Roma, 19 novembre 2017, ore 02.26
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L'Unione Europea

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TAPPE STORICHE

Premessa storica

La Seconda guerra mondiale provocò terribili distruzioni in quasi tutta l'Europa, sia sul piano materiale (edifici, impianti industriali, vie e mezzi di trasporto) sia sul piano umano. L'Europa si trovò a fare i conti con milioni di morti e un'economia in rovina, correndo il rischio di dover subire l'egemonia delle superpotenze americana e sovietica, che avevano assunto il ruolo di nuove dominatrici del mondo. Per evitare tutto questo, alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, capi rispettivamente del governo italiano e tedesco, avviarono una strategia tesa all'unificazione politica dell'Europa. Alcuni leader europei si convinsero che l'unico modo per garantire una pace durevole tra i loro paesi era unirli economicamente e politicamente.

Attraverso il cosiddetto piano Marshall (1947), i maggiori paesi europei iniziarono così un programma di ricostruzione delle loro economie e posero le basi di una cooperazione tra i singoli stati d'Europa, promuovendo la creazione di tre comunità europee:

· la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), costituita con il trattato di Parigi del 18 aprile 1951 ;

· la Comunità economia europea (CEE) ;

· la Comunità europea per l'energia atomica (CEEA) ambedue nate con il trattato di Roma del 25 marzo 1957.

Per coordinare e distribuire gli aiuti previsti dal piano Marshall, il 16 aprile 1948 venne creata l'Organizzazione europea per la cooperazione economica (OECE), cui aderirono 15 stati dell'Europa occidentale, più la Turchia. A questo primo embrione di cooperazione economica seguì nel 1949 un'alleanza strategico-militare guidata dagli Stati Uniti d'America, la NATO (Organizzazione del trattato dell'Atlantico del Nord), in contrapposizione all'Unione Sovietica e ai suoi alleati dell'Europa orientale. Nello stesso anno veniva fondato il Consiglio d'Europa, con lo scopo di promuovere e tutelare gli ideali di libertà e di democrazia nel continente.


Le istituzioni create nel 1948-1950 (OECE, NATO, Consiglio d'Europa) rispondevano alle necessità urgenti di coordinare e distribuire gli aiuti del piano Marshall e di costituire una struttura militare che riunisse l'Europa occidentale sotto l'ombrello difensivo americano, per contrastare la minaccia dell'espansionismo sovietico. Ma i governi delle due potenze europee che si erano contese l'egemonia del continente nella prima metà del Novecento, al costo enorme di due guerre mondiali, ossia la Francia e la Germania, sapevano che bisognava fare qualcosa di più se si volevano evitare nuove guerre: la rivalità tra i due paesi andava trasformata in una solida alleanza, anzi in un'unione da cui non fosse più possibile tornare indietro. Si avviò così un processo di integrazione a cui aderirono poco alla volta numerosi stati.

Le fasi che hanno portato all'Unione europea

· 9 maggio 1950 Dichiarazione Schuman :il ministro degli Esteri francese Robert Schuman, propone la gestione unitaria della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto la direzione di un'Alta Autorità comune cui possono aderire anche altri paesi;

· 18 aprile 1951 Trattato di Parigi (entrato in vigore il 23 luglio 1952): l'Italia, la Francia, la Repubblica Federale di Germania, il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo si riuniscono a Parigi e realizzano la prima organizzazione comune con il Trattato istitutivo della Comunità del carbone e dell'acciaio (Ceca), per gestire unitariamente le due risorse strategiche e promuovere l'unità e la cooperazione economica, sociale, culturale e giuridica;

· 25 marzo 1957 Trattati di Roma (entrati in vigore il 1° gennaio 1958): gli stessi paesi decidono i Trattati istitutivi della Comunità europea per l'energia atomica (Euratom) e della Comunità economica europea (Cee) per gestire unitariamente un altro settore, per creare un mercato comune ed eliminare gli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. I Trattati danno vita a quattro istituzioni principali: la Commissione (oggi Commissione europea), il Consiglio dei ministri (oggi Consiglio europeo), l'Assemblea parlamentare (oggi Parlamento europeo) e la Corte di Giustizia;

· 8 aprile 1965 Trattato istituzionale di Fusione delle Istituzioni (entrato in vigore il 1° luglio 1967): il processo di integrazione compie concreti passi in avanti tramite la realizzazione dell'unione doganale che unifica gli esecutivi delle tre Comunità (CECA, Euratom e CE) e sancisce il principio dell'unità di Bilancio. Da quel momento ci furono soltanto una Commissione, un Consiglio dei ministri e un Parlamento europeo;

· 1 gennaio 1979 Sistema Monetario europeo (SME): entra in funzione lo SME che fissa una serie di rapporti di cambio fissi tra le diverse valute CEE e impegna le autorità degli stati membri a fare tutto il possibile per mantenere invariati tali rapporti di cambio nel tempo. A seguito della decisione adottata nel Consiglio europeo di Bruxelles due anni dopo viene creato il Fondo Monetario Europeo. L'ECU, (European currency unit), usato come unità di misura monetaria nelle transazioni fra le diverse autorità monetarie europee, racchiudeva in se tutte le valute dei paesi membri in proporzione al "peso" delle rispettive economie;

· 3 dicembre 1985 Atto Unico europeo: il Consiglio europeo di Lussemburgo decide di modificare il Trattato di Roma e di dare nuovo impulso al processo di integrazione europea elaborando un firmato a L'Aia nel febbraio 1986 (entrato in vigore il 1° luglio 1987 che prevede una riforma dei meccanismi decisionali allargando il voto a maggioranza del Consiglio per tutte le materie legate al completamento del Mercato Interno;

· giugno 1988 Rapporto Delors (approvato al Consiglio europeo di Madrid nel 1990): propone misure per rafforzare i meccanismi di mercato, politiche comuni per migliorare il processo di allocazione delle risorse quando le forze di mercato non fossero adeguate e coordinazione delle politiche macro-economiche. In quest'ottica è proposta un'autorità unica a gestione di politica monetaria autonoma dai singoli Stati membri;

· 7 febbraio 1992 Trattato di Maastricht (entrato in vigore il 1° novembre 1993): nasce l'Unione europea. Il Trattato impegna i Paesi membri a istituire un'unione economica e monetaria e ad attuare una politica estera che promuova la pace e il progresso nel mondo. Altri obiettivi comprendono la cooperazione nel campo della giustizia e degli affari interni; l'istituzione di una cittadinanza europea e una politica di sviluppo dell'occupazione;

· gennaio 1995: Austria, Finlandia e Svezia aderiscono all'Unione europea;

· 2 ottobre 1997 Trattato di Amsterdam (ed entrato in vigore il 1 maggio del 1999): rafforza il carattere federativo dell'Unione europea. Prevede il rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo e la nomina del rappresentante per la politica estera. Ampliate le competenze comunitarie nell'ambito della politica dei visti, della migrazione, asilo e cooperazione della polizia e della giustizia;

· 26 febbraio 2001 Trattato di Nizza (entrato in vigore il 1° febbraio 2003): si procede alla semplificazione del sistema decisionale. Sono introdotte nuove norme riguardo all'estensione delle istituzioni comunitarie ed al loro funzionamento. In particolare sono apportate delle modifiche ai Trattati Ue e CE per le parti che riguardano il funzionamento delle istituzioni dell'Ue e si introduce come regola generale, al posto del voto all'unanimità, il voto a maggioranza qualificata per molti settori del processo decisionale dell'Unione europea;

· 1° gennaio 2002: Immissione in circolazione dei biglietti e monete in euro;

· 16 aprile 2003: sono firmati ad Atene i trattati di adesione tra l'Unione europea e Cipro, l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, Malta, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Slovenia e l'Ungheria;

· 1 maggio 2004: prosegue il processo di allargamento. Aderiscono all'Unione europea dieci paesi dell'Europa orientale e meridionale: Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. L'allargamento prosegue con Bulgaria, Romania, Turchia e Croazia. L'Unione europea passa così da 15 a 25 stati membri;

· 29 ottobre 2004: i 25 Stati membri hanno firmato a Roma il Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa. Tale trattato, comunemente noto come Costituzione Europea e che prevede la possibilità di una cooperazione rafforzata per la promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi, non è ancora entrato in vigore;

· 4 ottobre 2005: si avviano i negoziati di adesione con Croazia e Turchia candidati dal giugno e dicembre 2004;

· 1 gennaio 2007: entrano a far parte dell'UE la Bulgaria e la Romania.

L'allargamento dell'UE

Il processo di integrazione europea iniziò nel 1951 quando sei paesi (l'Italia, la Francia, la Repubblica Federale di Germania, il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo) crearono - con il Trattato di Parigi - la prima organizzazione comune, la Comunità del carbone e dell'acciaio (Ceca) con l'obiettivo di promuovere l'unità e la cooperazione economica, sociale, culturale e giuridica in Europa. Nel 1957 con il Trattati di Roma, gli stessi Paesi diedero vita alla Comunità europea per l'energia atomica (Euratom) e alla Comunità economica europea (CEE).

Nel 1960 il Regno Unito promosse la creazione di una semplice zona di libero scambio, la European Free Trade Association (EFTA), insieme all'Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Svezia e Svizzera.

Ben presto risultò evidente la mancanza di prospettive economiche per l'EFTA rispetto al Mercato comune europeo.

Nel 1973 venne reso effettivo l'ingresso nella CEE del Regno Unito, Irlanda e Danimarca; la Norvegia, invece, rifiutò l'adesione con un referendum.

Il secondo allargamento della CEE si ebbe con l'entrata della Grecia il 1° gennaio del 1981.

Cinque anni più tardi entrarono a far parte della Comunità la Spagna e il Portogallo.

Poco dopo la firma del Trattato di Maastricht, i sette Paesi rimasti nell'EFTA (Austria, Finlandia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svezia e Svizzera) firmarono in Portogallo un accordo con l'Ue per la creazione di uno Spazio Economico Europeo (SEE) con l'obiettivo di creare un grande mercato comune. Il SEE costituì una sorta di anticamera per la preparazione di tali Paesi al futuro ingresso nell'Unione.

Il 22 giugno 1993 il Consiglio europeo di Copenaghen dà l'accordo "affinché i paesi associati dell'Europa centrale e orientale che lo desiderano diventino membri dell'Unione europea". Sono quindi fissati tre criteri principali cui devono conformarsi i nuovi paesi prima dell'adesione.

  1. Criterio politico: avere raggiunto una stabilità istituzionale tale da garantire la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani nonché il rispetto e la tutela delle minoranze.
  2. Criterio economico: esistenza di un'economia di mercato funzionante e capacità di far fronte alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato all'interno dell'Unione.
  3. Terzo criterio ovvero la capacità di applicare l'acquis comunitario, assumendo gli obblighi connessi con l'adesione all'UE, tra cui il perseguimento dell'obiettivo dell'Unione politica, economica e monetaria.

Nel mese di marzo 1994 si conclusero i negoziati con Austria, Svezia e Finlandia che dal 1° gennaio 1995 entrarono a far parte dell'Ue. La Svizzera e la Norvegia in seguito ai risultati negativi del referendum popolare decisero di rimanere fuori dall'Ue.

Sulla base delle raccomandazioni della Commissione e dei pareri del Parlamento, il Consiglio europeo di Lussemburgo del dicembre 1997 e quello di Helsinki del dicembre 1999 aprono i negoziati con i dieci paesi dell'Europa centrale e orientale, con Cipro e Malta.

Il trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 e il trattato di Nizza del 26 febbraio 2001 mirano a consolidare l'Unione e a semplificarne i processi decisionali prima dell'allargamento.

I negoziati con dieci paesi candidati si sono conclusi a Copenaghen il 13 dicembre 2002. Gli accordi stabilivano i meccanismi e i periodi di transizione necessari perché i nuovi Stati membri potessero onorare tutti gli obblighi legati all'adesione.

Il 1 maggio 2004 prosegue il processo di allargamento con l'adesione all'Unione europea di dieci paesi dell'Europa orientale e meridionale: Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. L'Unione europea passa così a 25 stati membri.

Nell'ottobre 2005 si avviano i negoziati di adesione con Croazia e Turchia.

A gennaio 2007entrano a far parte dell'UE la Bulgaria e la Romania.

Data Ultimo Aggiornamento: 22/11/2007 3:26 PM
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