Il Bilancio comunitario

Intro


In Breve:

Il bilancio comunitario prevede ed autorizza preventivamente, ogni anno, le entrate e le spese della Comunità. In questa area tematica sono enunciate le disposizioni finanziarie di riferimento che stabiliscono i principi generali che inquadrano la procedura di bilancio, il finanziamento del bilancio (sistema delle risorse proprie), lo svolgimento della procedura di bilancio (autorità competenti e relative scadenze), l'esecuzione ed il controllo del bilancio (principio della buona gestione finanziaria), il nuovo Quadro finanziario pluriennale riferito al periodo 2014-2020.

 Il Bilancio generale dell'Unione Europea è l'atto che autorizza il finanziamento annuale di tutte le attività comunitarie (interne ed esterne). La sua compilazione e approvazione è regolamentata da una procedura complessa che copre oltre la metà dell'anno (da febbraio a dicembre) che precede l'esercizio cui si riferisce e che vede coinvolti la Commissione europea, il Parlamento europeo ed il Consiglio dei Ministri UE.

Il procedimento inizia a febbraio, con la presentazione da parte dell'Autorità di bilancio (Consiglio e Parlamento europeo) degli orientamenti che si intendono seguire per l’approvazione del Bilancio di previsione. Segue la presentazione, da parte della Commissione, della proposta di bilancio su cui esprimono la loro posizione prima il Consiglio e dopo il Parlamento europeo.

Nel caso (molto probabile) di difformità di posizione tra le due Autorità di bilancio, inizia un negoziato che, con l'ausilio di vari "Triloghi" (incontri con la presenza anche della Commissione europea) e mediante l’apposita procedura di Conciliazione prevista dal Trattato, dovrebbe consentire di arrivare in dicembre all'adozione finale del Bilancio di previsione, da parte del Parlamento europeo, a seguito dell’accordo raggiunto con il Consiglio.

Dopo l’approvazione del bilancio, in caso di circostanze inevitabili, eccezionali o impreviste, si può ricorrere a Bilanci Rettificativi che sono soggetti alle stesse norme di procedura del Bilancio generale.

Le disposizioni normative generali che disciplinano tutta la "procedura di bilancio" sono contenute principalmente nel Trattato, nel Regolamento sul Quadro finanziario pluriennale, nell'Accordo Interistituzionale di dicembre 2013 sulla disciplina e procedura di bilancio e nel Regolamento Finanziario applicabile al bilancio generale.

In base ai Trattati ed al Regolamento finanziario, il Bilancio dell'Unione deve osservare i principi di unità, veridicità, annualità, universalità, specialità, trasparenza, buona gestione finanziaria, unità di conto, nonché, trattandosi di un bilancio a finanza derivata, quello di equilibrio.

Il Bilancio di previsione comunitario è formato da uno stato di previsione della spesa per ciascuna delle dieci Istituzioni (limitato alle spese di funzionamento e di personale) ed uno stato di previsione delle entrate e delle spese della Commissione (c.d. “bilancio operativo”). Lo stato di previsione della spesa della Commissione è presentato per attività (33 più le riserve), ovvero per settori di spesa e per obiettivi. Ciò significa che ogni settore avrà una dotazione finanziaria generale che coprirà sia le spese operative che quelle di gestione e di personale.

Tutte le spese sono fissate tenendo conto delle dotazioni finanziarie indicate nel Quadro finanziario pluriennale che prevede i limiti massimi di spese che possono essere iscritte nel Bilancio di previsione annuale. Per il periodo 2014-2020, dopo l’accordo politico raggiunto al Consiglio Europeo di febbraio 2013, tali massimali di spesa sono fissati nel Regolamento del Consiglio n. 1311 del dicembre 2013.

Nel Bilancio annuale occorre anche rispettare la programmazione finanziaria pluriennale dei vari programmi oltre che un ordinato ed armonico rapporto tra impegni e pagamenti. Su questi ultimi si concentra maggiormente l'attenzione dell'Autorità di bilancio (Consiglio e Parlamento europeo), giacché è in base ad essi che gli Stati membri versano le proprie contribuzioni al Bilancio comunitario.

Il Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 è strutturato in sei Rubriche di spesa (la sesta, quella sulle Compensazioni, prevede dotazioni sino al 2014) ovvero:

Rubrica 1. Competitività per la crescita e l'occupazione (1a) e coesione economica e sociale (1b).

Rubrica 2. Conservazione e gestione delle risorse naturali (agricoltura e ambiente).

Rubrica 3. Sicurezza e Cittadinanza.

Rubrica 4. L'Unione Europea nel contesto globale.

Rubrica 5. Amministrazione.

Rubrica 6. Compensazioni.

Il finanziamento delle spese iscritte nel Bilancio comunitario è garantito dalle entrate che sono messe a disposizione dagli Stati membri, le cosiddette "Risorse Proprie.

Esse sono composte da:

- Risorse Proprie Tradizionali (diritti doganali e contributo alla produzione dello zucchero);

- Risorsa IVA, determinata dall’applicazione di un'aliquota uniforme valida per tutti gli Stati membri sulle basi imponibili nazionali armonizzate;

- Risorsa RNL (o risorsa complementare), commisurata alla quota RNL di ciascuno Stato membro e destinata a finanziare, in forma residuale, la quota delle spese comunitarie non coperte dalle precedenti Risorse.

Il Bilancio attualmente in esecuzione è quello riferito all'esercizio 2014 ed è il primo che fa riferimento al Quadro finanziario 2014-2020. Detto Bilancio, in volume globale, prevede stanziamenti d'impegno per 142,6 miliardi di euro e 135,5 miliardi di euro per stanziamenti di pagamento, pari allo 0,99% del RNL dell’UE.

Il Bilancio comunitario, una volta adottato, viene eseguito dalla Commis sione e dalle altre Istituzioni. La Corte dei conti europea esprime un giudizio sul regolare svolgimento di tale gestione mediante un’apposita Relazione annuale. In base a tale Relazione, il Consiglio Ecofin approva ed invia al Parlamento europeo una Raccomandazione di scarico. Tale ultima Istituzione può concedere o meno il discarico dei conti alla Commissione europea sull’esecuzione del bilancio.

In evidenza

Bruxelles, 9 luglio 2007

APPALTI E AIUTI ESTERNI: LE INDAGINI DELL'OLAF SI CONCENTRANO ULTERIORMENTE SU SETTORI CRITICI DEL BILANCIO DELL'UE

Centri di istruzione in Bolivia finanziati ma mai costruiti, un contabile che sottrae fondi destinati a canoni di locazione fittizi in una delegazione della Commissione, agricoltori che chiedono sovvenzioni per agrumi mai raccolti, importatori che evadono milioni di euro di dazi antidumping sull'importazione di biciclette cinesi nell'UE: sono soltanto quattro esempi della grande varietà di casi nei quali l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) è intervenuto nel 2006. L'OLAF ha presentato oggi a Bruxelles la nuova relazione annuale di attività, in cui illustra il suo lavoro all'interno e all'esterno dell'UE in 18 casi tipo e presenta numerose tabelle statistiche. Alla fine del 2006, le indagini dell'OLAF riguardavano in tutto 431 casi.

"Gli appalti, in tutti i possibili contesti, e gli aiuti esterni rimangono settori particolarmente critici per il bilancio dell'UE", ha affermato il direttore generale dell'OLAF Franz-Hermann Brüner in occasione della presentazione della nuova relazione sull'attività dell'OLAF (OLAF Activity Report) a Bruxelles. "Ecco perché nei prossimi anni dedicheremo alle indagini in questi settori una parte ancora più consistente delle nostre risorse", ha spiegato, aggiungendo: "Ma è un compito che non possiamo affrontare da soli: affinché la sua azione abbia successo è fondamentale che l'OLAF, nel suo impegno per proteggere gli interessi finanziari dell'Unione europea contro la frode, la corruzione, il contrabbando e altre attività criminose, possa continuare a contare sulla stretta collaborazione dei suoi partner operativi negli Stati membri e al di fuori di essi".

All'interno e all'esterno delle istituzioni dell'UE, l'OLAF ha la responsabilità di trattare efficacemente le nuove informazioni su potenziali casi di irregolarità, frode o corruzione: il volume delle informazioni ricevute dall'Ufficio è continuamente aumentato, dalle 529 del 2002 al record di 826 nel 2006. Alla fine dell'anno, l'OLAF stava indagando su un totale di 431 casi.

Se l'effetto preventivo dell'azione dell'OLAF non può essere misurato in cifre, nel 2006 è stato recuperato un importo superiore a 450 milioni di euro nell'ambito dei casi trattati: questa somma è il risultato dei casi che l'OLAF ha chiuso nel 2006 (circa 114 milioni di euro) più le azioni che erano in fase di verifica alla fine dell'anno (circa 336 milioni di euro). L'impatto finanziario complessivo di tutti i casi indagati dall'OLAF dalla sua creazione, nel 1999, è stimato a più di 7,3 miliardi di euro.

Nel 2006 l'OLAF ha potenziato la sua strategia per concentrasi su casi gravi e complessi di frode, sia all'interno delle istituzioni e delle agenzie, sia nei settori sensibili del bilancio dell'UE. La riorganizzazione dell'Ufficio avvenuta nel 2006 riflette questo continuo impegno sui suoi compiti strategici: la nuova struttura prevede due direzioni operative e di inchiesta, di cui una si occupa delle indagini interne alle istituzioni e ad altri organi dell'UE e delle frodi nei programmi di spesa gestiti direttamente dalle istituzioni europee, l'altra dei settori del bilancio comunitario in cui le responsabilità sono ripartite tra la Commissione e gli Stati membri, come le risorse proprie, l'agricoltura e le azioni strutturali. Una terza direzione fornisce sostegno operativo specialistico, ad esempio per le analisi e le consulenze giuridiche in materia di diritto penale, e l'infrastruttura per le operazioni congiunte nel settore doganale.

Indagini interne

Per quanto riguarda le irregolarità all'interno delle istituzioni europee e in altri organi come le agenzie UE, alla fine del 2006 l'OLAF stava indagando in tutto su 69 casi, che corrispondono al 16% di tutti i casi sotto inchiesta all'epoca.

Le cifre e i dati forniti indicano chiaramente con quanta serietà l'OLAF, e le istituzioni europee in generale, si occupano delle irregolarità, delle frodi e della corruzione. Mostrano inoltre che l'azione congiunta dell'OLAF e dei suoi partner operativi nazionali e internazionali, come Eurojust ed Europol o l'ONU e la Banca mondiale, non dev'essere attenuata ma anzi ulteriormente rafforzata.

Una volta all'anno l'Ufficio europeo per la lotta antifrode pubblica una relazione sulle attività operative indipendenti svolte nell'anno precedente. Tale relazione va distinta da quella annuale della Commissione europea, "Tutela degli interessi finanziari delle Comunità e lotta contro la frode - Relazione annuale", che viene pubblicata contemporaneamente.

FONTE: sito della Commissione Europea


Bruxelles, 9 luglio 2007

TUTELA DEGLI INTERESSI FINANZIARI DELL'UNIONE: INTENSIFICARE LA COOPERAZIONE CON GLI STATI MEMBRI

La Commissione europea ha pubblicato quest'oggi la relazione annuale 2006 sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e sulla lotta contro le frodi. Si tratta di un settore per il quale la competenza è divisa fra la Commissione e gli Stati membri. La relazione illustra i principali provvedimenti assunti nel 2006 dagli Stati membri e dalla Commissione per migliorare la prevenzione e l'azione di contrasto delle frodi. Una valutazione statistica di tutte le irregolarità comunicate alla Commissione dagli Stati membri evidenzia che il numero totale di irregolarità è cresciuto nei settori dell'agricoltura, della coesione e dei fondi preadesione, mentre è sceso nel campo delle risorse proprie e dei fondi strutturali. Nonostante ne siano state notificate oltre 12 000, resta prioritario l'obiettivo di accelerare e migliorare la segnalazione delle irregolarità.

Il vicepresidente Siim Kallas, commissario responsabile per l'amministrazione, l'audit e la lotta antifrode, ha dichiarato: "Una buona circolazione delle informazioni tra gli Stati membri e la Commissione è fondamentale per un'efficace azione comune di lotta contro le frodi". Ha poi aggiunto: "Per questo è talmente importante che gli Stati membri comunichino tempestivamente tutti i loro sospetti. Molti lo fanno, ma alcuni possono ancora migliorare la loro collaborazione." Ed ecco la conclusione del vicepresidente Kallas: "Non vi è motivo per sottrarsi alla trasparenza: notificare un gran numero di irregolarità può costituire un ottimo indicatore della completezza ed efficacia dei controlli."

Quest'anno la relazione sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e sulla lotta antifrode pone l'accento sull'analisi di rischio e sulla gestione dei rischi, sulle banche dati di interdizione e sugli strumenti di allerta precoce/denuncia di irregolarità. La relazione analizza i sistemi di allarme fondati su informatori interni negli Stati membri e presso le istituzioni europee, i quali forniscono informazioni iniziali in grado di innescare ulteriori indagini. All'altro estremo della procedura di indagine, la relazione esamina le iniziative prese per migliorare il recupero delle somme non riscosse o pagate erroneamente, nonché i meccanismi di recupero tramite compensazione vigenti negli ordinamenti nazionali. La relazione contiene poi informazioni in merito agli importi recuperati e alle correzioni finanziarie operate, in particolare qualora un pagamento non fosse stato effettuato in conformità delle norme comunitarie.

Cifre dettagliate per settore e per paese

Nell'allegato statistico della relazione figurano cifre dettagliate per settore e per Stato membro. In materia di risorse proprie, il numero di casi di frode e di irregolarità individuati e segnalati (casi per un ammontare superiore a 10 000 euro) era sceso del 12% nel 2005, ma gli importi in questione erano saliti di oltre il 7% (da 328 milioni di euro a 353 milioni). Nel 2006, i beni per i quali si registrano le maggiori irregolarità sono televisori, tabacco e derivati, oli e grassi, e i paesi d'origine più frequenti sono la Cina, gli Stati Uniti, il Giappone, il Brasile e la Corea del Sud.

Nel campo della spesa agricola, il numero di irregolarità segnalate è salito del 3% rispetto all'anno precedente. Gli importi complessivi coinvolti nel 2006 sono scesi del 15%, attestandosi su 87 milioni di euro. Il numero più elevato di irregolarità segnalate riguarda lo sviluppo rurale, il settore bovino e gli ortofrutticoli. L'incidenza stimata delle frodi è rimasta sostanzialmente stabile. Insieme questi tre settori totalizzavano quasi il 60% del numero complessivo di irregolarità segnalate e quasi il 70% delle somme complessive in causa.

Nel settore delle misure strutturali (compreso il Fondo di coesione), il numero di irregolarità comunicate nel 2006 è sceso del 10% rispetto all'anno precedente, mentre l'incidenza finanziaria è salita del 17% e ha raggiunto, lo scorso anno, 703 milioni di euro. Come negli anni precedenti, la maggior parte delle irregolarità (circa il 75%) riguardano il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo. L'incidenza stimata della frode è in calo rispetto al 2005.

Quanto ai fondi preadesione, il numero di irregolarità è cresciuto del 13,6%. L'impatto finanziario presunto delle irregolarità ha segnato un incremento per PHARE e SAPARD, ma una flessione per ISPA (passando da 6,9 milioni di euro nel 2005 a 1,2 milioni nel 2006). Per il 2006 l'ammontare complessivo delle irregolarità segnalate è sceso del 26%, attestandosi su 12,318 milioni di euro (contro 16,7 milioni nel 2005). L'incidenza stimata della frode è in calo rispetto al 2005.

FONTE: sito della Commissione europea

Risultati della lotta antifrode nel 2006

Settore

Numero di irregolarità notificate

% stimata*

di frode nelle irregolarità

Incidenza finanziaria stimata

della frode presunta
(milioni di €)

% stimata degli stanziamenti totali oggetto di frode

Risorse proprie

5 243

22%

134,39

0,94% dell'importo complessivo di risorse proprie nel 2006**

FEAOG-Garanzia

3 249

10%

29,8

0,06% del totale dei fondi assegnati

Fondi strutturali e di coesione

3 216

16,6%

157,56

0,41% del totale dei fondi assegnati

Misure preadesione

384

14,63%

1,57

0,03% del totale dei fondi assegnati***

* Le stime si fondano sulle informazioni comunicate dagli Stati membri per i casi di frode presunta (che spesso non sono ancora confermati da una sentenza definitiva) e vanno considerate con cautela.

** La percentuale è calcolata in base alla stima delle risorse proprie tradizionali nel bilancio generale 2006, non già sulla scorta dei riscontri contabili.

*** Percentuale dei sospetti di frode nel periodo 2000-2006 rispetto al volume complessivo dei fondi erogati nell'arco del periodo.

Contesto

La legislazione comunitaria obbliga gli Stati membri a comunicare le frodi e altre irregolarità che ledono gli interessi finanziari in tutti i settori d'attività comunitaria. L'immagine che emerge dalle statistiche non è però completa, in quanto la Commissione è costretta a dipendere dalla comunicazione dei casi da parte degli Stati membri. È necessario distinguere tra frode e irregolarità: per frode si intende un'irregolarità commessa intenzionalmente, che costituisce un reato che solo un giudice è abilitato a definire tale. L'incidenza finanziaria reale della frode può essere quantificata solo al termine del procedimento giudiziario.

La relazione e i relativi allegati possono essere consultati sul sito seguente:

EUROPEAN ANTI-FRAUD OFFICE

La relazione è pubblicata contestualmente alla relazione annuale sulle attività operative dell'OLAF, a cura dell'Ufficio europeo di lotta antifrode e disponibile sul medesimo sito Internet.