Roma, 19 novembre 2017, ore 08.00
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L'Unione Europea

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TRATTATI DI ROMA

Sintesi Principali contenuti

Gli Stati dell'Europa occidentale durante la ricostruzione erano consapevoli che la costituzione di un mercato comune (MEC), più ampio di quello nazionale, avrebbe portato ad un maggiore sviluppo economico: l'abbattimento dei dazi doganali, infatti, avrebbe aumentato i volumi delle merci scambiate creando, contemporaneamente, le condizioni per uno sviluppo più omogeneo e rimovendo le cause di quelle guerre commerciali e doganali tra paesi europei che troppo spesso erano state l'anticamera di veri e propri conflitti armati. Per questo, incoraggiati anche dagli Stati Uniti, i 6 Stati membri della CECA (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Germania e Italia) decisero di costituire la Comunità economica europea (CEE) con il Trattato di Roma del 1957, sulla base della libera circolazione delle merci, dei servizi e dei lavoratori.


Il Trattato crea la CEE come una struttura ibrida, nella quale coesistono elementi federali (esempi: vi è una Commissione europea indipendente che è l'unica depositaria dell'iniziativa legislativa; la Corte di Giustizia sulle questioni comunitarie supera le giurisdizioni degli Stati membri ed è per questi vincolante; le "leggi" europee hanno diretta applicazione negli Stati membri e non necessitano di ratifica; esiste un embrione di Parlamento europeo anche se solo con funzioni consultive, mentre nelle organizzazioni internazionali di norma sono i governi a rappresentare i paesi) ed elementi più vicini al sistema della cooperazione intergovernativa (esempio: le decisioni finali e gli atti legislativi vengono presi dal Consiglio dei Ministri formato dai Governi dei paesi membri e spesso questi decidono all'unanimità).


Il voto all'unanimità è tipico delle organizzazioni internazionali mentre il criterio di maggioranza permette di fare un salto verso istituzioni di tipo federale in cui gli Stati membri cedono parti di sovranità e sono tenuti a seguire i voleri della maggioranza, vale a dire i voleri di un'entità che sta sopra gli Stati nazionali.

Obiettivi

Gli obiettivi della Comunità economica europea, come scritti nell'Art. 2 sono: "La Comunità ha il compito di promuovere, mediante l'instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell'insieme della Comunità, un'espansione continua ed equilibrata, una stabilità accresciuta, un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita, e più strette relazioni tra gli Stati che ad essa partecipano".


Principali novità introdotte


Il Trattato di Roma prevedeva l'istituzione di 4 organismi:

· un'Alta Autorità (poi Commissione europea), con compiti esecutivi e di iniziativa legislativa;

· un Consiglio dei Ministri ( poi Consiglio europeo), che approva e promulga gli atti legislativi e decide gli orientamenti delle politiche da seguire deliberando all'unanimità o a maggioranza;

· un'Assemblea parlamentare (poi Parlamento europeo) formata da delegazioni dei parlamenti nazionali, con funzioni di consultazione;

· una Corte di Giustizia, giudice nelle controversie relative alle politiche affidate alla CEE e interprete delle norme del Trattato.


Il Consiglio e la Commissione erano assistiti da un Comitato economico e sociale; il controllo dei conti era assicurato da una Corte dei Conti.


Fino al 1967 la Corte di Giustizia e il Parlamento erano in comune tra CEE, CECA e CEEA, mentre ognuna di queste tre Comunità aveva un Consiglio e una Commissione differenti. Tutti questi organi furono unificati con il Trattato di Bruxelles del 1967. Da questo momento in poi, nella coscienza dei cittadini esistette una sola Comunità. L'unicità delle istituzioni non comportava, tuttavia, un'unificazione della Comunità, ma soltanto che esse operassero come organo ora dell'una, ora dell'altra Comunità, cumulando in sé le funzioni ad esse conferite da ciascuno dei tre Trattati.


Attualmente la dicitura MEC non ha più "corso", essendo stata sostituita da quella di "mercato unico". Tuttavia, quando era usata era spesso impiegata per indicare la CEE. In realtà la CEE era l'insieme delle istituzioni, il MEC, l'obiettivo e la sfera di competenza della CEE.

Principali effetti

I Trattati CECA, CEE, CEEA conferivano alle tre Comunità solo competenze limitate, ma gettarono le basi di una sovranità sovranazionale giuridicamente indipendente che successivamente è venuta precisando le sue caratteristiche soprattutto grazie ad alcune sentenze fondamentali della Corte di Giustizia delle Comunità europee. Fin dall'origine l'ordinamento giuridico comunitario si configurò come una formazione non riconducibile unicamente al diritto internazionale, anche perché i fondamenti giuridici dei Trattati racchiudevano le premesse di un'enorme dinamica di integrazione.


Il primo periodo di esistenza del mercato comune (1957-1968) venne prevalentemente dedicato alla realizzazione di un mercato integrato, mentre nel periodo successivo acquistò importanza prioritaria la ricerca di una politica economica comune. Momenti essenziali dell'integrazione del mercato furono: la realizzazione di un'unione doganale, la definizione della politica comune, la libera circolazione delle persone. L'unione doganale divenne effettiva addirittura con un anno e mezzo di anticipo, il 1° luglio del 1968.


In seguito a vicissitudini politiche, in cui il presidente francese De Gaulle giocò un ruolo dominante, il processo di integrazione si bloccò. Il Trattato CEE prevedeva un periodo transitorio in cui si continuasse a deliberare all'unanimità. Il voto all'unanimità è tipico delle organizzazioni internazionali mentre il criterio di maggioranza permette di fare un salto verso istituzioni di tipo federale in cui gli Stati membri cedono parti di sovranità e sono tenuti a seguire i voleri della maggioranza, vale a dire i voleri di un'entità che sta sopra gli Stati nazionali. D'altra parte è facile capire che basandosi sul voto all'unanimità è molto difficile fare passi avanti, a maggior ragione se non si tratta di accordi circoscritti ma di un processo di integrazione. Per una maggiore integrazione occorre aumentare la sfera delle politiche comunitarie (cioè delle politiche gestite a livello comunitario e non nazionale) e sostituire il voto all'unanimità in Consiglio con quello a maggioranza, assoluta o qualificata. Quest'ultima è una maggioranza superiore a quella assoluta: in genere si tratta della maggioranza dei due terzi. Le modifiche successive del Trattato di Roma andarono proprio in questa direzione.

Data Ultimo Aggiornamento: 26/06/2007 3:41 PM
L'indirizzo di questa pagina è: www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/RGS-EUROPA/L-unione-E/TRATTATI-DI-ROMA.html