Roma, 24 novembre 2017, ore 06.43
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Le altre politiche

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Politiche esterne

Si è ormai rilevato come l'Unione europea agisca, negli ambiti di sua competenza, come uno stato sovrano. In linea generale si può affermare che l'Unione non ha solo preso il posto delle Amministrazioni nazionali nella gestione di alcuni settori dell'economia, ma ha anche acquistato una personalità giuridica nei confronti dell'estero. Al tempo stesso l'Europa non risulta un soggetto politico autonomo, e quindi non può articolare una politica estera comune così da far sentire una sola voce all'esterno. Se e quando questo cruciale passaggio si verificherà, probabilmente gli equilibri mondiali cambieranno perché l'Europa si potrà presentare non solo come un grande mercato, quale è oggi, ma anche come un protagonista politico di assoluto rilievo.


Negli ultimi anni l'Unione ha messo in campo ingenti risorse finanziarie per gestire le relazioni esterne, sia nelle scelte di tipo commerciale, sia negli aiuti allo sviluppo o per far fronte a emergenze, sia infine in rapporti politici particolarmente importanti come quelli con i Paesi del Mediterraneo, dei Balcani e dell'Est europeo.


L'Unione ad oggi ha il potere, ai sensi del Trattato Cee, di intrattenere relazioni con le organizzazioni internazionali, concludere accordi di associazione e di cooperazione, tariffari e commerciali. All'Onu l'Unione europea ha statuto di osservatore, nondimeno il suo peso politico è destinato ad aumentare a mano a mano che essa diventa il punto di riferimento di aree, come l'est europeo, dove è sentita particolarmente forte la necessità di un referente economico e sociale "forte". A fianco della Politica Estera e di Sicurezza (PESC), si colloca il Processo di Allargamento dell'Unione ai Paesi del centro-est Europa.


Ma a fianco della PESC e dell'Allargamento vi sono altre politiche esterne della Comunità che hanno una notevole rilevanza sul piano internazionale, e più precisamente:

· Aiuti umanitari;

· Assistenza esterna;

· Commercio estero;

· Politica estera;

· Sviluppo.


L'Unione è da qualche tempo attiva su molteplici scacchieri internazionali, dall'Africa all'America, dal Mediterraneo alla Russia. In tale scenario assumono un rilievo storico i rapporti con i paesi meno sviluppati, che sono sfociati, dall'essere semplici accordi bilaterali, nella Convenzione di Lomé, che stabilisce i rapporti commerciali tra l'Unione e 70 Paesi firmatari dell'Africa, dei Carabi e del Pacifico (detti ACP). L'accordo si basava sulla considerazione che, per favorire i paesi meno sviluppati non bastava garantire parità di condizioni nel commercio mondiale, ma occorreva piuttosto operare con meccanismi diseguali in grado di mettere i paesi arretrati al riparo dalla concorrenza mondiale mediante facilitazioni commerciali. L'Accordo di Cotonou del 2000 perfeziona la Convenzione di Lomè, estende a 78 il numero dei Paesi ACP e fissa per vent'anni alcuni capisaldi: il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, la cooperazione per lo sviluppo.


Più in generale questo accordo esprime il cambiamento di orientamento in materia di aiuti internazionali adottato dall'Ue, privilegiando l'obiettivo della diminuzione della povertà attraverso le facilitazioni al commercio nell'ambito dell'economia mondiale da posizioni che garantiscano possibilità di sbocco sul mercato globale dei prodotti dei paesi meno sviluppati.


Dopo la creazione del Mercato Unico interno, l'Ue è in grado di esercitare un ruolo centrale nei negoziati commerciali internazionali, primi fra tutti quelli regolati dall'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). A questo livello è la Commissione europea la sede istituzionale che coordina e esprime le linee comunitarie. Alla Commissione competono la definizione degli aspetti economici, oltre che politici, degli accordi di associazione e di futura adesione all'Ue di nuovi Stati che formano l'unione doganale, e inoltre gli accordi di cooperazione con altri paesi per la disciplina delle relazioni commerciali internazionali.


Le relazioni con l'est europeo sono incentrate intorno al Processo di Allargamento, mentre un ruolo particolare spetta alla Russia, a causa del suo ruolo geo-politico internazionale, che ha assunto il controllo delle armi strategiche e ha rilevato il seggio dell'URSS in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le relazioni tengono conto dell'avvicinamento della Russia al sistema occidentale, che ha aderito alla Nato, e che intrattiene con l'Ue rapporti di natura politica con vertici periodici.


In seguito alla dissoluzione dell'ex Jugoslavia e dopo i tragici conflitti nell'Area Balcanica, i rapporti dell'Ue con i governi di quei Paesi vertono su questioni di ricostruzione del tessuto civile, economico e politico. L'intervento comunitario viene definito Patto di Stabilità per il Sud-est europeo.


Riguardo ai Paesi del bacino del mediterraneo, l'Ue ha iniziato una politica di lungo periodo denominata Progetto MED-Partenariato che si configura oggi come una vera politica mediterranea dell'Ue volta a realizzare un'area di libero scambio cui dovrebbero partecipare, insieme all'Ue, gli Stati dell'Europa Centro-orientale e i Paesi del Mediterraneo.


Di non minore rilievo nelle relazioni internazionali è il capitolo degli aiuti umanitari, che costituisce un aspetto importante della politica europea. Gli interventi sono coordinati dall'Ufficio Umanitario della Comunità europea (ECHO), istituito nel 1992. Il suo scopo è di assistere in Paesi terzi le popolazioni vittime di catastrofi naturali, di catastrofi dovute all'uomo, o di crisi strutturali.


L'ECHO, che per risorse mobilitate rappresenta il primo fornitore di aiuti umanitari al mondo, opera attraverso l'Agenzia delle Nazioni Unite, organizzazioni non governative (ONG) e altre associazioni internazionali, facendo pervenire, laddove necessario, generi di prima necessità, servizi medici di base, interventi logistici per il ripristino di servizi essenziali. Promuove, inoltre, azioni e opere tendenti a prevenire le catastrofi naturali e appoggia campagne di coinvolgimento dell'opinione pubblica. I suoi interventi sono orientati a fornire alle popolazioni colpite strumenti tecnici e culturali in grado di far loro raggiungere l'autosufficienza.


I rapporti con gli Stati Uniti sono diversi e si concretizzano, da un punto di vista economico in episodi sporadici di confronto per la presenza di interessi contrapposti in campo commerciale, dal punto di vista politico, in forme di cooperazione in molteplici settori di rilevante importanza strategica.


Dal punto di vista commerciale, l'Ue intrattiene relazioni di varia intensità anche con i Paesi asiatici, con i Paesi dell'america latina e con l'Australia.

Data Ultimo Aggiornamento: 26/06/2007 11:45 AM
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