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I debiti commerciali delle Pubbliche Amministrazioni

enti_pubblici_registrati

ENTI PUBBLICI REGISTRATI
22.200

atture_registrate

NUMERO FATTURE REGISTRATE
27,9 mln

totale liquidabile

IMPORTO TOTALE LIQUIDABILE
148,8 mld

fatture_pagate

FATTURE PAGATE
24,7 mln

importo_pagato

IMPORTO PAGATO
142,7 mln

tempo_medio_pagamento

TEMPO MEDIO DI PAGAMENTO
45 giorni

tempo_medio_ritardo

TEMPO MEDIO DI RITARDO
-3 giorni

Intro


Tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento, ad eccezione degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in 60 giorni. Il rispetto di queste scadenze è un fattore di cruciale importanza per il buon funzionamento dell’economia nazionale e rientra nel rispetto delle direttive europee in materia di pagamenti dei debiti commerciali, su cui la Commissione Europea effettua un puntuale e rigoroso controllo. Negli ultimi anni, anche grazie all’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015, il numero delle pubbliche amministrazioni che paga i fornitori con tempi medi più lunghi di quelli previsti dalla normativa vigente si è gradualmente e progressivamente ridotto.

Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato svolge un ruolo primario nel monitoraggio dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, attraverso l’utilizzo del sistema informatico denominato Piattaforma dei crediti commerciali (PCC), realizzata e gestita dallo stesso Dipartimento, che rileva le informazioni sulle singole fatture ricevute dalle oltre 22.200 amministrazioni pubbliche registrate.

La Piattaforma acquisisce in modalità automatica, direttamente dal Sistema di Interscambio dell’A genzia delle Entrate (SDI), tutte le fatture elettroniche emesse nei confronti delle PA e registra i pagamenti effettuati e comunicati dalle singole amministrazioni. Nell’ottica di potenziare il sistema di monitoraggio dei debiti commerciali, per consentire l’acquisizione automatica, non solo delle fatture commerciali emesse verso le Pubbliche Amministrazioni, ma anche dei pagamenti effettuati dalle PA, è stato realizzato, a partire da gennaio 2018 (a regime dal 2019), un potenziamento del sistema informativo, denominato“ Siope Plus” .

In evidenza


Le stime dei tempi di pagamento delle fatture commerciali relative all’anno 2020 confermano sostanzialmente le indicazioni di trend già emerse dalle precedenti elaborazioni, riferite al quinquennio precedente, aggiornate a giugno 2020 (link precedente focus). Alla luce dei dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC) aggiornati ad aprile 2021, le pubbliche amministrazioni hanno ricevuto, nel corso del 2020, circa 27,9 milioni di fatture, con tempi di pagamento (calcolati tenendo conto anche delle code dei pagamenti non ancora effettuati al 31 marzo del 2021) in media in anticipo di 3 giorni rispetto ai termini previsti dalla legge. Tale dato segnala un significativo miglioramento rispetto ai tempi medi di ritardo stimati per le fatture del 2019 (1 giorno) e del 2018 (8 giorni). Corrispondentemente, i tempi medi di pagamento sono passati da 55 giorni del 2018 a 45 giorni del 2020 e la quota delle fatture pagate nei termini da 64,9% al 74,1%.

I risultati positivi, riscontrati nel triennio di osservazione, danno evidenza dell'efficacia degli interventi normativi ed amministrativi adottati, assieme alla continua attività di sensibilizzazione al rispetto dei tempi di pagamento e corretta implementazione delle informazioni nei sistemi informatici. Riguardo a quest'ultimo aspetto, occorre segnalare gli ulteriori progressi compiuti nell'implementazione del sistema di monitoraggio dei debiti commerciali delle PA che, nel 2019, si è avvalso a pieno dell'operatività di SIOPE Plus, consentendo, per la gran parte degli enti pubblici, l'acquisizione automatica dei pagamenti sulla PCC.

Fra i diversi interventi a carattere normativo, finanziario e tecnico posti in essere dalle Autorità italiane al fine di consentire il rispetto dei termini di pagamento stabiliti dalla Direttiva europea 2011/7/UE, un ruolo importante è stato svolto dalle anticipazioni di liquidità erogate agli enti territoriali nel corso degli anni 2013 - 2015 (con i D.L. n. 35/2013, D.L. n. 66/2014 e D.L. n. 78/2015), per il pagamento dei debiti commerciali pregressi. Analoga misura è stata riproposta nell'ambito del D.L. n. 34/2020, per un importo stanziato complessivo di 12 miliardi di euro, con effetti, in termini di riduzione dello stock di debiti pregressi, riscontrabili già nella seconda metà dell'anno corrente.  Più recentemente, il Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73 ha incrementato di 1.000 milioni il fondo per assicurare la liquidità agli enti locali ed alle Regioni e Province autonome per i pagamenti dei debiti commerciali, diversi da quelli finanziari e sanitari, certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31.12.2020.

Le predette disposizioni normative consentono di attivare uno strumento straordinario destinato ad accelerare il pagamento dello stock di debiti pregressi degli enti territoriali, con benefici per l'intero sistema economico nazionale attraverso il trasferimento di liquidità alle imprese. L'accelerazione del pagamento dei debiti pregressi consente, come effetto indiretto di rilievo, di poter destinare tutta la liquidità “corrente” al pagamento dei debiti contratti dal 2021, anche in funzione dell'erogazione dei servizi essenziali.

Inoltre, dal 1° gennaio 2021, sono entrate in vigore le misure di garanzia per il rispetto dei termini di pagamento (Legge 30 dicembre 2018, n. 145, art.1, comma 859 e seguenti) previste per le pubbliche amministrazioni non statali. Tali misure - basate sulla verifica dell’indicatore di ritardo medio annuo nei pagamenti e sulla percentuale di riduzione, anno su anno, del debito commerciale residuo scaduto – rappresentano un valido incentivo verso il raggiungimento del rispetto dei termini di pagamento da parte delle PA. Le amministrazioni assoggettate alla predetta disposizione normativa, in caso di mancato rispetto dei vincoli fissati [1], adottano interventi correttivi diversificati, che si concretizzano in una riduzione della spesa per consumi intermedi, modulata progressivamente in base all’entità dell’inadempimento. Diversamente, per gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), le misure incidono direttamente sull’indennità di risultato dei direttori generali e dei direttori amministrativi in maniera graduale rispetto all’entità del ritardo dei pagamenti.

[1] Ai fini dell’applicazione della predetta disposizione, un’amministrazione è adempiente se, con riferimento alle fatture ricevute nell’anno, rispetta i tempi di pagamento della direttiva europea e se, contestualmente, riduce il proprio debito commerciale residuo scaduto di una percentuale pari, almeno, al 10% nel corso dello stesso anno.