Roma, 22 novembre 2017, ore 13.42
  • Condividi
  • Invia link via E-mail
  • Condividi su Facebook - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra
  • Condividi su Google+ - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra
  • Condividi su Twitter - collegamento a sito esterno - apertura nuova finestra

Le attività

Ti trovi in: Home Versione Italiana > E-Government > RGS Europa > Le attività > Recepimento Normativa UE

RECEPIMENTO NORMATIVA UE

L’ordinamento comunitario, autonomo rispetto agli ordinamenti interni degli Stati, produce i suoi effetti mediante gli atti normativi e non normativi prodotti dagli Organismi istituzionali che fanno parte dell'Unione europea.
Tra le fonti del diritto europeo si distinguono quelle da cui deriva il diritto convenzionale e quella da cui ha origine il diritto derivato. Al diritto convenzionale appartengono i Trattati che hanno istituito e sviluppato l’Unione Europea, mentre nel diritto derivato rientrano gli atti prodotti dalle Istituzioni europee e cioè, i Regolamenti, le Direttive, le Decisioni, le Raccomandazioni e i Pareri.
Il regolamento ha portata generale ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi e, pertanto, direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri; la direttiva, invece, vincola gli Stati membri quanto al risultato da perseguire, lasciando agli organi nazionali la discrezionalità in merito alla forma e ai mezzi atti a conseguire lo scopo da essa indicato.
Fatta esclusione per quelle direttive che trovano efficacia immediata e diretta, essendo incondizionate e sufficientemente precise (cd. self executing), tali atti normativi richiedono il recepimento da parte degli Stati membri mediante l'adozione di disposizioni di diritto interno che esplichino gli effetti indicati dalle direttive.
In Italia le direttiva sono state inizialmente eseguite mediante decreti del Presidente della Repubblica o decreti ministeriali, su delega del Parlamento. Con la legge La Pergola (n. 86/1989), recante “Norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo comunitario e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari” l'Italia si è impegnata ad adottare annualmente la c.d. legge comunitaria, assicurando, in tal modo un costante adeguamento della normativa nazionale alla normativa comunitaria.
Con la legge n. 11 del 4 Febbraio 2005 è stata espressamente abrogata la legge La Pergola, ed il legislatore è intervenuto sulla struttura della legge comunitaria, ampliandone significativamente il contenuto al fine di renderlo maggiormente coerente con le modifiche apportate alla parte seconda del titolo V della Costituzione. Inoltre, con la stessa legge è stata disciplinata in maniera puntuale la partecipazione dell'Italia alla fase ascendente del rapporto tra Italia ed Unione europea, fase in cui si realizza il processo di formazione dell'atto comunitario.
La legge n. 11/2005 è stata poi abrogata dalla successiva riforma, recata dalla legge n. 234 del 24 dicembre 2012, la quale ne ha ripreso sostanzialmente i profili, ampliando talune parti per renderle più aderenti ai mutamenti normativi recati dal nuovo Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (cd Trattato di Lisbona). In particolare, per quanto riguarda le attività di recepimento della normativa comunitaria il Capo VI della legge sopra citata ha previsto un doppio binario, consistente nei 2 disegni di legge, l’uno di “delegazione europea”, contenente le sole deleghe necessarie al recepimento delle direttive europee, l’altro rubricato semplicemente “europea” e contente o normativa diretta di recepimento di atti europei (tipicamente attraverso l’uso della tecnica della “novella legislativa”) o normativa atta a chiudere le procedure d’infrazione in essere a carico dell’Italia.
Oltre ai regolamenti e alle direttive, vi sono le decisioni, i pareri e le raccomandazioni. Mentre le decisioni sono obbligatorie in tutti gli elementi, ma solo per i soggetti cui sono destinate, i pareri e le raccomandazioni sono atti non vincolanti emessi dalla Commissione nei settori definiti dal Trattato.
Rispetto a questo processo di recepimento della normativa UE, il Ministero dell'Economia e delle Finanze valuta costantemente l’impatto finanziario derivante dalla introduzione della nuova normativa, con l'obiettivo di ridurre gli oneri aggiuntivi a carico della Finanza nazionale.
L’IGRUE segue la predisposizione dei disegni di legge di delegazione europea ed europea di cui al Capo VI della legge 234/2012 ed il relativo iter parlamentare, nonché le conseguenti, molteplici attività connesse con la formazione degli atti normativi primari e secondari di recepimento.

Data Ultimo Aggiornamento: 04/02/2014 4:51 PM
L'indirizzo di questa pagina è: www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/RGS-EUROPA/Le-attivit/RECEPIMENTO-NORMATIVA-UE.html