Le altre politiche

Intro


In Breve:

in questa sezione vengono trattate le cosiddette "altre politiche" nell'ambito delle quali opera la Comunità europea. In particolare sono trattate le politiche del mercato interno (politica industriale, protezione dei consumatori, concorrenza), le politiche settoriali (R&S tecnologico, reti transeuropee, trasporti, società dell'informazione, istruzione, formazione e cultura, gioventù, energia e ambiente) e le politiche esterne attuate dall'Unione europea (ACP, Balcani, ecc.).

Con la stesura, da parte della Commissione Europea, presieduta da Jaques Delors, del "Libro bianco sul completamento del mercato interno", avvenuta nel 1993, si gettano concretamente la basi per la costituzione del mercato unico interno. Il documento contiene infatti la definizione delle misure legislative necessarie ad eliminare ogni tipo di barriera fisica, fiscale, e tecnica agli scambi commerciali nella Comunità.

La costituzione del mercato unico ha permesso di ottenere il raggiungimento di quattro obiettivi essenziali, funzionali alla realizzazione di un mercato europeo, ovvero:

  • la libertà di circolazione delle merci;
  • la libertà di circolazione delle persone;
  • la libertà di circolazione dei servizi;
  • la libertà di circolazione dei capitali.

Per rendere effettivo il processo di unificazione la Comunità adotta inoltre interventi omogenei in settori strategici per lo sviluppo economico e civile. Il complesso delle politiche interne dell'Unione si è notevolmente esteso nel tempo e copre la quasi totalità dei settori della vita sociale ed economica dei suoi cittadini.

Attraverso le politiche settoriali infatti, con un ampio ventaglio di metodi e strumenti, la Comunità opera in ambiti essenziali quali l'agricoltura, la pesca, lo sviluppo industriale, le imprese, i trasporti, l'informazione, la ricerca, ecc..

Per quanto riguarda le relazioni esterne, negli ultimi anni l'Unione ha messo in campo ingenti risorse finanziarie per la loro gestione, sia nelle scelte di tipo commerciale, sia negli aiuti allo sviluppo o per far fronte a emergenze, sia infine in rapporti politici particolarmente importanti come quelli con i Paesi del Mediterraneo, dei Balcani e dell'Est europeo.

Il Trattato Cee prevede che l'Unione possa intrattenere relazioni con le organizzazioni internazionali, concludere accordi di associazione e di cooperazione, tariffari e commerciali. Accanto alla Politica Estera e di Sicurezza (PESC), si colloca il Processo di Allargamento dell'Unione ai Paesi del centro-est Europa.

La Comunità, inoltre opera all'esterno nell'ambito di altre politiche che hanno una notevole rilevanza sul piano internazionale. In particolare:

  • Aiuti umanitari;
  • Assistenza esterna;
  • Commercio estero;
  • Politica estera;
  • Sviluppo.

In evidenza


Bruxelles, 12 luglio 2007

ERASMUS MUNDUS II - IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NELL'ISTRUZIONE SUPERIORE

La Commissione europea ha adottato oggi una proposta volta a avviare la nuova generazione del programma Erasmus Mundus per il periodo 2009-13. Erasmus Mundus è stato inaugurato nel 2004 per promuovere l'istruzione superiore europea quale centro di eccellenza nel mondo. Nei tre primi anni accademici (2004-2006), più di 2.300 studenti hanno partecipato al programma e più di 1.800 hanno appena passato il processo di selezione per iniziare i loro studi in Europa nel settembre di quest'anno. Il nuovo programma Erasmus Mundus II prende le mosse da tali risultati ed intende diventare il programma di riferimento dell'UE per la cooperazione con i paesi terzi in questo ambito. In un arco di cinque anni poco più di 950 milioni di euro verranno messi a disposizione delle università europee e dei paesi terzi per partecipare assieme a programmi comuni o a partenariati di collaborazione e per concedere borse a studenti europei e di paesi terzi affinché acquisiscano un'esperienza di studio internazionale.

L'attuale programma Erasmus Mundus ha fatto buona prova di sé fin dalla sua inaugurazione nel 2004, incoraggiando la creazione di corsi di master di alta qualità in Europa e attirando nelle università europee studenti di vaglia di paesi terzi" ha affermato il commissario europeo responsabile per l'istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù, Ján Figel. "Erasmus Mundus ha recato un importante contributo alla modernizzazione delle università dell'UE in un contesto di globalizzazione dell'istruzione superiore contestualmente al processo di Bologna. Dobbiamo ora consolidare i risultati incoraggianti ottenuti dal programma in corso, ma dobbiamo anche fare un passo più in là e ampliare la portata del programma per far sì che Erasmus Mundus diventi il segno tangibile della cooperazione UE con i paesi terzi nel campo dell'istruzione superiore".

Questo nuovo approccio si traduce in un'intera gamma di nuove attività che comprendono programmi congiunti di dottorato, un accresciuto sostegno finanziario agli studenti europei nonché partenariati di collaborazione con determinate regioni del mondo che andranno a tutto vantaggio dei partecipanti.

Benita Ferrero-Waldner, Commissario europeo responsabile per le relazioni esterne e la politica europea di vicinato, ha affermato: "Negli ultimi anni Erasmus Mundus ha dimostrato di poter essere un forte strumento nel campo dell'istruzione superiore, in particolare dei programmi di master. Con Erasmus Mundus II vogliamo ora valorizzare appieno le potenzialità di cooperazione tra le università europee e quelle di paesi terzi di tutto il mondo: il nuovo programma estenderà la sua portata in termini di partecipanti, di offerta di programmi di istruzione superiore e di borse di studio. Esso potenzierà la qualità dell'istruzione superiore europea, promuoverà gli obiettivi UE in materia di politica esterna, sosterrà lo sviluppo sostenibile dei paesi terzi nel campo dell'istruzione superiore e incoraggerà il dialogo e la comprensione tra popoli e culture."

La proposta formulata oggi si basa sulle conclusioni di una valutazione interinale esterna del programma attuale, su una valutazione d'impatto ex-ante del nuovo programma proposto e su un'ampia consultazione dei principali attori, tra cui università, docenti e studenti. Dalla valutazione emerge che il programma attuale ha raggiunto in ampia misura i suoi obiettivi e si raccomanda con vigore che il programma venga continuato. Durante i primi tre anni accademici 2.325 studenti di paesi terzi provenienti da più di 100 paesi e 323 università, europee e non, hanno partecipato con successo al programma e altri 1.826 studenti arriveranno il prossimo settembre per iniziare i loro studi in Europa.

La Commissione ha perciò deciso di consolidare le attività in corso e, nel contempo di ampliarle e di aggiungere una nuova dimensione al programma. Le attività del nuovo programma saranno:

· il sostegno di programmi congiunti di eccellenza accademica a livello di master e di dottorato, compreso un programma di borse per studenti e studiosi di vaglia provenienti dall'UE e da paesi terzi;

· la promozione di partenariati tra le università europee e quelle di paesi terzi in determinate regioni del mondo quale base per una cooperazione strutturata, il trasferimento di know-how, lo scambio e la mobilità a tutti i livelli dell'istruzione superiore;

· il sostegno di misure atte ad accrescere l'attrattiva mondiale dell'Europa quale destinazione dove studiare.

Le principali novità del programma proposto sono:

· maggiori opportunità e una più grande varietà delle modalità di cooperazione istituzionale tra le università europee e quelle di paesi terzi nonché nell'ambito del programma di mobilità individuale;

· estensione di Erasmus Mundus agli studi di dottorato e, in parte, al livello prelaurea;

· un più forte sostegno finanziario agli studenti europei grazie all'offerta di borse di studio più attraenti.

Dopo aver adottato oggi il programma la Commissione negozierà la proposta con il Consiglio e con il Parlamento europeo. Il nuovo programma dovrebbe essere adottato nel 2008 ed entrare in vigore nel gennaio 2009 quando giungerà a scadenza il programma attuale. Questa concatenazione consentirà di evitare soluzioni di continuità nelle attività di cooperazione all'atto della transizione dal programma attuale a quello futuro.

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/education/programmes/mundus/index_en.html

FONTE: sito della Commissione europea

Bruxelles, 5 luglio 2007

VERSO UNA CARTA EUROPEA DEI DIRITTI DEI CONSUMATORI DI ENERGIA

Una nuova iniziativa volta a rafforzare i diritti dei consumatori di energia nell'UE è stata avviata in data odierna dalla Commissione europea in occasione della presentazione di una proposta relativa alla Carta dei consumatori di energia. La Carta intende definire i diritti dei consumatori nel settore della fornitura di energia elettrica e di gas con riferimento a contratti, informazioni, prezzi, composizione delle controversie e tutela in caso di pratiche commerciali sleali. Per la prima volta tutti i citati diritti saranno riportati in un unico documento. La Carta aiuterà i consumatori a decidere con cognizione di causa in merito alla scelta del fornitore quando esercitano i loro diritti nei mercati dell'elettricità e del gas aperti alla concorrenza - come avviene nella maggior parte degli Stati membri dell'UE dal 1º luglio 2007.

"I consumatori dell'UE ci chiedono di formulare una risposta europea comune alle sfide energetiche e climatiche", ha dichiarato Andris Piebalgs, Commissario responsabile per l'energia. "Oltre alla garanzia di un approvvigionamento energetico sostenibile, sicuro e competitivo, i cittadini europei si aspettano che l'UE si adoperi per la protezione dei loro diritti di consumatori in mercati liberalizzati che offrono una più ampia scelta di fornitori. È in questi casi che la Carta dei consumatori di energia diventa rilevante."

"La liberalizzazione di questi mercati rappresenta al contempo una sfida e un'opportunità per i consumatori europei", ha dichiarato Meglena Kuneva, Commissaria responsabile per la tutela dei consumatori. "Soltanto quando saremo riusciti a creare un mercato trasparente ed efficace nel quale i diritti dei consumatori sono pienamente garantiti e consumatori informati utilizzano le loro conoscenze per trarre vantaggio dalle offerte disponibili, potremo affermare che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo."

Nella comunicazione del 10 gennaio 2007 sulla politica energetica la Commissione ha ribadito il suo impegno a proteggere i consumatori nel settore dell'energia. I Ministri dell'energia e i capi di Stato dell'UE hanno anche sollecitato una migliore tutela dei consumatori in vista della piena liberalizzazione dei mercati europei dell'energia nel luglio 2007, che darà ai consumatori il diritto di scegliere il proprio fornitore .

Le direttive "Elettricità" e "Gas" (2003/54/CE e 2003/55/CE) sanciscono già diritti per i consumatori nel settore dell'energia, prevedendo specifiche salvaguardie per i cittadini vulnerabili, ma questi diritti devono essere chiariti in vista dell'apertura completa del mercato.

I consumatori hanno bisogno di informazioni chiare per scegliere tra i vari fornitori e della protezione da indebiti condizionamenti messi in atto tramite pratiche commerciali sleali volte a far loro cambiare fornitore o che rendono difficile questo cambiamento. Le procedure per il cambio di fornitore devono essere efficaci. E il rischio di "povertà energetica" deve essere contrastato proteggendo i cittadini particolarmente vulnerabili dagli aumenti dei prezzi dell'energia.

Verso una Carta europea dei diritti dei consumatori di energia

La Commissione ha individuato quattro grandi obiettivi sui quali la futura carta dovrebbe basarsi:

· protezione più efficace dei cittadini vulnerabili;

· migliore informazione dei consumatori;

· meno pratiche amministrative per cambiare fornitore;

· tutela dei consumatori dalle pratiche commerciali sleali.

I diritti dei consumatori sanciti dal progetto di Carta dovrebbe essere i seguenti:

· Connessione: il diritto di ricevere a titolo oneroso servizi regolari, prevedibili e sicuri di erogazione di energia elettrica e di gas.

· Fornitura: il diritto di cambiare fornitore di energia elettrica e di gas gratuitamente.

· Contratti: la Carta elenca gli elementi minimi che deve comprendere qualsiasi contratto stipulato con un fornitore di energia.

· Informazioni: sulla fornitura di energia, le condizioni contrattuali, i prezzi e le tariffe, le misure di efficienza energetica, l'origine e il metodo di produzione dell'energia elettrica.

· Prezzi: l'energia deve essere erogata a prezzi ragionevoli, facilmente e chiaramente comparabili e trasparenti.

· Misure di carattere sociale: fornire ai cittadini vulnerabili livelli minimi di servizi energetici (energia elettrica, riscaldamento e illuminazione) per evitare la "povertà energetica".

· Composizione delle controversie: il diritto a procedure di ricorso semplici e poco costose in caso di controversia.

· Pratiche commerciali sleali: vietate ai sensi della direttiva sulle pratiche commerciali sleali .

Fase successiva

Le parti interessate (rappresentanti dei consumatori, autorità di regolamentazione del settore energetico, Stati membri dell'UE, industria del gas e dell'elettricità) saranno consultate sugli elementi proposti nella Carta. Alla luce delle osservazioni raccolte, la Commissione redigerà successivamente il documento finale che le parti interessate firmeranno in occasione di una cerimonia ufficiale.

La cerimonia dovrebbe avere luogo all'inizio del mese di dicembre 2007.

Il testo della comunicazione della Commissione europea "Verso una Carta europea dei diritti dei consumatori di energia" e l'invito a partecipare alla consultazione pubblica è disponibile all'indirizzo seguente:

http://ec.europa.eu/energy/energy_policy/consumers/index_en.htm

Per maggiori informazioni sulla direttiva che vieta le pratiche commerciali sleali:

http://ec.europa.eu/consumers/cons_int/safe_shop/fair_bus_pract/index_fr.htm

Per maggiori informazioni sulla politica energetica dell'UE, in particolare il testo della comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2007 intitolata "Una politica dell'energia per l'Europa":

http://ec.europa.eu/energy/energy_policy/documents_en.htm

FONTE: sito della Commissione Europea