Oggi č il 07 Ottobre 2008, ore 10.01

La politica agricola comune

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In Breve:

La Politica Agricola Comune ha subito nel corso del tempo numerosi cambiamenti, nella presente area tematica viene descritta la sua l'evoluzione, l'attuale disciplina e vengono descritti i nuovi strumenti che a partire dalla programmazione 2007-2013 saranno utilizzati per realizzarla, nonché come è stata attuata in Italia nel passato.

Nel passato la politica agricola comune (PAC) dell'Unione europea perseguiva alcuni obiettivi essenziali, in particolare quello di garantire l'autosufficienza per i principali generi alimentari al fine di scongiurare nuove situazioni di penuria alimentare come quelle del dopoguerra. Da ciò ne derivò una politica di sovvenzioni rigida e incentrata sulla produzione che durò fino agli anni novanta.

La propensione alla produzione di beni agricoli ha comportato l'accumularsi di eccedenze alimentari oltre che distorsioni commerciali del mercato mondiale, con effetti particolarmente dannosi per i paesi in via di sviluppo. Si passò così da una politica di sostegno della produzione ad una PAC orientata al mercato, rispettosa dell'ambiente e finalizzata a realizzare un'agricoltura efficiente e sostenibile.

Nel 2003, successivamente alle riforme di Agenda 2000, è stata avviata una radicale riforma della PAC verso una politica che sostenga non soltanto l'attività agricola, ma soprattutto la sussistenza a lungo termine delle aree rurali europee nel loro insieme.

In passato la PAC consumava circa i due terzi del bilancio comunitario complessivo, oggi ne assorbe meno della metà, e nel giro di dieci anni la percentuale dovrebbe scendere ad appena un terzo; e malgrado la riduzione dei costi, la portata della PAC continua a migliorarsi in seguito all'introduzione di una politica di sviluppo rurale ad ampio raggio che mira a sostenere la diversificazione, la ristrutturazione e l'evoluzione delle economie e delle aree rurali in tutto il territorio dell'Unione europea.

Il sostegno della PAC è ormai collegato al rispetto di criteri ambientali, di qualità e di sicurezza, in sintonia con le priorità dei cittadini europei.

I nostri agricoltori tendono a coltivare ciò che chiede il mercato, ed eliminando gli incentivi alla produzione di eccedenze le riforme dell'UE hanno ridotto le distorsioni degli scambi provocate dalla PAC. Si è così realizzata negli ultimi dieci anni una rivoluzione verde, garantendo alimenti sicuri, e tutelando l'ambiente.

La nuova politica agricola comune scaturita dalla riforma si è fatta decisamente carico delle nuove esigenze dei consumatori, che richiedono alimenti sicuri, preservando il nostro patrimonio rurale, per produrre prodotti agricoli necessari ed economici.

Data Ultimo Aggiornamento: 6/4/2007 2:41:54 PM
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