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Si è ormai rilevato come l'Unione europea agisca, negli ambiti di sua competenza, come uno stato sovrano. In linea generale si può affermare che l'Unione non ha solo preso il posto delle Amministrazioni nazionali nella gestione di alcuni settori dell'economia, ma ha anche acquistato una personalità giuridica nei confronti dell'estero. Al tempo stesso l'Europa non risulta un soggetto politico autonomo, e quindi non può articolare una politica estera comune così da far sentire una sola voce all'esterno. Se e quando questo cruciale passaggio si verificherà, probabilmente gli equilibri mondiali cambieranno perché l'Europa si potrà presentare non solo come un grande mercato, quale è oggi, ma anche come un protagonista politico di assoluto rilievo.
Negli ultimi anni l'Unione ha messo in campo ingenti risorse finanziarie per gestire le
relazioni esterne, sia nelle scelte di tipo commerciale, sia negli aiuti allo sviluppo o per
far fronte a emergenze, sia infine in rapporti politici particolarmente importanti come quelli
con i Paesi del Mediterraneo, dei Balcani e dell'Est europeo.
L'Unione ad oggi ha il potere, ai sensi del Trattato Cee, di intrattenere relazioni con le
organizzazioni internazionali, concludere accordi di associazione e di cooperazione, tariffari
e commerciali. All'Onu l'Unione europea ha statuto di osservatore, nondimeno il suo
peso politico è destinato ad aumentare a mano a mano che essa diventa il punto di
riferimento di aree, come l'est europeo, dove è sentita particolarmente forte la
necessità di un referente economico e sociale "forte". A fianco della Politica
Estera e di Sicurezza (PESC), si colloca il Processo di Allargamento dell'Unione ai Paesi
del centro-est Europa.
Ma a fianco della PESC e dell'Allargamento vi sono altre politiche esterne della
Comunità che hanno una notevole rilevanza sul piano internazionale, e più
precisamente:
· Aiuti umanitari;
· Assistenza esterna;
· Commercio estero;
· Politica estera;
· Sviluppo.
L'Unione è da qualche tempo attiva su molteplici scacchieri internazionali,
dall'Africa all'America, dal Mediterraneo alla Russia. In tale scenario assumono un
rilievo storico i rapporti con i paesi meno sviluppati, che sono sfociati, dall'essere
semplici accordi bilaterali, nella Convenzione di Lomé, che stabilisce i rapporti
commerciali tra l'Unione e 70 Paesi firmatari dell'Africa, dei Carabi e del Pacifico
(detti ACP). L'accordo si basava sulla considerazione che, per favorire i paesi meno
sviluppati non bastava garantire parità di condizioni nel commercio mondiale, ma
occorreva piuttosto operare con meccanismi diseguali in grado di mettere i paesi arretrati al
riparo dalla concorrenza mondiale mediante facilitazioni commerciali. L'Accordo di Cotonou
del 2000 perfeziona la Convenzione di Lomè, estende a 78 il numero dei Paesi ACP e fissa
per vent'anni alcuni capisaldi: il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, la
cooperazione per lo sviluppo.
Più in generale questo accordo esprime il cambiamento di orientamento in materia di
aiuti internazionali adottato dall'Ue, privilegiando l'obiettivo della diminuzione
della povertà attraverso le facilitazioni al commercio nell'ambito dell'economia
mondiale da posizioni che garantiscano possibilità di sbocco sul mercato globale dei
prodotti dei paesi meno sviluppati.
Dopo la creazione del Mercato Unico interno, l'Ue è in grado di esercitare un ruolo
centrale nei negoziati commerciali internazionali, primi fra tutti quelli regolati
dall'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). A questo livello è la Commissione
europea la sede istituzionale che coordina e esprime le linee comunitarie. Alla Commissione
competono la definizione degli aspetti economici, oltre che politici, degli accordi di
associazione e di futura adesione all'Ue di nuovi Stati che formano l'unione doganale,
e inoltre gli accordi di cooperazione con altri paesi per la disciplina delle relazioni
commerciali internazionali.
Le relazioni con l'est europeo sono incentrate intorno al Processo di Allargamento, mentre
un ruolo particolare spetta alla Russia, a causa del suo ruolo geo-politico internazionale, che
ha assunto il controllo delle armi strategiche e ha rilevato il seggio dell'URSS in seno al
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le relazioni tengono conto dell'avvicinamento
della Russia al sistema occidentale, che ha aderito alla Nato, e che intrattiene con l'Ue
rapporti di natura politica con vertici periodici.
In seguito alla dissoluzione dell'ex Jugoslavia e dopo i tragici conflitti nell'Area
Balcanica, i rapporti dell'Ue con i governi di quei Paesi vertono su questioni di
ricostruzione del tessuto civile, economico e politico. L'intervento comunitario viene
definito Patto di Stabilità per il Sud-est europeo.
Riguardo ai Paesi del bacino del mediterraneo, l'Ue ha iniziato una politica di lungo
periodo denominata Progetto MED-Partenariato che si configura oggi come una vera politica
mediterranea dell'Ue volta a realizzare un'area di libero scambio cui dovrebbero
partecipare, insieme all'Ue, gli Stati dell'Europa Centro-orientale e i Paesi del
Mediterraneo.
Di non minore rilievo nelle relazioni internazionali è il capitolo degli aiuti
umanitari, che costituisce un aspetto importante della politica europea. Gli interventi sono
coordinati dall'Ufficio Umanitario della Comunità europea (ECHO), istituito nel
1992. Il suo scopo è di assistere in Paesi terzi le popolazioni vittime di catastrofi
naturali, di catastrofi dovute all'uomo, o di crisi strutturali.
L'ECHO, che per risorse mobilitate rappresenta il primo fornitore di aiuti umanitari al
mondo, opera attraverso l'Agenzia delle Nazioni Unite, organizzazioni non governative (ONG)
e altre associazioni internazionali, facendo pervenire, laddove necessario, generi di prima
necessità, servizi medici di base, interventi logistici per il ripristino di servizi
essenziali. Promuove, inoltre, azioni e opere tendenti a prevenire le catastrofi naturali e
appoggia campagne di coinvolgimento dell'opinione pubblica. I suoi interventi sono
orientati a fornire alle popolazioni colpite strumenti tecnici e culturali in grado di far loro
raggiungere l'autosufficienza.
I rapporti con gli Stati Uniti sono diversi e si concretizzano, da un punto di vista economico
in episodi sporadici di confronto per la presenza di interessi contrapposti in campo
commerciale, dal punto di vista politico, in forme di cooperazione in molteplici settori di
rilevante importanza strategica.
Dal punto di vista commerciale, l'Ue intrattiene relazioni di varia intensità anche
con i Paesi asiatici, con i Paesi dell'america latina e con l'Australia.