Roma, 24 novembre 2017, ore 13.42
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Le politiche di coesione

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PROGRAMMAZIONE 2007-2013

 

 

· Novità della programmazione

· Obiettivi e risorse finanziarie

· Il processo di programmazione

· Il processo di attuazione

Gli sviluppi della programmazione comunitaria per il periodo 2007-2013 testimoniano lo scenario economico, politico e sociale dell'Unione europea in continua evoluzione.

La nuova programmazione ha subito infatti considerevoli modifiche rispetto alla precedente programmazione (2000-2006). Tali cambiamenti sono principalmente da imputarsi all'avviato processo di allargamento a seguito del quale la composizione socio-economica dell'Unione si è notevolmente modificata relativamente alla riduzione del PIL medio degli stati membri, dell'aumento complessivo di popolazione europeo e dell'aumento delle disparità economiche fra le diverse aree dell'Unione.

Nel luglio 2004, la Commissione ha presentato una proposta di riforma della politica regionale da attuarsi per la programmazione 2007-2013, che viene poi consolidata a luglio 2006 attraverso nuovi regolamenti. La riforma si basa sui seguenti regolamenti:

· un regolamento generale che stabilisce le disposizione comuni per le fonti di finanziamento delle azioni strutturali (Regolamento n. 1083/2006);

· un regolamento specifico per ciascun fondo: Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo di coesione (Regolamenti n. 1080-1081-1084/2006);

· un regolamento relativo all'istituzione di uno strumento di assistenza preadesione (IPA) (Regolamento (CE) n. 1085/2006);

· un regolamento relativo alla creazione di un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) (Regolamento (CE) n. 1082/2006).

La riforma nasce con l'obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale, al fine di promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della Comunità. Nasce e si sviluppa in linea con le priorità individuate nelle agende di Lisbona del 2000 (crescita, competitività e occupazione) e di Göteborg del 2001 (ambiente), al fine di rendere l'Unione europea più dinamica e competitiva.

A tal fine la nuova programmazione si pone come priorità quella di promuovere la conoscenza e l'innovazione, di migliorare la competitività e rendere l'Europa un territorio su cui poter investire, e infine migliorare l'istruzione e la formazione del capitale umano per l'inserimento nel mercato del lavoro.

La nuova strategia si articola in tre nuovi obiettivi prioritari (Convergenza, Competitività regionale e occupazione e Cooperazione territoriale) e prevede l'adozione da parte del Consiglio, previo parere del Parlamento, di un documento strategico globale per la politica regionale. Questi "orientamenti strategici della Comunità per la coesione" sono volti ad identificare le priorità comunitarie che vanno sostenute nell'ambito della politica di coesione. Sulla base degli orientamenti strategici, ogni Stato membro deve preparare un quadro di riferimento strategico nazionale (QSN) sulla propria strategia di sviluppo, anche a livello operativo.

NOVITA' DELLA PROGRAMMAZIONE

L'allargamento dell'Unione europea costituisce una sfida senza precedenti per la competitività e la coesione dell'Unione e determina la necessità di rafforzare la politica di coesione economica, sociale e territoriale della Comunità europea.

Nasce quindi l'esigenza di rivedere gli orientamenti strategici comunitari a favore della coesione, della crescita e dell'occupazione, attraverso la definizione di una nuova programmazione per il periodo 2007-2013.

In questo contesto l'intervento della politica di coesione la politica è orientata in modo più deciso all'offerta di infrastrutture materiali - nei casi in cui le infrastrutture e le dotazioni di servizi sono inadeguate - e immateriali - con particolare attenzione per la ricerca, l'innovazione, l'accessibilità e il capitale umano.

Inoltre a seguito dell'allargamento la cooperazione rafforza il suo ruolo nella politica di coesione europea. La cooperazione transfrontaliera sulle frontiere interne (comprese quelle marittime) e sulle frontiere esterne deve essere proseguita e sviluppata, attraverso la realizzazione di programmi congiunti. La cooperazione territoriale, che riguarda programmi transfrontalieri, transnazionali e interregionali, rappresenta una delle innovazioni più interessanti della programmazione.

La grande diversità delle condizioni economiche, sociali, tecnologiche e territoriali delle regioni dell'Unione europea allargata richiede che gli strumenti di attuazione e gli ulteriori obiettivi specifici siano ben definiti in relazione alle caratteristiche specifiche delle regioni.

La nuova programmazione definisce nuovi obiettivi e riduce i Fondi che contribuiscono al raggiungimento di tali obiettivi a tre (FESR, FSE e Fondo di Coesione), rispetto ai cinque (FESR, FSE, FEAOG - Sezione Orientamento e Sezione Garanzia, SFOP e Fondo di Coesione) previsti nella precedente programmazione. I nuovi strumenti che finanziano un sostegno allo sviluppo rurale (FEASR) ed al settore della pesca (FEP) sono stati integrati nella politica agricola comune e nella politica comune della pesca. Tale novità rappresenta, quindi, una notevole semplificazione per la programmazione dei Fondi strutturali.

Gli elementi innovativi della programmazione 2007-2013 possono pertanto essere riepilogati in:

· nuove priorità e quindi nuovi obiettivi della politica di coesione;

· programmazione unitaria della politica di sviluppo;

· riduzione del numero di Fondi strutturali con l'esclusione dei Fondi destinati allo sviluppo rurale e alla pesca;

· specificità dei fondi;

· decentramento delle responsabilità;

· proporzionalità dei controlli;

· nuovo assetto dei sistemi di gestione e controllo e loro rafforzamento.

OBIETTIVI E RISORSE FINANZIARIE

Risorse globali

Le risorse disponibili, a livello europeo, da impegnare a titolo dei Fondi per il periodo 2007-2013 ammontano a 308.041.000.000 Euro. Di tali risorse una quota significativa è concentrata a favore delle regioni che ricadono nell'obiettivo "Convergenza".

La Commissione procede a una ripartizione annuale indicativa per Stato membro conformemente ai criteri definiti nel regolamento 1083/2006 dell'11 luglio 2006, che stabilisce le disposizione comuni per le fonti di finanziamento delle azioni strutturali.

Gli stanziamenti complessivi assegnati a ciascuno Stato membro nell'ambito di ciascun obiettivo dei Fondi non sono trasferibili tra loro, eccetto in alcuni casi nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea", come definito nel regolamento 1083/2006.

Risorse per l'obiettivo Convergenza

Le risorse complessive destinate all'obiettivo "Convergenza" ammontano all'81,54 % delle risorse globali (ossia, in totale, a 251.163.134.221 Euro) e sono così ripartite tra le diverse componenti:

· il 70,51 % (ossia, in totale, 177.083.601.004 Euro) è destinato al finanziamento delle regioni il cui prodotto interno lordo (PIL) pro capite è inferiore al 75 % del PIL medio dell'UE a 25;

· il 4,99 % (ossia, in totale, 12.521.289.405 Euro) è destinato al sostegno transitorio e specifico delle regioni che sarebbero state ammissibili a titolo dell'obiettivo "Convergenza" se la soglia di ammissibilità fosse rimasta al 75 % del PIL medio dell'UE a 15, ma che hanno perso tale ammissibilità poiché il loro livello di PIL pro capite supera il 75 % del PIL medio dell'UE a 25;

· il 23,22 % (ossia, in totale, 58.308.243.811 Euro) è destinato al finanziamento degli Stati membri ammissibili al finanziamento del Fondo di coesione il cui reddito nazionale lordo (RNL) pro capite è inferiore al 90 % dell'RNL medio dell'UE a 25 e che hanno un programma per conformarsi alle condizioni di convergenza economica;

· l'1,29 % (ossia, in totale, 3.250.000.000 Euro) per il sostegno transitorio e specifico degli Stati membri ammissibili al finanziamento del Fondo di coesione nel 2006 e che avrebbero continuato ad essere ammissibili se la soglia di ammissibilità fosse rimasta al 90% dell'RNL medio dell'UE a 15, ma che hanno perso tale ammissibilità poiché il loro livello di RNL pro capite supera il 90 % dell'RNL medio dell'UE a 25.

Risorse per l'obiettivo Competitività regionale e occupazione

Le risorse complessive destinate all'obiettivo "Competitività regionale e occupazione" ammontano al 15,95 % delle risorse globali (ossia, in totale, a 49.127.784.318 Euro) e sono così ripartite tra le diverse componenti:

· il 78,86 % (ossia, in totale, 38.742.477.688 Euro) è destinato al finanziamento delle regioni il cui prodotto interno lordo (PIL) pro capite è superiore al 75 % del PIL medio dell'UE a 25;

· il 21,14 % (ossia, in totale, 10.385.306.630 Euro) è destinato al sostegno transitorio e specifico delle regioni il cui livello di PIL pro capite, supera il 75 % del PIL medio dell'UE a 15 che sarebbero state ammissibili a titolo dell'obiettivo "Convergenza" se la soglia di ammissibilità fosse rimasta al 75 % del PIL medio dell'UE a 15, ma che hanno perso tale ammissibilità a seguito.

Risorse per l'obiettivo Cooperazione territoriale europea

Le risorse complessive destinate all'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" ammontano al 2,52 % delle risorse globali (ossia, in totale, 7.750.081.461 Euro). Di queste risorse l'importo di 200 milioni di Euro è assegnato al Programma PEACE per il periodo 2007-2013 attuato come programma di cooperazione transfrontaliera al fine di favorire la stabilità socioeconomica nelle regioni interessate e promuovere la coesione tra comunità. La zona interessata comprende tutta l'Irlanda del Nord e le contee di frontiera dell'Irlanda. Il resto delle risorse destinate all'obiettivo, sono così ripartite tra le diverse componenti:

· il 73,86 % (ossia, in totale, 5.576.358.149 Euro) è destinato al finanziamento della cooperazione transfrontaliera in cui ricadono sia le regioni della Comunità (di livello NUTS 3) situate lungo tutte le frontiere terrestri interne e lungo talune frontiere terrestri esterne e sia le regioni (di livello NUTS 3) situate lungo le frontiere marittime separate da un massimo di 150 chilometri;

· il 20,95 % (ossia, in totale, 1.581.720.322 Euro) è destinato al finanziamento della cooperazione transnazionale delle zone ripartite per programma contenute negli elenchi di ammissibilità valido dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013;

· il 5,19 % (ossia, in totale, 392.002.991 Euro) è destinato al finanziamento della cooperazione interregionale, delle reti di cooperazione e dello scambio di esperienze sull'intero territorio della Comunità.

Altre risorse

Il Regolamento (CE) 1083/2006 prevede che uno Stato membro può istituire una riserva nazionale di efficacia ed efficienza per l' obiettivo "Convergenza" e/o per l'obiettivo "Competitività regionale e occupazione", pari, per ogni obiettivo, al 3 % della propria dotazione complessiva.

Lo stesso regolamento prevede inoltre che la Commissione può decidere di istituire una riserva per l'assistenza tecnica, stabilendo che i Fondi, entro un limite dello 0,25 % della dotazione annuale rispettiva, possono finanziare azioni di preparazione, sorveglianza, sostegno tecnico e amministrativo, valutazione, audit e controllo, necessarie all'attuazione del presente regolamento.

IL PROCESSO DI PROGRAMMAZIONE

 

Il processo di programmazione coinvolge la Commissione europea, le autorità nazionali e regionali e si fonda sulla realizzazione di programmi pluriennali (di iniziativa nazionale o di iniziativa comunitaria), definiti sulla base dell'individuazione delle priorità, al fine di promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della Comunità.

Per rispondere all'esigenza di semplificazione e decentramento, la programmazione e la gestione finanziaria, secondo il nuovo Regolamento (CE) 1083/2006, devono essere realizzate unicamente a livello di programmi operativi e di assi prioritari; vengono soppressi infatti il quadro comunitario di sostegno e il complemento di programmazione previsti dal regolamento (CE) n. 1260/1999 della precedente programmazione 2000-2006.

Il regolamento (CE) 1083/2006 relativo alle disposizioni generali sulla politica di coesione comunitaria, prevede un approccio strategico per la coesione. Stabilisce infatti a livello comunitario orientamenti strategici concisi per la coesione economica, sociale e territoriale, definendo un contesto indicativo per l'intervento dei Fondi, tenuto conto anche delle altre politiche comunitarie.

La Commissione propone, in cooperazione con gli Stati membri, gli orientamenti strategici comunitari per la coesione che vengono adottati entro il 1° febbraio 2007. Tali orientamenti, a seguito di eventuali cambiamenti rilevanti delle priorità della Comunità, possono essere oggetto, in cooperazione con gli Stati membri, di una revisione intermedia che però non obbliga gli Stati membri a rivedere i programmi operativi né i rispettivi quadri di riferimento strategici nazionali.

Gli Stati membri, entro cinque mesi dall'adozione degli orientamenti strategici comunitari per la coesione, elaborano e trasmettono alla Commissione un quadro di riferimento strategico nazionale (QSN) che deve assicurare la coerenza dell'intervento dei Fondi con gli orientamenti strategici comunitari e che identifica il nesso tra le priorità della Comunità, da un lato, e il proprio programma nazionale di riforma, dall'altro. La Commissione prende atto della strategia nazionale e dei temi prioritari prescelti per l'intervento dei Fondi e formula le sue osservazioni entro tre mesi.

Il quadro di riferimento strategico nazionale è preparato dallo Stato membro, e copre il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013. La sua attuazione è di competenza degli Stati membri al livello territoriale appropriato, secondo l'ordinamento di ciascuno Stato membro.

Nell'ambito del quadro di riferimento strategico nazionale le attività dei Fondi negli Stati membri sono svolte sotto forma di programmi operativi. Ciascun programma operativo si riferisce al periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2013 e viene redatto dalle singole Amministrazioni Titolari (ad es. Regioni, Ministeri, altri Enti Pubblici). Un programma operativo può riguardare solo uno dei tre obiettivi prioritari.

Le Amministrazioni Titolari presentano alla Commissione una proposta di programma operativo non oltre cinque mesi dall'adozione degli orientamenti strategici comunitari. La Commissione stabilisce se il programma operativo contribuisce alla realizzazione delle priorità del quadro di riferimento strategico nazionale e degli orientamenti strategici comunitari per la coesione. In caso di esito negativo la Commissione può invitare l'Amministrazione Titolare a rivedere il programma proposto.

La Commissione adotta ciascun programma operativo nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre quattro mesi dalla sua presentazione e non prima del 1° gennaio 2007.

IL PROCESSO DI ATTUAZIONE

Le norme che garantiscono il corretto funzionamento dei sistemi istituiti dalle Amministrazioni Titolari per la gestione e il controllo dei contributi concessi per nell'ambito dell'intervento dei Fondi strutturali, sono contenute, per la nuova programmazione (2007-2013), nel Regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione dell'8 dicembre 2006 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale. Il regolamento 1260/1999, che disciplinava la precedente programmazione (2000-2006) è abrogato dal 1° gennaio 2007.

La Commissione attraverso il Reg. (CE) 1083/2006 ha rafforzato il processo di decentramento delle responsabilità a favore dei partenariati, delle Regioni e delle altre Amministrazioni locali, attribuendo allo Stato membro una forte responsabilità nell'attuazione dei Programmi Operativi demandando a queste la responsabilità dell'impostazione e organizzazione dei sistemi di gestione e controllo nonché dell'esecuzione delle attività di controllo in modo inversamente proporzionale alla dimensione dei Programmi e al contributo dei Fondi Strutturali (proporzionalità del controllo).

Per ciascun programma operativo, lo Stato membro individua i seguenti organismi:

· un'autorità di gestione pubblica o privata, nazionale, regionale o locale, incaricato dall'Amministrazione Titolare di gestire il programma operativo;

· un'autorità di certificazione pubblica o un organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, incaricato dall'Amministrazione Titolare per certificare le dichiarazioni di spesa e le domande di pagamento prima dell'invio alla Commissione;

· un'autorità di audit, che può essere un'autorità pubblica o un organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, indipendente dall'autorità di gestione e dall'autorità di certificazione, incaricato dall'Amministrazione Titolare, per ciascun programma operativo della verifica dell'efficace funzionamento del sistema di gestione e di controllo.

La stessa autorità può essere designata per più di un programma operativo.

E' compito dell'Amministrazione Titolare definire le norme che disciplinano le sue relazioni con le suddette autorità e le relazioni di queste con la Commissione.

Data Ultimo Aggiornamento: 10/07/2007 4:53 PM
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