo in una vera e propria assemblea legislativa, che esercita funzioni paragonabili a quelle dei Parlamenti nazionali seppur non nella piena sovranità legislativa. Il Parlamento approva la maggior parte delle leggi europee congiuntamente al Consiglio dell'UE e svolge un controllo diretto sull'attività della Commissione verso cui dispone del potere di sfiducia. Detiene infine un ruolo decisivo nell'adozione del Bilancio . Il suo limite come autorità democratica consiste nella impossibilità di controllare l'attività esecutiva del Consiglio dell'Ue. A correggere tale squilibrio interviene la procedura di codecisione, in virtù della quale il PE agisce come organo legislativo in accordo con il Consiglio europeo. Quando scatta questa procedura, le proposte legislative della Commissione sono adottate solo a patto che trovino consenso nel Parlamento e nel Consiglio (processo decisionale nell'Unione europea).

La codecisione è applicata in numerosi ambiti: libertà di circolazione dei lavoratori, realizzazione del mercato interno, ricerca e sviluppo tecnologico, ambiente, protezione dei consumatori, istruzione, cultura, sanità, e ha permesso di conseguire risultati rapidi in molte materie.

Organizzazione Lavori

I lavori del Parlamento si sostanziano in due momenti principali:

la preparazione della sessione plenaria da parte dei deputati riuniti nell'ambito di commissioni parlamentari specializzate nei vari settori di intervento dell'Unione europea;

la sessione plenaria propriamente detta, che riunisce l'insieme dei deputati, per l'esame concertato delle proposte.

Nella maggior parte dei casi si tratta di proposte legislative, di comunicazioni del Consiglio o della Commissione e di questioni collegate all'attualità dell'Unione europea o alla politica internazionale. L'assemblea vota sugli emendamenti e le proposte legislative, prima di pronunciarsi sul testo nella sua integralità.

In aula i seggi dei deputati sono disposti secondo il gruppo politico di appartenenza e non secondo la provenienza nazionale.

CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA

Origini:

"Il Consiglio garantisce la rappresentanza degli Stati membri a livello dell'Unione europea e vi costituisce la principale istanza di decisione".

Dall'entrata in vigore del Trattato di fusione degli esecutivi nel 1967, esiste un Consiglio unico per le tre Comunità europee (CECA, Euratom e CE). Solo nel 1993, l'istituzione ha preso la denominazione di "Consiglio dell'Unione europea" in conseguenza del fatto che essa delibera, ad un tempo, in campo comunitario e nell'ambito del quadro intergovernativo del secondo e del terzo pilastro stabiliti dal Trattato sull'Unione europea.

Ruolo:

Gran parte della legislazione dell'Ue viene adottata congiuntamente dal Consiglio e dal Parlamento (processo decisionale nell'Unione europea).

Le principali funzioni del Consiglio sono:

· provvedere al coordinamento delle politiche economiche generali degli Stati membri;

· esercitare il potere decisionale adottando gli atti comunitari (regolamenti, direttive, decisioni) proposti dalla Commissione, previo parere del Parlamento europeo, qualora il Trattato lo preveda;

· condividere la funzione di Bilancio con il Parlamento europeo.

Il Consiglio europeo dà all'Unione europea l'impulso necessario e ne definisce gli orientamenti politici generali. Esso costituisce per l'Unione europea una sorta di consiglio di amministrazione con ampia libertà di manovra, sia in termini di agenda delle discussioni, sia in termini di decisioni sulle maggiori iniziative da seguire, ma lasciando la parte applicativa delle sue dichiarazioni e decisioni all'amministrazione, svolta di norma dalla Commissione europea.

Un aspetto importante del ruolo del Consiglio si esplica nell'ambito delle relazioni esterne dell'Ue, siano esse di natura economica con impatto globale, o riguardanti il rilascio di dichiarazioni su temi di politica internazionale. Le dichiarazioni nel campo delle relazioni esterne possono essere accompagnate da strumenti politici "morbidi", nella forma di blande sanzioni economiche o di modesti aiuti economici. Dopo la dissoluzione del blocco sovietico, il Consiglio ha un ruolo centrale nel definire le linee guida delle relazioni dell'Ue con i paesi dell'Europa centro-orientale (PECO).

Organizzazione Lavori:

Gli Stati membri dispongono a Bruxelles di rappresentanti permanenti presso l'Unione europea. Ogni paese dell'Unione europea esercita la presidenza, a turno, per un periodo di sei mesi. Il Consiglio è assistito dal Segretario Generale Alto Rappresentante per la PESC, il Comitato dei Rappresentanti permanenti degli Stati membri (Coreper) ne prepara i lavori con largo anticipo. Prima della riunione del Consiglio europeo, i ministri degli Esteri si riuniscono per decidere le linee generali dell'agenda e, generalmente, per intavolare negoziati esplorativi pre-vertice. L'agenda è sempre molto fitta e negli anni la sua composizione ha raggiunto una complessità ragguardevole, data anche l'importanza che riveste nel condurre le Trattative in seno al Consiglio. L'insorgere di questioni insolute ha avviato la prassi dei "vertici di primavera", che sono a tutti gli effetti riunioni supplementari del Consiglio. A questa procedura standard si possono aggiungere numerosi incontri preparatori di funzionari e la convocazione di riunioni speciali dei ministri degli Esteri e dei Consigli Tecnici competenti.

 

COMMISSIONE EUROPEA

Origini:

La Commissione ha come finalità quella di vigilare sul rispetto della legislazione comunitaria, come verificare e controllare l'integrità del mercato unico, ed elaborare ed amministrare le differenti politiche europee.

Le origini della Commissione europea risalgono all'Alta autorità della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), organo precursore della Commissione come la conosciamo oggi. Con l'entrata in vigore del Trattato di fusione degli esecutivi nel 1967, si è passati ad una Commissione unica per le tre Comunità europee (CECA, Euratom e CE).

Ruolo:

La Commissione europea esercita cinque funzioni essenziali:

· dispone del potere d'iniziativa legislativa;

· vigila sul rispetto e l'applicazione dei Trattati;

· formula raccomandazioni e pareri nei settori di propria competenza;

· partecipa alla formazione degli atti del Consiglio e del Parlamento;

· coordina l'attuazione delle politiche comuni, gestendo così il Bilancio dell'Unione.

Inoltre la Commissione rappresenta l'Unione europea presso le organizzazioni internazionali per le materie di sua competenza esclusiva; partecipa alle riunioni al pari degli Stati membri per le materie soggette a competenza concorrente; mentre partecipa in veste di osservatore nelle assemblee in ambito internazionale ove siedano i rappresentanti degli Stati membri per le materie di competenza esclusivamente nazionale.

Il potere esecutivo della Commissione si esplica nei Regolamenti e nelle Direttive comunitarie, che sono gli atti normativi che la Commissione o il Consiglio europeo indirizzano agli Stati membri. Il Regolamento comunitario ha carattere vincolante, sia per ciò che concerne il risultato, sia per ciò che concerne la procedura ed è direttamente efficace all'interno degli Stati membri. La Direttiva comunitaria, invece, ha carattere vincolante per quanto attiene al risultato da raggiungere, e carattere discrezionale quanto alla procedura tramite cui ciascuno Stato intende conseguire il risultato richiesto.

La Commissione si pronuncia anche attraverso le Raccomandazioni, non dotate di carattere vincolante, tramite cui esprime la propria opinione su determinate questioni per le quali potranno essere presi successivamente provvedimenti cogenti.

Organizzazione lavori:

La Commissione si riunisce a Bruxelles una volta a settimana per adottare proposte, profilare documenti di politica generale e studiare l'evoluzione delle sue differenti politiche. Durante le sessioni plenarie del Parlamento, si riunisce a Strasburgo.

Nel corso di tali riunioni, ciascun punto è presentato dal membro della Commissione responsabile per il settore in questione. Se necessario, le decisioni sono oggetto di un voto a maggioranza semplice dei venti membri del Collegio. Dal momento in cui una decisione è stata adottata, essa diviene parte integrante della politica della Commissione e ha sostegno senza riserve di tutti i membri della Commissione.

Nell'esercizio delle sue competenze, la Commissione procede ad ampie consultazioni al fine di raccogliere il parere degli ambienti parlamentari, delle amministrazioni nazionali e delle organizzazioni professionali e sindacali. Per le modalità più tecniche delle disposizioni o delle proposte legislative, la Commissione consulta in modo sistematico esperti che si riuniscono nell'ambito di comitati o di gruppi di lavoro da essa organizzati. Per l'adozione di numerose misure d'esecuzione, la Commissione è assistita da comitati composti da rappresentanti degli Stati membri.

La Commissione è a tutt'oggi oggetto di una sostanziale riforma, sotto la supervisione del Commissario responsabile Neil Kinnock. La strategia di riforma è incentrata su tre assi principali:

· equilibrio tra attività e risorse, al fine di raggiungere un livello ottimale;

· profonda revisione della politica di gestione e di quella delle risorse umane;

· migliore gestione finanziaria, maggiore efficienza e un più alto grado di responsabilizzazione.

CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE

Origini:

La Corte di Giustizia garantisce la certezza giuridica del diritto comunitario e la corretta interpretazione e applicazione dei Trattati.

La Corte è stata istituita nel 1952 col Trattato della CECA, e non deve essere confusa con la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, che dipende dalle Nazioni Unite, né con la Corte europea dei Diritti dell'Uomo, che ha sede a Strasburgo e dipende dal Consiglio d'Europa. In seguito alla revisione del Trattato di Roma, modificato nel 1986 con l'Atto Unico, la Corte di giustizia è affiancata dal 1988 da un Tribunale di prima istanza, incaricato di giudicare su talune questioni in particolare: sui contenziosi collegati alle regole di concorrenza e sui ricorsi presentati da privati cittadini.

Ruolo:

La Corte di Giustizia è dotata di ampie competenze giurisdizionali, che esercita nell'ambito delle varie categorie di ricorsi o dei procedimenti a seguito di rinvio pregiudiziale. Esamina e giudica diverse forme di ricorso, tra cui in ricorso per inadempimento, relativo all'eventuale mancato rispetto da parte degli Stati membri degli obblighi loro incombenti in forza del diritto comunitario. Questo procedimento può essere instaurato dalla Commissione oppure da uno Stato membro. Se la Corte accetta l'inadempimento, in ossequio al principio di diritto internazionale della libertà degli Stati nella scelta dei mezzi per raggiungere i fini comuni spetta allo Stato inadempiente assumere i provvedimenti idonei a dare esecuzione alla sentenza. In caso contrario la Corte provvede con una nuova sentenza. La Corte, essendo per sua natura garante supremo della legalità comunitario come giudice del diritto comunitario, fornisce al diritto comunitario un'interpretazione uniforme e un'applicazione omogenea in tutta la Comunità. Alla sua giurisprudenza i tribunali nazionali sono tenuti a riferirsi.

Organizzazione dei lavori

Le cause sono registrate alla cancelleria e ripartite tra i giudici. Ogni fascicolo è seguito da un giudice e da un avvocato generale specifici.

In linea di principio, la Corte siede in seduta plenaria ma può creare nel suo ambito sezioni composte ciascuna da tre o da cinque giudici, in funzione dell'importanza o della complessità delle cause. Le sentenze della Corte sono adottate a maggioranza e sono pronunciate in udienza pubblica. Non essendo espressa alcuna opinione contraria, le sentenze sono firmate da tutti i giudici che hanno partecipato alla deliberazione.

Sul piano amministrativo, i giudici reclutano direttamente i loro collaboratori per formare i loro gabinetti. Questi ultimi sono composti da tre referendari alla Corte e da due referendari al Tribunale di prima istanza. I referendari sono incaricati di assistere i giudici nella redazione delle relazioni e dei progetti di sentenza. I servizi amministrativi della Corte sono diretti dal cancelliere che è anche incaricato del controllo procedurale delle cause.

CORTE DEI CONTI EUROPEA

Origini:

La Corte dei conti è stata creata nel 1977 al momento della revisione delle disposizioni di Bilancio dei Trattati ed è divenuta una istituzione di pieno diritto con l'entrata in vigore del Trattato sull'Unione europea nel 1993.

Nel 1999, in base al Trattato di Amsterdam, i suoi poteri di controllo e di investigazione sono stati estesi al fine di contrastare in maniera più efficace i tentativi di frode ai danni del Bilancio comunitario.

Sede e Composizione:

I membri della Corte dei conti sono scelti tra personalità che abbiano appartenuto nei loro Paesi rispettivi alle istituzioni di controllo esterno o in possesso di una qualifica particolare per tale funzione.

I membri "esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell'interesse generale della Comunità". In particolare:

· essi non sollecitano né accettano istruzioni dall'esterno;

· si astengono da qualsiasi azione incompatibile con il carattere delle loro funzioni;

· non possono esercitare alcun altra attività professionale, essendo inteso che;

· la violazione di detti obblighi può comportare le dimissioni d'ufficio disposte dalla Corte di giustizia.

I membri eleggono un presidente per una durata di tre anni.

Ruolo:

Le funzioni principali della Corte dei conti sono:

· verificare la legalità e la regolarità delle entrate e delle spese della Comunità;

· verificare la corretta gestione finanziaria, contribuendo in tal modo all'efficacia e alla trasparenza del sistema comunitario.

Organizzazione dei lavori

La Corte dispone di un effettivo di circa 550 agenti, 250 dei quali sono revisori. Questi ultimi sono ripartiti in "gruppi di audit" ed esercitano le funzioni di controllo. Essi preparano i progetti di relazioni che saranno oggetto di decisioni della Corte dei conti. Essa è chiamata ad effettuare missioni di controllo nella sede delle altre istituzioni, negli Stati membri dell'Unione e in tutti i Paesi terzi che beneficiano di aiuti comunitari. Il controllo della Corte riguarda in primo luogo la Commissione, vale a dire le entrate e le spese eseguite sotto la sua responsabilità, anche se la gestione delle politiche comunitarie è affidata dall'Unione alle Amministrazioni nazionali per quasi il 90% del totale delle entrate e delle spese comunitarie.

MEDIATORE EUROPEO

Origini:

La funzione del Mediatore europeo è stata istituita dal Trattato di Maastricht del 1992, per accogliere le denunce relative ai casi di cattiva amministrazione nell'operato delle istituzioni e degli organi della Comunità europea.

Ruolo:

Il Mediatore europeo ha il compito di esaminare le denunce, presentate da qualunque cittadino dell'Unione o da qualunque persona fisica o giuridica residente o avente la sua sede statutaria in uno Stato membro, contro casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi della Comunità europea. Fanno eccezione la Corte di giustizia e del Tribunale di prima istanza nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.

Da quando ha assunto il suo mandato nel 1995, il Mediatore ha esaminato oltre 10.000 denunce. Le questioni sollevate hanno spaziato dalle disposizioni fiscali ai finanziamenti di progetti e dalle norme sulla concorrenza alle discriminazioni basate sul sesso. I casi segnalati con maggior frequenza riguardano pagamenti tardivi, controversie contrattuali, discriminazioni arbitrarie e mancanza di informazioni.

Organizzazione lavori:

Una denuncia presentata al Mediatore europeo deve avere luogo entro due anni a decorrere dalla data nella quale i fatti che la giustificano sono stati portati a conoscenza del ricorrente.

Il Mediatore procede, di propria iniziativa o in seguito ad una denuncia, a tutte le inchieste che ritiene giustificate, per chiarire qualunque caso eventuale di cattiva amministrazione. Ne informa l'istituzione o l'organo interessati, che possono fargli pervenire le loro osservazioni. Le istituzioni e gli organi comunitari, inoltre, sono tenuti a fornire tutte le informazioni che egli richiede e a garantirgli l'accesso ai fascicoli in questione. Possono opporre un rifiuto solo per motivi di segretezza debitamente giustificati.

Nei casi in cui il Mediatore abbia costatato un caso di cattiva amministrazione, investe l'istituzione interessata sottoponendole progetti di raccomandazione. L'istituzione dispone quindi di un termine di tre mesi per fargli pervenire un parere circostanziato. Il Mediatore trasmette quindi una relazione al Parlamento europeo e alle istituzioni interessate. Anche la persona che ha presentato la denuncia viene informata sui risultati di tali inchieste.

Ogni anno, il Mediatore presenta una relazione al Parlamento europeo sui risultati delle sue inchieste.

Data Ultimo Aggiornamento: 26/06/2007 4:03 PM
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