Roma, 17 novembre 2017, ore 22.25
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L'Unione Europea

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UNIFICAZIONE MONETARIA

 

· Introduzione

· Le fasi che hanno portato all'UEM

 

Introduzione

Tra gli obiettivi fondamentali dell'Unione Europea vi è la realizzazione dell'Unione economica e monetaria (UEM), ossia la gestione delle economie nazionali secondo parametri comuni in modo da poter adottare e utilizzare una moneta unica, l'Euro.

Per introdurre un'innovazione così importante era necessario modificare profondamente i trattati istitutivi delle comunità europee. Vennero così avviati i negoziati che portarono alla firma del Trattato sull'Unione Europea, meglio conosciuto come trattato di Maastricht, entrato in vigore il 1° novembre 1993.

Non tutti i 15 paesi UE hanno aderito all'UEM: Danimarca, Gran Bretagna e Svezia, pur continuando a essere membri dell'UE, hanno deciso infatti di mantenere le monete nazionali. I 12 paesi membri dell'Unione monetaria hanno dovuto innanzitutto risanare le loro economie in base ad alcuni parametri comuni (cambi stabili e riduzione del debito pubblico, del deficit dello stato e dell'inflazione). Dopo una fase transitoria iniziata il 1° gennaio 1999, in cui sono stati fissati i rapporti di cambio tra l'euro e le valute nazionali, l'euro è entrato effettivamente in circolazione il 1° gennaio 2002.

Con l'adozione della moneta unica i dodici paesi dell'UEM hanno ceduto all'Unione Europea un'altra importantissima porzione della loro sovranità. Il trattato di Maastricht sull'Unione Europea ha posto le basi per una cooperazione più stretta anche in altri settori tradizionalmente gestiti dai singoli stati e non appartenenti alla sfera economica, quali la politica estera, la difesa e la giustizia.

La Comunicazione della Commissione del novembre 2004 al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca centrale europea [COM(2004) 748 def.] costituisce la prima relazione sui preparativi pratici in vista dell'allargamento dell'area dell'euro.

Per introdurre la moneta unica, la moneta del paese che desidera adottare l'euro deve rimanere all'interno dei normali margini di fluttuazione previsti dal meccanismo di cambio del Sistema monetario europeo (ERM II) per almeno due anni, senza subire svalutazioni. Per questo motivo la data d'introduzione dell'euro nei nuovi Stati membri non è prevista prima del 2007. I paesi candidati sono Estonia, Lituania, Slovenia, Cipro, Lettonia, Malta, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria.


La Comunicazione della Commissione del novembre 2005 al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca centrale europea [COM(2005) 545 def.] è la seconda relazione sui preparativi relativi all'introduzione dell'euro negli Stati membri che hanno aderito all'Unione il 1º maggio 2004, riportando lo stato dei singoli Stati membri candidati e le relative date fissate per l'introduzione dell'euro.

I meccanismi monetari sono controllati dal Sistema europeo delle Banche Centrali (SEBC), composto dalla Banca Centrale europea (BCE) e dalle Banche Centrali Nazionali dei 12 Paesi partecipanti alla moneta unica. Il SEBC, che ha come obiettivo il mantenimento della stabilità dei prezzi, determina e realizza la politica monetaria servendosi degli interventi e degli strumenti consueti di una Banca centrale. I principali consistono nella definizione dei tassi d'interesse a breve termine, nell'erogazione di prestiti agli istituti di credito, negli interventi sul mercato monetario, nella gestione delle riserve ufficiali di cambio degli stati membri e nella garanzia dell'emissione di banconote.

La gestione della politica monetaria da parte della BCE è totalmente indipendente e non può, come le Banche centrali nazionali dell'Eurosistema, richiedere o accettare istruzioni da enti esterni. La politica fiscale è anch'essa gestita in modo autonomo, ma armonicamente coordinata, da ciascuno degli Stati sovrani.

Le fasi che hanno portato all'UEM


1944
:gli accordi di Bretton Wooods stabiliscono che ogni valuta venga ancorata al dollaro. Ciò determina l'egemonia della valuta statunitense. Il nuovo sistema di cambi non tarda a mostrare segni di debolezza. L'inflazione cresce in modo dissimile nei paesi sottoscrittori degli accordi, rendendo irrealistici i tassi di cambio.


1969
: la commissione produce il cosiddetto "Piano Barre", che designa un meccanismo di mutua assistenza monetaria e finanziaria tra i Paesi membri della CEE con l'obiettivo finale di rendere libera la circolazione di capitali e di fissare permanentemente i tassi di cambio tra le valute della CEE, che si sarebbero potute sostituire anche con un'unica valuta comunitaria.


inizio 1971
: i Paesi membri della CEE esprimono la loro volontà di creare l'UEM nell'arco di un decennio.


agosto 1971
: si verifica il definitivo tracollo del sistema di Bretton Woods; il presidente Nixon annuncia che il dollaro non sarebbe stato più convertibile in oro secondo il rapporto fissato nel 1944, e che da allora avrebbe fluttuato. Inizia così un periodo di radicali variazioni nei mercati dei cambi, di alta inflazione e di generale stagflazione per le principali economie industrializzate e si compiono vari tentativi per stabilizzare i tassi di cambio tra le valute comunitarie.


luglio 1978: si riunisce a Brema il Consiglio che sancisce l'esigenza di creare in Europa un sistema monetario coerente e si accorda sull'attuazione di una serie di meccanismi operativi e di procedure da seguire e da far funzionare all'interno di un nuovo sistema monetario.


dicembre 1979:
a Bruxelles, tutti gli Stati membri della CEE, ad eccezione del Regno Unito, decidono di istituire ufficialmente un sistema di cambi vincolanti tra di loro, lo SME, che entra in vigore il 13 marzo del 1979. Qualora i paesi membri dello SME ritenessero non più sostenibili le parità di cambio bilaterali esistenti, si sarebbe proceduto a riallineamenti specifici delle monete, da determinarsi con decisione unanime dei Paesi aderenti agli accordi di cambio (AEC).


aprile 1989: il Rapporto Delors propone di attuare l'Unione Economica e Monetaria in un processo unico ponendo in rilievo la necessità di maggiore coordinamento delle politiche economiche, norme riguardanti l'entità e il finanziamento dei disavanzi dei bilanci statali e una nuova istituzione, del tutto autonoma, a cui affidare la politica monetaria dell'Unione, la Banca Centrale Europea (BCE).


giugno 1989: il Consiglio europeo di Madrid decide di attuare la prima tappa dell'UEM, ovvero la liberalizzazione integrale dei movimenti dei capitali dal 1° luglio 1990.


1 luglio 1990: si verifica la liberalizzazione completa dei movimenti di capitali tra tutti gli Stati membri, caratterizzata dallo sforzo di convergenza economica degli Stati membri, sottoposto a procedure formalizzate di sorveglianza da parte delle competenti istituzioni comunitarie.

7 febbraio 1992 Trattato di Maastricht(entrato in vigore il 1° novembre 1993): comprende 252 articoli nuovi o risultanti dalle modifiche dei Trattati CEE, CECA ed EURATOM, 17 Protocolli e 31 Dichiarazioni, nonché i testi sull'Unione politica, economica e monetaria. E' prevista l'attuazione dell'UEM entro la fine del ventesimo secolo.


1 gennaio 1994: nasce l'Istituto Monetario Europeo (IME), con sede a Francoforte sul Meno.


maggio 1997: si riunisce il consiglio dei capi di Stato o di governo dei paesi dell'Ue, che, sulla base della raccomandazione del Consiglio "Economia e Finanze" (ECOFIN) e in seguito al parere del Parlamento europeo, decide all'unanimità che undici Stati membri soddisfano le condizioni necessarie per l'adozione della moneta unica a partire dal 1° gennaio 1999: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.


16 giugno 1997: ad Amsterdam si istituisce il patto di stabilità e di crescita in cui i quindici capi di Stato o di governo dei paesi dell'UE (Consiglio Europeo) adottano tutte le risoluzioni relative ad una politica monetaria orientata alla stabilità.


Maggio 1998: undici paesi si qualificano per l'euro. Dal 1° al 3 maggio 1998 i leader politici dell'Unione si riuniscono a Bruxelles per stabilire quali paesi presentano i requisiti per entrare a far parte della zona euro e fissano irrevocabilmente i tassi di cambio fra le monete partecipanti.


1° gennaio 1999: a partire da questa data, la gestione della politica monetaria passa ad una nuova istituzione comune: il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) costituito il 1° giugno 1998, tuttora formato dalla Banca Centrale Europea (BCE) che sostituisce l'Istituto monetario europeo, e dalle banche centrali nazionali (BCN) dei 15 paesi membri dell'UE.

La moneta unica subentra alle monete degli 11 paesi partecipanti (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna-- la Grecia adotta l'euro il 1° gennaio 2001).


1° gennaio 2002: entrano in circolazione le banconote e le monete metalliche in euro. Inizia un breve periodo di doppia circolazione durante il quale vengono progressivamente ritirate le banconote e monete nazionali. Dal 28 febbraio 2002 solo l'euro ha corso legale.


1º gennaio 2007: l'Estonia, la Lituania e Slovenia la adottano l'Euro;

Prossime tappe:

1º gennaio 2008: Cipro, Lettonia e Malta adotteranno l'Euro;

1º gennaio 2009: la Slovacchia adotterà l'Euro;

2010: Repubblica Ceca e Ungheria adotteranno l'Euro.

Data Ultimo Aggiornamento: 27/06/2007 12:46 PM
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