Roma, 24 novembre 2017, ore 14.00
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Le altre politiche

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Obiettivi

Con il Trattato di Roma del 1957 i sei Paesi fondatori della Comunità Economica Europea (CEE) stabiliscono di porre al centro del processo di integrazione economica la realizzazione di un mercato comune. L'articolo 2 del Trattato di Roma, infatti, riconosceva un ruolo centrale al mercato comune nel processo di definizione dell'integrazione politica ed economica del continente europeo. In tale prospettiva, la creazione di un'unione doganale e di un programma di avvicinamento delle legislazioni nazionali, costituivano i due primi tasselli di un quadro difficile da portare a completamento. D'altra parte, il periodo di gestazione che ha portato alla definitiva creazione di un Mercato unico è stato piuttosto lungo ed ha vissuto, negli anni tra il 1957 ed il 1992, anno della firma del Trattato di Maastricht e precedente la nascita del mercato unico, fasi alterne contraddistinte da minore o maggiore slancio verso il raggiungimento dell'obiettivo finale.

Un primo periodo, definito transitorio ed entro il quale bisognava addivenire all'abbattimento dei dazi doganali e dei contingenti nel commercio intracomunitario, si esaurisce il 1° luglio del 1968, 18 mesi prima della data posta come termine ultimo per il definitivo abbattimento di ogni forma di restrizione commerciale tra i Paesi firmatari del Trattato di Roma.

Successivamente al raggiungimento di questo obiettivo l'Europa vive un periodo difficile che si protrae nel corso di tutti gli anni '70 e che è determinato dalla negativa congiuntura economica che riguarda l'intero contesto economico mondiale, sconquassato dalle crisi petrolifere. Tale situazione è destinata ad avere una influenza negativa sul cammino degli Stati europei verso la costituzione del Mercato unico sino almeno al 1979. E' in tale anno, infatti, che viene pronunciata la sentenza Cassis de Dijon, in occasione della quale viene sancito il principio del riconoscimento reciproco delle norme nazionali, e si impedisce quindi ad ogni Stato membro di rifiutare sul proprio mercato l'afflusso di prodotti che rispettino le norme di un altro paese facente parte della Comunità, salvo che tale prodotto non costituisca una reale minaccia per la sicurezza, l'ambiente o altri aspetti di pubblico interesse.

La sentenza in questione, associata con il vertice di Fontainebleau del 1984 che risolve alcuni contenziosi tra gli Stati membri, è decisiva per ridare linfa ai progetti di costituzione del mercato unico, e tale nuova spinta propositiva si concretizza nella stesura, ad opera della Commissione Europea allora presieduta da Jaques Delors, del "Libro bianco sul completamento del mercato interno". Tale documento contiene la definizione delle misure legislative necessarie ad eliminare ogni tipo di barriera fisica, fiscale, e tecnica agli scambi commerciali nella Comunità e propone un programma per addivenire alla definitiva costituzione del mercato unico interno entro il 31 Dicembre del 1992.

La volontà di realizzare tale ambizioso progetto, destinato a generare dei disaccordi tra gli Stati membri, implicava la necessità di stabilire che il metodo decisionale da adottare in seno al Consiglio europeo, relativamente a decisioni riguardanti il mercato unico, fosse fondato sul voto a maggioranza qualificata piuttosto che sul consenso unanime dei rappresentanti di tutti gli Stati membri. Tale decisione viene sancita dall'Atto Unico Europeo, adottato nel 1986 ed entrato in vigore dal luglio del 1987. Ciò permette, da tale momento, di evitare il verificarsi di pratiche ostruzionistiche, e costituisce il punto di partenza essenziale da cui si dipartono gli ultimi sforzi necessari alla costituzione del Mercato unico europeo. Peraltro, l'Atto unico stabilisce, in accordo con il Libro bianco, che sia il 31 dicembre del 1992 il termine ultimo entro cui arrivare alla costituzione del Mercato unico, uno "spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali secondo le disposizioni del trattato".

Il 1° gennaio del 1993, se pur con piccole defezioni, si può affermare che ha avuto inizio l'era del Mercato unico comune europeo, che fonda la propria esistenza e funzionalità sui seguenti elementi:

  • il principio di non discriminazione, per cui si stabilisce il divieto di trattare diversamente una merce importata da una di produzione nazionale;
  • il reciproco riconoscimento, che consiste nel principio per cui la legislazione di un altro stato membro è produttiva degli stessi effetti implicati da quella nazionale. È qui importante la già citata sentenza Cassis de Dijon, che stabilisce che un prodotto ritenuto ammissibile al commercio in un certo stato membro non può non essere ammesso sul mercato di un altro paese facente parte della Comunità;
  • la regolamentazione comunitaria. Si fa riferimento alla necessità di favorire l'avvicinamento delle legislazioni nazionali al fine di garantire il giusto funzionamento del mercato comune. Ciò implica la volontà di adottare direttive volte ad armonizzare le norme nazionali, anche al fine di favorire la fiducia reciproca tra gli Stati membri.

La costituzione del mercato unico ha permesso di ottenere il raggiungimento di quattro obiettivi essenziali, peraltro funzionali alla nascita stessa di un mercato europeo, in quanto elementi costitutivi dello stesso:

  • la libertà di circolazione delle merci;
  • la libertà di circolazione delle persone;
  • la libertà di circolazione dei servizi;
  • la libertà di circolazione dei capitali.

Strumenti

L'istituzione del Mercato interno, avvenuta il 31 dicembre 1992, ha comportato anche la necessità di gestire in maniera continuativa le norme comunitarie in funzione dei nuovi ostacoli che possono essere generati dalle regolamentazioni nazionali. In tale ottica di cambiamento dinamico del contesto normativo, la Commissione svolge un ruolo assolutamente essenziale nel gestire le regole del mercato interno relativamente alla loro applicazione, al loro aggiornamento, ed al necessario processo di normalizzazione tecnica delle stesse.

Nella realizzazione della propria funzione la Commissione è coadiuvata da organismi comunitari come:

  • l'Agenzia europea per la valutazione dei medicinali;
  • l'Ufficio per l'armonizzazione del mercato interno.

Peraltro, al momento dell'aggiornamento delle norme comunitarie relative a tale ambito, la Commissione opera con l'ausilio, di carattere consultivo o vincolante, dei rappresentanti degli Stati membri facenti parte dei Comitati istituiti al fine di sostenere la Commissione nello svolgimento di tale tipo di attività.

Il controllo del rispetto delle norme comunitarie sul mercato unico spetta in prima istanza alle autorità nazionali, che hanno l'onere di verificare che vi sia la piena applicazione delle direttive europee recepite nel diritto nazionale. Tuttavia, tale funzione di controllo è opportunamente svolta anche dalla Commissione, che è tenuta a fornire e ad avere presente il quadro della situazione relativa al recepimento della normativa comunitaria sul mercato unico da parte degli Stati membri.

La Commissione agisce su eventuali segnalazioni presentate da:

  • privati;
  • imprese;
  • Stati membri.

Qualora si sia realmente verificata l'inadempienza viene avviato un procedimento d'infrazione che porta all'emanazione di opportune raccomandazioni da parte della Commissione nei confronti dello Stato in questione. Se quest'ultimo non si conforma alle indicazioni della Commissione, la stessa può appellarsi alla Corte di Giustizia, che sancisce il giudizio definitivo che, in genere, si sostanzia nella condanna al pagamento di un'ammenda.

Data Ultimo Aggiornamento: 25/06/2007 6:45 PM
L'indirizzo di questa pagina è: www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/RGS-EUROPA/Le-altre-p/Mercato-in/index.html