Roma, 23 novembre 2017, ore 19.39
  • Condividi
  • Invia link via E-mail
  • Condividi su Facebook - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra
  • Condividi su Google+ - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra
  • Condividi su Twitter - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra

La politica agricola comune

La disciplina attuale

Obiettivi

La PAC è disciplinata in primis dai Trattati di Roma (articoli da 32 a 39) e consta di una serie di norme e meccanismi che regolano la produzione, gli scambi e la lavorazione dei prodotti agricoli nell'ambito dell'Unione europea, privilegiando in particolare lo sviluppo rurale. I suoi obiettivi fondamentali sono:

· estendere il mercato comune all'agricoltura e al commercio dei prodotti agricoli;

· incrementare la produttività dell'agricoltura;

· assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, migliorandone anche il reddito;

· stabilizzare i mercati;

· consentire la sicurezza negli approvvigionamenti;

· garantire prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori.

Per i suoi sostenitori, la PAC è importante tanto in sé, perché i vantaggi che derivano da decisioni congiunte e da una gestione comune sono considerati di gran lunga superiori agli svantaggi, che come simbolo e indicatore della capacità di realizzare una reale integrazione politica a livello UE.

Oggi, nonostante la Comunità europea sia profondamente cambiata, si sia ingrandita più volte, siano mutate le circostanze politiche e nonostante la PAC abbia causato notevoli difficoltà e fratture all'interno dell'intero sistema Ue, l'agricoltura è tuttora considerata dai governi nazionali meritevole di un trattamento speciale. A ciò concorrono la natura stessa della PAC (instabilità dei prezzi, dipendenza dalle importazioni estere, la necessità e l'insostituibilità delle risorse alimentari e motivazioni sociali per impedire l'abbandono delle terre) e alcune ragioni più politiche legate principalmente alla capacità di lobbying degli agricoltori.

Nell'ambito degli obiettivi generali sono enumerabili obiettivi più specifici, sopraggiunti a seguito delle varie riforme intervenute, quali:

· maggiore competitività del settore agricolo europeo per aderire con più vigore alle esigenze del mercato mondiale anche senza il massiccio utilizzo del sistema delle sovvenzioni;

· maggiore attenzione al rispetto dell'ambiente e al benessere degli animali, in modo da tutelare la sanità e la sicurezza dei prodotti e soddisfare i consumatori soprattutto in materia di qualità;

· sviluppo sostenibile delle zone rurali;

· PAC più semplice e chiara per i cittadini europei, in modo da giustificare le spese ad essa connesse.

Essa ha poi preso una nuova direzione basata sulla diminuzione dei prezzi combinata ad aiuti compensativi. Obiettivo della nuova riforma della PAC è di approfondire e di estendere la riforma del 1992, sostituendo le misure di sostegno dei prezzi con aiuti diretti e accompagnando questo processo con una politica rurale coerente.

Negli anni novanta la PAC subì molte importanti modifiche: i limiti di produzione contribuirono a ridurre le eccedenze e venne posto l'accento su un'agricoltura rispettosa dell'ambiente. Pur ricevendo un sostegno diretto ai redditi, gli agricoltori dovettero prestare maggiore attenzione al mercato e rispondere alle nuove esigenze del pubblico.

Tra le nuove priorità c'era un elemento di primaria importanza: una politica di sviluppo rurale intesa a promuovere numerose iniziative rurali aiutando nel contempo gli agricoltori a diversificare la produzione, a migliorare la commercializzazione dei prodotti e a riorganizzare altri aspetti delle proprie attività economiche. Furono inoltre fissati dei massimali di bilancio per garantire ai contribuenti che i costi della PAC non aumentassero fino a diventare incontrollabili. Nel 2003 è stata concordata una nuova, fondamentale riforma.

Gli agricoltori non sono più pagati soltanto per produrre generi alimentari. Oggi la PAC è imperniata sulla domanda e tiene pienamente conto delle preoccupazioni di consumatori e contribuenti, dando nel contempo agli agricoltori dell'UE la libertà di produrre ciò che chiede il mercato. In futuro, gli aiuti versati agli agricoltori saranno per lo più indipendenti dai prodotti o dai quantitativi, mentre in passato gli agricoltori ricevevano tante più sovvenzioni quanto maggiore era la produzione.

Con il nuovo sistema, dunque, gli agricoltori continueranno a percepire pagamenti diretti volti a preservare la stabilità dei redditi, ma il nesso con la produzione è stato eliminato; gli agricoltori saranno inoltre tenuti a rispettare determinate norme in materia

di tutela ambientale, sicurezza alimentare e benessere degli animali: in caso contrario subiranno riduzioni dei pagamenti diretti (insieme di requisiti noto come «condizionalità»). Con la scomparsa del nesso tra sovvenzioni e produzione («disaccoppiamento»), gli agricoltori dell'UE saranno più competitivi e attenti alle esigenze del mercato poiché potranno scegliere cosa produrre in base a criteri di convenienza, potendo contare comunque su un reddito stabile.

Con lo sviluppo della PAC hanno acquistato maggiore importanza i seguenti fattori:

· l'attenzione al benessere della società rurale;

· il miglioramento della qualità del cibo prodotto in Europa;

· la garanzia di sicurezza alimentare;

· la garanzia di un ambiente preservato per le generazioni future;

· la garanzia di migliori condizioni di salute e benessere per gli animali;

· la realizzazione di tutto questo riducendo al minimo l'onere a carico del bilancio dell'UE (finanziato principalmente dai contribuenti, cioè dai comuni cittadini).

Strumenti

Il Regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune istituisce un quadro giuridico unico per il finanziamento delle spese connesse alla politica agricola comune; a tal scopo esso crea due nuovi fondi che sono parte integrante del bilancio generale delle Comunità europee: il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Poiché le misure prese in considerazione sono in parte finanziate nell'ambito della gestione concorrente, il regolamento precisa le condizioni che permettono alla Commissione di assumere le proprie responsabilità in materia di esecuzione del bilancio generale e chiarisce gli obblighi di cooperazione che incombono agli Stati membri.

Il regolamento definisce le condizioni di riconoscimento e di revoca del riconoscimento degli organismi pagatori e degli organismi di coordinamento da parte degli Stati membri. Esso prevede altresì l'istituzione di organismi di certificazione, entità giuridiche, di diritto pubblico o privato, designate dagli Stati membri ed incaricate della certificazione dei sistemi di gestione, di sorveglianza e di controllo istituiti dagli organismi pagatori riconosciuti, nonché dei conti annuali di questi ultimi. Si chiede agli Stati membri di prendere tutti i provvedimenti del caso per garantire una efficace protezione degli interessi finanziari della Comunità. Inoltre, possono beneficiare di un finanziamento comunitario unicamente le spese sostenute dagli organismi pagatori riconosciuti e i pagamenti saranno versati integralmente ai beneficiari.

Prima dell'emanazione dei Regolamenti (CE) n. 1290/2005 e n. 1698/05 gli strumenti a disposizione della PAC erano:

· il Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia (FEAOG) gestito congiuntamente dagli Stati membri, che sopportava la maggior parte del costo della PAC. Tale Fondo di fatto garantiva che i Governi degli Stati membri possano sovvenzionare i propri agricoltori, ma poneva limiti sulle modalità di sovvenzione, essa infatti doveva avvenire senza distorcere le regole della concorrenza o alterare il libero gioco del mercato tra i Paesi membri;

· la cosiddetta Azione Strutturale che costituiva il legame tra la PAC e le altre politiche dell'Unione. Mediante questo strumento si attuava, infatti, un'armonizzazione delle politiche comunitarie più importanti, a cominciare dalla Politica Sociale e di Coesione;

· altre misure di accompagnamento riguardavano le implicazioni dell'agricoltura sull'ambiente, e sullo sfruttamento sostenibile delle risorse, quali la silvicoltura o usi del suolo alternativi. In questa categoria rientravano le misure parallele al sostegno dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e degli agricoltori (agriturismo, prepensionamenti, ecc..).

Il FEAOG garantiva le spese agricole e si componeva di due sezioni:

A. La sezione Garanzia che finanziava la maggior parte delle spese agricole mediante le organizzazioni comuni dei mercati: regolarizzazione del mercato interno tramite gli acquisti degli organismi di intervento, spese di magazzinaggio, aiuti diretti al reddito, sovvenzioni per agevolare lo smercio dei prodotti, restituzioni all'esportazione e misure a favore dell'imboschimento, aiuti al prepensionamento e misure agro-ambientali.

B. La sezione Orientamento amministrava i fondi comunitari destinati alla politica delle strutture agricole: azioni di ammodernamento, compensazioni per gli svantaggi naturali, aiuto all'insediamento dei giovani agricoltori, sostegno alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli.

I meccanismi della PAC si fondano essenzialmente su prezzi comuni garantiti dalle organizzazioni comuni dei mercati (OCM), che differiscono in funzione delle condizioni di produzione e di vendita dei prodotti.

La gestione dei prezzi comuni presenta aspetti di natura particolarmente complessa. La naturale fluttuazione dei prezzi dei prodotti agricoli che avviene sui mercati mondiali viene bloccata all'interno dell'Unione da una decisione del Consiglio europeo che stabilisce i prezzi per i più importanti prodotti agricoli. Per ciascun prodotto rilevante sono decisi:

· un prezzo-obiettivo, che è il prezzo che si spera gli agricoltori comunitari riescano ad ottenere sul mercato;

· un prezzo-soglia, che è il prezzo a cui le esportazioni della Comunità vengono elevate quando i prezzi mondiali sono inferiori a quelli UE;

· un prezzo d'intervento, che è il prezzo a cui la Commissione europea interviene ritirando il prodotto dal mercato e acquistandolo.

L'ammontare del sostegno offerto ad un prodotto è la conseguenza del livello al quale questi prezzi vengono fissati, del divario tra i prezzi, e dei modi in cui i meccanismi valutari, le politiche dei prezzi e le procedure d'intervento funzionano.

Da questo meccanismo emergono due ordini di criticità: le eccedenze che la Commissione europea ha comprato sul mercato comunitario e che deve trovare il modo di smaltire e il costo dell'intera operazione per la società in generale. La destinazione di ingenti risorse comunitarie a favore di una minoranza di cittadini agricoltori e lo spreco di prodotti agricoli che sono stati ritirati dal mercato e giacciono invenduti o devono essere distrutti sono due tra i problemi più stringenti ai quali è stata cercata più di una soluzione attraverso successive riforme.

L'Azione Strutturale della PAC comprende un ventaglio di misure volte a migliorare l'ambiente economico e sociale delle aziende agricole perché le OCM, la politica dei prezzi e la politica commerciale non possono, da sole, fornire una soluzione totalmente soddisfacente ai problemi dell'agricoltura europea. Rientrano nell'Azione Strutturale:

  1. aiuti all'adeguamento delle strutture agricole (aiuti a favore dei giovani agricoltori, aiuti alla creazione di organizzazioni di produttori, al miglioramento delle strutture di commercializzazione, alla formazione professionale degli agricoltori, azioni a favore delle donne nelle zone rurali, ecc.);
  2. aiuti a favore delle zone montane e delle zone svantaggiate (in queste zone, alcune "compensazioni agli svantaggi naturali" sono corrisposte agli agricoltori e questi ultimi fruiscono di condizioni preferenziali per investimenti che consentono loro di proseguire l'attività).

Sono inoltre state attuate alcune misure di accompagnamento della PAC: aiuti al prepensionamento degli agricoltori, aiuti ai metodi di produzione compatibili con la tutela ambientale, aiuti al rimboschimento e allo sviluppo delle attività silvicole nelle aziende agricole. Le misure di accompagnamento nelle successive riforme sono state riviste per dar loro una sistemazione più organica e oggi si distinguono in misure di ammodernamento e diversificazione.

Beneficiari

La PAC tutela il reddito agricolo e quindi i diretti beneficiari sono gli agricoltori. Poiché l'occupazione nel settore agricolo è diminuita, e continuerà a diminuire anche in futuro in seguito all'aumento della produttività e all'invecchiamento della popolazione agricola, la PAC prevede disposizioni a favore dei giovani agricoltori e misure a sostegno della diversificazione delle attività rurali.

Tuttavia gli agricoltori non sono i soli a beneficiare della politica agricola comune. La PAC reca vantaggi anche ai consumatori, alle imprese e alla società in generale.

Nell'interesse della società in generale, la politica agricola comune ha garantito l'approvvigionamento di tutti gli abitanti dell'Unione europea. Le zone rurali rappresentano l'80% del territorio europeo e gli agricoltori sono attori economici importanti di tali zone. La PAC si propone anche di mantenere e, se possibile sviluppare, un tessuto economico dinamico nei piccoli centri rurali. Ciò interessa naturalmente le imprese agricole, ma anche il relativo contesto economico, sociale, ambientale e umano poiché non può esistere un'agricoltura sostenibile senza un quadro locale sostenibile.

La qualità dei prodotti è divenuta una preoccupazione principale dei cittadini europei in quanto consumatori. Il consumatore europeo ha a disposizione una vasta gamma di prodotti alimentari in grande quantità, per tutto l'anno e a prezzi relativamente stabili; le disposizioni della PAC permettono di garantire, per qualsiasi prodotto alimentare commercializzato in Europa, proveniente da uno Stato membro dell'UE o importato da paesi terzi, il rispetto di rigorose norme qualitative e sanitarie, definite a livello europeo e soggette ad un costante miglioramento; la scelta del consumatore è agevolata dalle norme di etichettatura e dalle attestazioni di qualità specifiche definite nel quadro della PAC.

L'Unione europea è oggi il secondo esportatore nonché il primo importatore mondiale di prodotti agro-alimentari. Le imprese di questo settore sono state le prime a trarre vantaggio dai progressi conseguiti dall'agricoltura nel quadro della PAC, ma lo sviluppo dell'agricoltura europea reca benefici anche alle altre branche dell'industria: i settori energetico, chimico, elettronico, informatico, dei macchinari, delle bio-tecnologie, ecc…

La riforma della PAC

La riforma ha il compito di rafforzare anche la posizione negoziale dell'Ue nelle trattative commerciali in corso nell'ambito dell'OMC. I vari elementi della riforma sono entrati in vigore nel 2004 e nel 2005. Il pagamento unico per azienda è entrato in vigore nel 2005. Se uno Stato membro, a causa delle condizioni peculiari della propria agricoltura, ha bisogno di un periodo transitorio, può chiedere di applicare il pagamento unico per azienda a partire dal 2007.

Gli elementi salienti della attuale riforma della PAC sono:

· un pagamento unico per azienda agli agricoltori dell'UE, indipendente dalla produzione; alcuni elementi degli aiuti accoppiati possono essere mantenuti, in misura limitata, per evitare l'abbandono della produzione;

· il pagamento è condizionato al rispetto delle norme in materia di salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare, sanità animale e vegetale e protezione degli animali, come pure all'obbligo di mantenere la terra in buone condizioni agronomiche ed ecologiche (la cosiddetta "condizionalità");

· potenziamento della politica di sviluppo rurale, cui sono destinati maggiori stanziamenti, nuove misure a favore dell'ambiente, della qualità e del benessere animale, nonché per aiutare gli agricoltori ad adeguarsi alle norme di produzione UE a partire dal 2005;

· riduzione dei pagamenti diretti alle grandi aziende ("modulazione") allo scopo di finanziare la nuova politica di sviluppo rurale;

· un meccanismo di disciplina finanziaria inteso ad impedire che venga superato il bilancio agricolo fissato fino al 2013;

· ritocchi alla politica dei mercati agricoli.

Il Consiglio europeo di Bruxelles ha ribadito che il contenuto della riforma permetterà all'agricoltura europea di essere multifunzionale, sostenibile, competitiva e ripartita su tutto il territorio dell'Unione, comprese le zone che presentano problemi specifici. L'agricoltura dovrà favorire la conservazione dei paesaggi e la tutela degli spazi naturali, portando un contributo fondamentale alla vitalità del mondo rurale. Essa deve essere in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori per quanto riguarda la qualità e la sicurezza delle derrate alimentari, la protezione dell'ambiente e il benessere degli animali.

Data Ultimo Aggiornamento: 27/06/2007 4:34 PM
L'indirizzo di questa pagina è: www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/RGS-EUROPA/La-politic/DISCIPLINA-ATTUALE.html