L'Unione Europea

Intro


In Breve:

In questa area tematica viene ripercorsa la storia dell'Unione Europea attraverso le tappe storiche che ne hanno determinato la nascita, l'evoluzione e l'allargamento, con attenzione ai trattati, alla legislazione, alle istituzioni e al loro funzionamento. Sono trattate inoltre le fasi che hanno portato all'unificazione monetaria.

Il processo di integrazione europea nasce come reazione alle devastazioni causate in Europa dalle due Guerre Mondiali che avevano visto gli Stati europei divisi in blocchi belligeranti contrapposti.

Matura in questo contesto storico la convinzione che solo attraverso la cooperazione tra gli Stati dell'Europa si sarebbero potute evitare nuove guerre e si sarebbe potuta garantire una pace durevole tra i paesi europei unendoli non solo politicamente ma anche economicamente. Nasce quindi forte l'interesse comune per la cooperazione in campo economico.

I suoi Stati membri hanno creato una serie di istituzioni comuni a cui delegano una parte della loro sovranità in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello europeo.

L'Unione europea nasce con tre obiettivi:

  • la coesione: promuovere uno sviluppo della comunità attraverso un'azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica e sociale, riducendo il divario tra i livelli di sviluppo;
  • la convergenza: attuare un processo che conduce alla coesione, un processo di sviluppo nelle aree in ritardo, che consenta loro di colmare il gap rispetto alle altre aree e di competere nei mercati globali;
  • l' integrazione: costruire un'architettura istituzionale che può assicurare l'efficienza dei meccanismi che governano le decisioni per ciò che riguarda le politiche comunitarie. L'integrazione economica e politica tra gli Stati membri dell'Unione europea comporta l'obbligo per questi paesi di prendere decisioni congiunte su molte questioni. Essi hanno pertanto elaborato politiche comuni in molteplici settori: dall'agricoltura alla cultura, dalla tutela dei consumatori alla concorrenza, dall'ambiente ed energia ai trasporti e agli scambi.

L'Unione europea si fonda sul principio dello stato di diritto. Ciò significa che qualsiasi azione da essa intrapresa deriva dai trattati, che vengono concepiti e approvati in modo volontario e democratico da tutti gli Stati membri. Il suo assetto istituzionale e le sue competenze sono perennemente in divenire.

  • In evidenza


    Riformare l'Europa per il 21° Secolo - La commissione adotta formalmente il suo parere prima della conferenza intergovernativa

    Bruxelles, 10 luglio 2007
    La Commissione europea ha emesso il suo parere formale quest'oggi, prima dell'avvio della conferenza intergovernativa. Nel testo, intitolato "Riformare l'Europa per il 21° secolo", la Commissione esamina secondo quali modalità un trattato di riforma che rispetti il mandato concordato nell'ultimo Consiglio europeo riuscirà a rispondere alle sfide strategiche e politiche cui l'Europa deve far fronte attualmente. Essa illustra poi i benefici che un trattato di riforma porterà per i cittadini dell'Unione. La Commissione si rallegra della convocazione della conferenza intergovernativa e sottolinea che l'Europa ha bisogno di un trattato di riforma, che sarà necessario siglare e ratificare prima delle prossime elezioni europee, indette per il giugno 2009.

    Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha dichiarato:"L'accordo raggiunto nell'ultimo vertice del Consiglio europeo impartisce un mandato chiaro e preciso per i nostri lavori. Un mandato non costituisce però un trattato. Abbiamo ora bisogno di mantenere la dinamica e di garantire che il trattato di riforma venga adottato il più rapidamente possibile. Dobbiamo cogliere l'occasione per introdurre cambiamenti effettivi. Dobbiamo altresì restare vigilanti affinché tutte le innovazioni e tutti i progressi inseriti nel mandato della CIG trovino pieno riscontro nella formulazione del trattato. Esiste un forte consenso politico affinché gli obiettivi e il contenuto del mandato della CIG siano rispettati e non vengano rimessi in discussione. La Commissione terrà fede a questo impegno."

    Secondo Margot Wallström, vicepresidente responsabile per le relazioni istituzionali e la comunicazione: "Le innovazioni strategiche che il trattato di riforma comporterà - in materia di energia, immigrazione, cambiamento climatico e sicurezza - costituiscono una risposta positiva alle aspettative dei cittadini nei confronti dell'Unione. Il nuovo trattato migliorerà inoltre la democrazia e la trasparenza nell'UE. Le deliberazioni del Consiglio saranno pubbliche;il ruolo del Parlamento europeo sarà potenziato. L'iniziativa dei cittadini permetterà, per la prima volta, l'esercizio della democrazia partecipativa a livello dell'Unione. Grazie al maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali, i problemi europei avranno un peso maggiore e saranno più presenti nei dibattiti politici nazionali."

    A giudizio della Commissione, l'Europa deve dar prova della capacità di perseguire una politica che sappia tener conto delle aspettative e delle aspirazioni dei cittadini: è la visione di un'Europa disposta a cooperare per costruire un futuro comune. Se l'Unione europea vuole realizzare le proprie potenzialità, ha bisogno di ammodernarsi e riformarsi.

    La Commissione è persuasa che il mandato della CIG concordato nel Consiglio europeo del 21-22 giugno 2007 rappresenti un punto di equilibrio tra ambizione e realismo e sia in grado di offrire all'Unione europea una base istituzionale e politica solida per realizzare le aspirazioni dei suoi cittadini. Il mandato della CIG offre i presupposti adeguati per una conferenza intergovernativa che riesca a lavorare in modo spedito ed efficiente, onde varare un trattato che possa essere ratificato rapidamente.

    Nel parere della Commissione vengono evidenziati i miglioramenti che un trattato di riforma conforme al mandato impartito potrà apportare all'Unione e ai suoi cittadini.

    - Un'Europa più democratica e trasparente con un ruolo potenziato del Parlamento europeo e delle assemblee nazionali; una maggiore trasparenza nel Consiglio; un diritto di iniziativa che permetta a un milione di cittadini di chiedere che la Commissione presenti proposte di cui essi intendono farsi promotori; infine, una comprensione più chiara della ripartizione delle competenze tra la sfera europea e i livelli nazionali.

    - Un'Europa più fattiva, con istituzioni e metodi di lavoro più razionali ed efficienti. Nel suo parere, la Commissione illustra come il trattato di riforma permetterà di modernizzare le istituzioni che operano per un'Unione di 27 Stati membri, accelerando il processo decisionale, migliorando la capacità di azione nei settori di massima priorità per l'Unione, semplificando e rendendo più eque le modalità di votazione, e snellendo infine l'impianto istituzionale.

    - Un'Europa di diritti e valori, solidarietà e sicurezza, che persegua in modo chiaro i propri obiettivi; una Carta dei diritti fondamentali in grado di coniugare diritti civili, politici, economici e sociali che l'Unione deve impegnarsi a rispettare;una maggiore solidarietà e sicurezza in settori come la politica energetica, il cambiamento climatico, la protezione civile, gli aiuti umanitari e la pubblica sanità; infine un rafforzamento delle competenze dell'Unione in materia di libertà, sicurezza e giustizia.

    - L'Europa deve anche potenziare il proprio ruolo sulla scena internazionale, raggruppando gli strumenti comunitari di politica esterna, a livello di definizione strategica non meno che di intervento operativo. Il trattato di riforma permetterà all'Europa di esprimere una posizione chiara nelle relazioni con tutti i partner a livello mondiale, di imprimere maggiore coerenza tra i vari settori della politica esterna dell'Unione, grazie a un nuovo assetto istituzionale, e di puntare sulla propria forza economica, politica e diplomatica per promuovere gli interessi e i valori dell'Unione su scala mondiale.

    Nella sua conclusione, la Commissione sottolinea che un trattato di riforma impostato su queste basi permetterà all'Unione di segnare una svolta, di offrire agli europei maggiore sicurezza e prosperità e di attrezzarli per plasmare la globalizzazione. La Commissione esorta tutti i partecipanti alla conferenza intergovernativa a creare le condizioni idonee affinché l'adozione e la ratifica del trattato di riforma possano intervenire prima delle elezioni europee convocate per giugno 2009.

    Contesto

    Nel Consiglio europeo del 21-22 giugno 2007 i capi di Stato e di governo hanno deciso di convocare una conferenza intergovernativa. È stato concordato un mandato con precise istruzioni per l'elaborazione di un trattato di riforma che modifichi il trattato sull'Unione europea e il trattato istitutivo della Comunità europea.

    Prima dell'avvio della conferenza intergovernativa, la Commissione presenta formalmente il suo parere ai sensi dell'articolo 48 del trattato sull'Unione europea.

    La presidenza portoghese ha annunciato la propria intenzione di avviare la conferenza intergovernativa nel Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 23-24 luglio 2007.

    FONTE: sito della Commissione europea.

  • La legislazione dell'UE in versione multilingue consolidata è ora disponibile presso la casa editrice dell'Unione Europea

    Bruxelles, 6 luglio 2007

    L'Ufficio delle pubblicazioni dell'UE completa il consolidamento del diritto derivato, noto anche come "acquis comunitario", in 19 delle 20 lingue che erano già ufficiali prima dell'ampliamento del 2007.

    Rendere il diritto comunitario trasparente e accessibile fa parte del piano d'azione "Legiferare meglio" della Commissione europea. La legislazione in vigore nell'UE è stata a tal fine consolidata in meno di 3000 atti. Pur giuridicamente non vincolanti, essi tracciano però un quadro complessivo e aggiornato della vigente legislazione UE.

    "Il consolidamento degli atti giuridici, l'integrazione cioè nelle disposizioni dello strumento originale di tutti i successivi emendamenti, è fondamentale - sostiene il commissario Orban, responsabile del multilinguismo - perché la legislazione dell'UE sia aggiornata, chiara e di facile applicazione per l'utente".

    E per il vicepresidente Verheugen, Commissario alle imprese e all'industria, "si tratta di un ulteriore progresso verso la meta del "Legiferare meglio" e di un contesto normativo europeo coerente, efficace, agile. "Legiferare meglio" non è un piano fine a sé stesso ma un meccanismo essenziale della nostra Strategia per la crescita e l'occupazione. Lo scopo è quello di creare condizioni che permettano all'economia europea di essere pronta per il futuro, competitiva e forte."

    Essendo un resoconto chiaro e immediatamente utilizzabile della legislazione, gli atti consolidati rappresentano un vantaggio importante sia per i cittadini, che per le imprese e le amministrazioni. Disponibili in 19 lingue, tra breve lo saranno anche in maltese ed esistono già alcuni testi in bulgaro e rumeno.

    Si tratta di un lavoro incessante, con il controllo quotidiano della Gazzetta ufficiale per reperirvi la legislazione che modifica gli atti e aggiorna quelli consolidati. Il consolidamento apre la strada alla codifica (alla conversione, cioè, in atti giuridici), attraverso il normale processo interistituzionale di approvazione, che semplifica senza cambiare la legislazione interessata.

    I testi consolidati si trovano su EUR-Lex:

    http://eur-lex.europa.eu/it/legis/avis_consolidation.htm.

    EUR-Lex elenca tutti gli atti usati per i testi consolidati, completandoli con dati di identificazione degli atti originali e di quelli rettificativi.

    L'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee pubblica in più di 23 lingue e registra una richiesta crescente per altre lingue.

    L'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee è la casa editrice dell'Unione europea. La sua missione è diffondere le pubblicazioni e le informazioni a tutti i media e in tutti i formati a nome delle Istituzioni, delle Agenzie e degli altri Organi europei.

    FONTE: sito della Commissione europea

  • Approfondimenti


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