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Tempi di pagamento e debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni

Intro


I numeri del 2020

Il “cruscotto” pubblicato in questa pagina fornisce l’aggiornamento di alcuni indicatori elaborati sui dati della Piattaforma. I dati sono riferiti al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020.

enti_pubblici_registrati

ENTI PUBBLICI REGISTRATI
22.200

atture_registrate

NUMERO FATTURE REGISTRATE
27,9 mln

totale liquidabile

IMPORTO TOTALE LIQUIDABILE
148,8 mld

Nel 2020 sono state registrate 27,9 milioni di fatture ricevute dalle pubbliche amministrazioni (PA), e non respinte, per un importo totale (al netto della quota IVA) pari a 152,7 miliardi di euro, di cui 148,8 miliardi effettivamente liquidabili (ossia al netto degli importi sospesi e non liquidabili).

Con riferimento alle fatture del 2020, la Piattaforma ha rilevato pagamenti per 24,7 milioni di fatture, per un importo complessivo pari a 142,7 miliardi di euro (compresa la quota stimata), che corrisponde al 95,9% del totale dovuto (al netto della quota IVA e degli importi sospesi e non liquidabili). I tempi medi ponderati occorsi per saldare, in tutto o in parte, le suddette fatture sono pari a 45 giorni, a cui corrisponde un ritardo medio di -3 giorni (3 giorni di anticipo rispetto alla scadenza delle stesse).

fatture_pagate

FATTURE PAGATE
24,7 mln

importo_pagato

IMPORTO PAGATO
142,7 mln

tempo_medio_pagamento

TEMPO MEDIO DI PAGAMENTO
45 giorni

tempo_medio_ritardo

TEMPO MEDIO DI RITARDO
-3 giorni

Gli indicatori dei tempi di pagamento nel triennio 2018 – 2020

Ambito di analisi e metodologia di stima

Gli indicatori dei tempi di pagamento sono calcolati sulle fatture commerciali ricevute dalle PA in ciascuno degli anni considerati e sui relativi pagamenti rilevati sulla PCC a maggio 2021. Tali indicatori esprimono: il tempo medio di pagamento, il tempo medio di ritardo e la percentuale delle fatture pagate nei termini, in ragione sia del numero che dell’importo delle fatture.

Al fine di rendere comparabili gli indicatori relativi alle fatture emesse in anni diversi, si è assunto lo stesso periodo di osservazione dei pagamenti, a decorrere dall’anno di emissione delle fatture. In particolare, i pagamenti delle fatture emesse in ciascun anno, utilizzati per il calcolo degli indicatori, sono riferiti a due date di osservazione successive all’anno di emissione: a marzo dell’anno successivo e a marzo di due anni dopo.

Per le fatture emesse nel 2020, ultimo anno di osservazione, si rende, quindi, necessario stimare l’importo della quota residuale dei pagamenti che si presume potranno realizzarsi fra aprile dell’anno successivo a quello di fatturazione e marzo di due anni dopo. La stima è elaborata assumendo che l’incidenza della predetta quota di pagamenti, calcolata in termini di importo dovuto, sia costante rispetto a quella osservata per le fatture emesse nel 2019. [1]

Totale delle pubbliche amministrazioni

La figura A evidenzia che, nel periodo di osservazione, le pubbliche amministrazioni hanno conseguito un miglioramento dei tempi di pagamento sistematico e continuo. I tempi medi di ritardo passano da 8 giorni, per le fatture emesse nel 2018, a 1 giorno per quelle emesse nel 2019 e si attestano su 3 giorni di anticipo per quelle del 2020. Corrispondentemente, i tempi medi di pagamento risultano di 55, 49 e 45 giorni.

Figura A – Tempi medi di ritardo delle PA – Anni 2018 - 2020

figA;

La riduzione dei tempi di pagamento risulta, inoltre, accompagnata da un progressivo miglioramento della quota di fatture pagate nei termini la quale aumenta, per il totale delle PA, dal 64,9% dell’importo delle fatture emesse nel 2018, al 74,1% di quelle emesse nel 2020 (Figura B).

Figura B – Percentuale del numero di fatture e dei relativi importi pagati entro i termini per il totale delle PA

figB

Analisi per comparto

Il miglioramento dei tempi di pagamento rilevato per il totale delle PA risulta generalizzato e riscontrabile per i diversi comparti, seppure con dinamiche e livelli significativamente differenziati (figure C e D). Gli Enti del SSN ed il comparto delle Regioni e Province autonome fanno registrare le migliori performance, sia per i miglioramenti conseguiti nel triennio di osservazione e sia per il grado di tempestività nei pagamenti raggiunto alla fine del periodo.

Nel 2020, i tempi medi di ritardo si attestano, rispettivamente, su -15 e -10 giorni, con riduzioni di 12 e 10 giorni rispetto al 2018. Corrispondentemente, i tempi medi di pagamento passano dai 57 e 41 del 2018 ai 45 e 31 del 2020.

Gli Enti locali, a loro volta, pur presentando un risultato apprezzabile in termini di riduzione del periodo medio di ritardo rispetto al 2018 (11 giorni), si attestano nel 2020 su un livello di 14 giorni, notevolmente superiore al dato medio nazionale. Nello stesso anno, il tempo medio di pagamento risulta pari a 51 giorni, in diminuzione di 10 giorni rispetto al dato del 2018.

Più contenuta, ed inferiore alla media nazionale, risulta, invece, la riduzione dei tempi medi di ritardo riscontrata per le Amministrazioni dello Stato che, rispetto ai livelli del 2018 (20 giorni di ritardo), registrano, nel 2020, un miglioramento di 10 giorni, attestandosi su 10 giorni di ritardo. I corrispondenti tempi medi di pagamento risultano di 65 e 55 giorni.

Figura C – Tempi medi di ritardo per tipologia di Amministrazione/ente

figC

Figura D – Tempi medi di pagamento per tipologia di Amministrazione/ente

figD

Corrispondentemente, risulta in costante crescita anche la quota di fatture pagate entro i termini sul totale di fatture pagate (figura E). L’aumento risulta maggiormente accentuato per gli Enti del SSN e per il comparto delle Regioni e Provincie autonome: nel periodo di osservazione, le relative percentuali passano, rispettivamente, dal 70,3% e 73,2% all’80,7% e 81,5%. Analogo incremento si registra anche per gli Enti locali (dal 53,1% al 65,7%), seppure partendo da un livello iniziale notevolmente inferiore. Si registra, invece, un incremento più contenuto per le Amministrazioni dello Stato (dal 62,2% al 64,1%).

Figura E – Percentuale degli importi di fatture pagate entro i termini per tipologia di amministrazione/ente

figE

Lo stock di debiti commerciali delle PA nel triennio 2018 – 2020

Ambito di analisi e metodologia di stima

Il debito commerciale delle PA può essere utilmente espresso come somma di due componenti indicate, rispettivamente, come debito “fisiologico” e debito “scaduto”.

Il debito fisiologico corrisponde al debito commerciale che si forma in relazione al tempo intercorrente fra la data di ricevimento della fattura e quella del relativo pagamento, se questo avviene nei termini di legge, ovvero fra la data di ricevimento della fattura e la data di scadenza, se il pagamento è effettuato oltre i termini. Tale componente è stimata rilevando, direttamente, dai dati della PCC le fatture emesse nell’anno di riferimento, non scadute e non pagate entro il 31/12.

Il debito scaduto corrisponde alla componente di debito commerciale che si forma a fronte di fatture non pagate, quantunque siano trascorsi i termini di legge. La stima del debito scaduto al 31/12 di ciascun anno è ottenuta sommando al debito residuo scaduto comunicato alla PCC dalle singole PA, a partire dall’anno 2018 (ai sensi della Legge n. 145/2018, art.1, c. 867) [2] la quota di debito stimato sui dati della PCC per quelle amministrazioni che non hanno ottemperato al predetto adempimento comunicativo.

Totale delle pubbliche amministrazioni

La figura F evidenzia la stima del debito commerciale delle PA alla fine di ciascun anno del triennio considerato. I valori sono esposti a livello nazionale e per tipologia di debito. L’i mporto complessivo del debito commerciale delle PA rilevate sulla PCC si attesta, nel 2020, a 30,3 miliardi. La componente scaduta del debito ammonta a circa 18,3 miliardi, coprendo il 60,4% dell’i mporto complessivo. La parte restante (39,6%), pari a 11,9 miliardi, riguarda la componente fisiologica.

Il confronto temporale conferma il profilo decrescente del debito commerciale complessivo che passa da 32,2 miliardi del 2018, a 30,8 miliardi del 2019 (-4,3%), a 30,3 miliardi del 2020 (-1,3%).

Tale riduzione è dovuta, essenzialmente, alla componente scaduta (fig. D.3) che, corrispondentemente, si riduce da 20,6 miliardi del 2018, a 19,5 miliardi (-5,3%) del 2019 e, quindi, a 18,3 miliardi (-6,1%) del 2020. Diversamente, la componente fisiologica oscilla fra gli 11,6 miliardi del 2018 e gli 11,9 miliardi del 2020

 

Figura F - Debito commerciale al 31/12 dell'anno per totale PA e tipologia - Anni 2018-2020

Analisi per comparto

figF

Nelle analisi per comparto (fig. G), si evidenzia che la componente maggioritaria del debito scaduto afferisce agli Enti locali (7,5 miliardi), in ragione sia della dimensione del comparto in termini di fatturazione annua (25,7%) sul totale delle Amministrazioni considerate che dei più elevati tempi medi di ritardo. Diversamente, gli Enti del SSN, pur coprendo una quota significativamente superiore in termini di fatturazione commerciale (42,9%), presentano un importo del debito scaduto inferiore di circa 2 miliardi (5,6 miliardi). Seguono le Amministrazioni dello Stato, con 2,5 miliardi (10,2% del fatturato), gli Altri enti con 1,3 miliardi (11,3% del fatturato), le Regioni e Province autonome con 0,9 miliardi (6,3% del fatturato) e gli Enti pubblici nazionali con 0,5 miliardi (4,8% del fatturato).

Il debito fisiologico, invece, è coperto dagli Enti del SSN per quasi la metà dell’importo complessivo, non solo per la quota di fatturato che essi rappresentano ma anche per i termini di pagamento più elevati (60 giorni, rispetto ai 30 giorni generalmente applicabili agli altri comparti). Risulta importante anche la quota degli Enti locali, che assorbe poco meno di un quarto dell’intero importo.

Fig. G - Debito commerciale al 31/12/2020 per tipologia e comparto

figG

Dati di base e indicatori dei tempi di pagamento - Serie storiche

Nella sezione Documenti si riportano le serie storiche annuali dei dati di base e degli indicatori dei tempi di pagamento, elaborati sui dati desunti dalla PCC. Le serie storiche sono prospettate a partire dall’anno 2015, per il totale delle pubbliche amministrazioni e per comparto.

Definizioni

Tempo Medio di Pagamento (TMP): misura il periodo temporale mediamente intercorrente fra la data di emissione della fattura e la data del relativo pagamento, ponderato con l’importo della fattura.

Tempo Medio di Ritardo (TMR): misura il periodo temporale mediamente intercorrente fra la data di scadenza della fattura e la data del relativo pagamento, ponderato con l’importo della fattura.

Percentuale di Fatture pagate nei Termini (PFT): Esprime la percentuale delle fatture pagate nei termini di scadenza. Può essere calcolata in relazione al numero delle fatture (PFT-Num) o all’importo delle stesse (PFT-Imp).

Importo dovuto: importo totale delle fatture ricevute al netto della quota IVA e degli importi sospesi e/o non liquidabili.

 

[1] Sulla base delle osservazioni degli anni precedenti, che evidenziano un profilo decrescente della quota residuale dei pagamenti, tale assunzione appare prudenziale.

[2] Per le amministrazioni/enti che non hanno effettuato la comunicazione in PCC nel 2019, il debito scaduto per tale anno è stato ricostruito a partire dal debito scaduto del 2018 sottraendo i relativi pagamenti effettuati nel corso del 2019 ed aggiungendo il debito scaduto che si è formato nello stesso anno, come risultanti dalla PCC. Analogamente, si è provveduto per la ricostruzione del debito scaduto del 2020, per le amministrazioni che non hanno effettuato la comunicazione in tale anno, ma solo negli anni precedenti.