Roma, 18 novembre 2017, ore 16.43
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Le politiche di coesione

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PROGRAMMAZIONE 1994-1999

 

· Obiettivi

· Risultati

Obiettivi

L'intervento comunitario a sostegno della coesione ha comportato per il ciclo di programmazione 1994-99, un impegno finanziario di dimensioni significative. I Fondi Strutturali e di coesione hanno rappresentano congiuntamente oltre un terzo del bilancio delle politiche della Comunità. Tale onere finanziario è da considerarsi considerevole in termini macroeconomici, specialmente nelle regioni dell'Obiettivo 1. Nel corso del periodo 1994-99, i finanziamenti comunitari in Portogallo sono ammontati al 3,3% del PIL, in Grecia al 3,5% e in Irlanda al 2,4% (tre paesi le cui regioni rientrano tutte nell'Obiettivo 1).

Negli altri Stati membri in cui si trovano regioni dell'Obiettivo 1, la percentuale ha oscillato tra lo 0,2% (Germania) e l'1,5% (Spagna) del PIL. Il sostegno comunitario agli investimenti è risultato addirittura più ampio, rappresentando quasi il 15% del totale degli investimenti in Grecia, circa il 14% in Portogallo, il 10% in Irlanda e il 6% in Spagna. Ne consegue che, in mancanza dei trasferimenti comunitari, la crescita economica, cui gli investimenti contribuiscono in misura rilevante, sarebbe stata minore nei paesi beneficiari del Fondo di coesione.

Il ciclo di programmazione 1994-1999 era strutturato in maniera molto simile al periodo di programmazione 2000-2006con alcune differenze sostanziali. I regolamenti adottati relativamente al periodo 1994-1999 avevano fissato 6 obiettivi prioritari per i Fondi strutturali:

§ Obiettivo 1: promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni il cui sviluppo è in ritardo;

§ Obiettivo 2: riconvertire le regioni gravemente colpite dal declino industriale;

§ Obiettivo 3: combattere la disoccupazione di lunga durata, facilitare l'inserimento professionale dei giovani e l'integrazione delle persone che rischiano di essere escluse dal mercato del lavoro;

§ Obiettivo 4: agevolare l'adattamento dei lavoratori e delle lavoratrici alle trasformazioni industriali e all'evoluzione dei sistemi di produzione;

§ Obiettivo 5a: accelerare l'adeguamento delle strutture agricole nel quadro della riforma della politica agricola comune e facilitare le misure di adeguamento delle strutture della pesca nell'ambito della revisione della politica comune della pesca;

§ Obiettivo 5b: agevolare lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle zone rurali;

§ Obiettivo 6: promuovere lo sviluppo delle regioni a scarsissima densità di popolazione. Tele obiettivo nasce a seguito dell'Atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.

Nel 1993 erano previsti tre Fondi strutturali:

§ Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);

§ Il Fondo sociale europeo (FSE);

§ La sezione orientamento del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG-Orientamento).

Lo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP), pur non essendo un Fondo strutturale a pieno titolo, finanziava azioni strutturali nel settore della pesca nell'ambito dei programmi dei Fondi strutturali.

Nel periodo 1994-1999 la programmazione dell'intervento dei Fondi strutturali è fissata per sei anni, ad eccezione dell'obiettivo 2, suddiviso in due fasi di tre anni: 1994-1996 e 1997-1999. Tra il 1994 e il 1999 sono stati adottati quasi 600 tra PO e DOCUP e sono state intraprese 13 iniziative comunitarie, che hanno generato oltre 500 programmi.

Per ciascun QCS, DOCUP e PO esisteva un comitato di sorveglianza composto di responsabili a livello regionale e nazionale e di rappresentanti della Commissione europea. Il comitato si riunisce generalmente due volte all'anno per seguire l'evoluzione delle azioni attuate. Esso può anche modificare le modalità del contributo finanziario comunitario, purché resti immutato il totale dell'aiuto europeo e la sua decisione sia approvata dalla Commissione. Una delle novità della programmazione attuale 2000-2006, rispetto a quella passata, è che gli Stati membri sono invitati a designare per ciascun programma un'unica Autorità di gestione responsabile dell'attuazione e dell'efficacia dell'intervento.

Risultati

Gli effetti della programmazione 1994-1999 possono essere complessivamente analizzati grazie alle relazioni periodiche della Commissione.

Pubblicata nel gennaio 2001, la Seconda relazione sulla coesione economica e sociale analizza l'evoluzione della coesione economica e sociale nella prospettiva di un'Unione europea con 27 Stati membri ed apre il dibattito sul futuro della politica europea di coesione. La relazione fornisce, tra le altre, una valutazione sui risultati conseguiti sia in totale sia per Obiettivo, sul valore aggiunto delle iniziative comunitarie e sull'efficienza delle procedure dell'intervento comunitario 1994-1999.

In sintesi, l'analisi per obiettivi, evidenzia:

§ Obiettivo 1: si è registrata una certa convergenza verso la media UE del PIL pro capite. Nell'insieme di queste aree, il livello in termini di SPA è, infatti, cresciuto dal 63% della media nel 1988 al 70% nel 1998. Ciò implica che il divario si è ridotto di un sesto, ma nasconde altresì differenze significative tra regioni.

D'altro canto, la disoccupazione nelle regioni dell'Obiettivo 1 permane elevata (16,6% nel 1999 contro il 9,2% dell'insieme dell'Unione), sebbene sia diminuita negli ultimi tre anni, in linea con il tasso medio UE. In alcune regioni, la disoccupazione è ancora ben al di sopra della media UE, specialmente in quelle dell'Obiettivo 1 situate in Spagna (19,3% nel 1999, benché in calo dal 27% del 1994), nei Dipartimenti d'Oltremare francesi (32%), in Italia (22,4%) e nei nuovi Länder tedeschi (16,7%).

Il livello di produttività nelle regioni dell'Obiettivo 1 è aumentato seppur di poco in rapporto a quello del resto dell'Unione: il PIL per occupato è cresciuto dal 64% della media UE nel 1988 al 67% del 1998. Si sono, tuttavia, registrati incrementi sostanziali in Irlanda e nei nuovi Länder tedeschi.

§ Obiettivo 2: anche se per le regioni dell'Obiettivo 2 è più difficile effettuare una valutazione quantitativa, è tuttavia possibile individuare, per misure specifiche, l'effetto leva esercitato nel periodo 1994-99 che ha contribuito a ridurre la disoccupazione in misura superiore alla media UE tra il 1995 e il 1999 (di 2,2 punti percentuali contro 1,3).

Gli interventi infrastrutturali hanno beneficiato di un'assistenza minore, mentre i programmi per la creazione di attività alternative e il potenziamento dell'ambiente produttivo in aree colpite da evidenti problemi di ristrutturazione hanno fatto registrare risultati sostanzialmente positivi (in alcuni casi sembra essersi verificato un recupero effettivo del loro potenziale economico).

Sono stati istituiti centri di trasferimento tecnologico, adattati alle esigenze delle imprese locali, allo scopo di diffondere know-how tra le PMI, che avranno probabilmente effetti a lungo termine sul comportamento delle aziende e sulla loro capacità di adeguarsi ai mutamenti in atto.

Tra gli effetti benefici figurano anche la creazione di partnership attive e diversificate, l'adozione di strumenti più rigorosi di selezione dei progetti e l'istituzione di sistemi di monitoraggio computerizzati.

§ Obiettivo 3 e 4: l'influenza dell'azione comunitaria volta ad aiutare i giovani, i disoccupati di lunga durata e coloro che sono a rischio di esclusione sociale a entrare nel mercato del lavoro hanno avuto effetti eterogenei. Durante gli anni 1994-99, i tassi di collocamento sono complessivamente aumentati, soprattutto in riflesso delle migliorate condizioni del mercato del lavoro. Le valutazioni riportano tassi di collocamento compresi tra il 30% e l'80% a seconda del paese, del gruppo destinatario e del tipo di misura. Laddove si è registrato un nesso causale tra la partecipazione a un provvedimento cofinanziato e l'ottenimento di un posto di lavoro, il 25-50% delle assunzioni sembra essere direttamente imputabile al FSE.

I due gruppi cui sono rivolte le misure dell'Obiettivo 4 sono le PMI e i lavoratori a rischio di perdere l'impiego. Nel corso del periodo in esame, sono stati compiuti considerevoli sforzi per concentrare l'attenzione sulle PMI, ma all'interno di queste la formazione è stata rivolta essenzialmente ai dirigenti e ai lavoratori con specializzazione elevata, anziché a coloro che presentano il rischio più alto di diventare disoccupati. Gli impatti principali hanno interessato:

ü un mutamento in termini di entità della formazione erogata, della sua qualità, natura e rilevanza per la trasformazione industriale;

ü ripercussioni importanti per quanto riguarda il miglioramento dei sistemi formativi, attraverso una ristrutturazione dell'offerta di formazione continua, l'estensione dell'erogazione di formazione continua nelle PMI e la promozione dello sviluppo di migliori sistemi di analisi del mercato del lavoro.

§ Obiettivo 5a e 5b: le misure destinate a migliorare l'infrastruttura (ad esempio sanità, elettrificazione, acqua potabile) e i servizi (condizioni di vita, soprattutto) hanno in genere avuto successo, sebbene beneficiarie del sostegno siano tipicamente state le autorità locali.

I risultati non pienamente soddisfacenti si spiegano, in alcuni casi, con l'adozione di provvedimenti non personalizzati secondo le esigenze locali o con la disponibilità di un sostegno finanziario più favorevole nel quadro di altri programmi pubblici. Nel corso del periodo di programmazione, i paesi del Fondo di coesione hanno ricevuto il 56% del totale dei fondi SFOP, con il 42% destinato alla Spagna, di gran lunga il maggiore beneficiario. Sono state realizzate riduzioni sostanziali della flotta peschereccia, specialmente in Portogallo e in Spagna.

§ Obiettivo 6: le valutazioni mostrano che sono stati conseguiti risultati favorevoli soprattutto in termini di creazione occupazionale, con il conseguimento degli obiettivi fissati nelle regioni interessate.

Data Ultimo Aggiornamento: 10/07/2007 5:28 PM
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