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Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020 (vigente)


Il “Quadro Finanziario Pluriennale” (QFP) fissa, per ciascun anno del periodo di programmazione, gli importi massimi degli stanziamenti di impegno del bilancio UE per singola rubrica di spesa (corrispondente ai grandi settori di intervento) mentre i massimali degli stanziamenti di pagamento sono definiti complessivamente per anno senza distinzione per rubrica. Il QFP ha una durata di norma settennale e viene adottato con Regolamento del Consiglio, in accordo con il Parlamento europeo. Stabilendo i limiti di spesa per ciascun anno e per singola rubrica, il QFP impone la disciplina di bilancio e garantisce l'ordinato andamento delle spese della UE, entro i limiti delle Risorse Proprie che finanziano il bilancio ed in linea con gli obiettivi politici definiti dal QFP. Mediante la fissazione dei massimali di spesa nel QFP si persegue anche l’obiettivo di ridurre il grado di conflittualità all’interno del negoziato per l’approvazione del bilancio annuale UE.


Le rubriche di spesa della UE e le principali aree di policy a cui ciascuna di essa si riferisce sono le seguenti:

1) Crescita intelligente e inclusiva
  1a) Competitività per la crescita e l'occupazione: sostegno alla ricerca e all'innovazione, investimenti nelle reti transeuropee e sviluppo delle piccole e medie imprese;
  1b) Coesione economica, sociale e territoriale: politiche per ridurre le disparità tra i livelli di sviluppo delle regioni della UE e sostenere la coesione;
2) Crescita sostenibile: risorse naturali: politica agricola comune (PAC), politica comune della pesca e politiche in materia di ambiente;
3) Sicurezza e cittadinanza: politiche legate all'asilo e alla migrazione; iniziative connesse alle frontiere esterne e alla sicurezza interna;
4) Europa globale: politiche della UE a livello internazionale. Sono compresi gli aiuti umanitari e l'assistenza allo sviluppo;
5) Amministrazione: spese amministrative delle istituzioni Europee;
6) Compensazioni: risorse per assicurare che la Croazia, nel primo anno successivo all'adesione alla UE, non contribuisca al bilancio comunitario più di quanto non ne benefici.





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