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La manovra anticrisi

Intro


Nell'ambito del quadro macroeconomico delineato nel DPEF 2010-2013, che indica prospettive di ripresa a partire dal 2010, il Governo è intervenuto adottando il decreto legge n. 78/2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 102 del 4 agosto 2009, che contiene misure per uscire dalla crisi e per stimolare la crescita. Il provvedimento, collegato al DPEF 2010-2013, è definito con l'obiettivo di salvaguardare l'equilibrio dei conti pubblici. Gli interventi disposti, indirizzati al sostegno delle famiglie, delle imprese nonché al finanziamento di azioni per il rilancio delle infrastrutture e dello sviluppo, trovano copertura nello stesso decreto, principalmente attraverso il contrasto dell'evasione fiscale, interventi di razionalizzazione della spesa farmaceutica e misure in materia di pensionamento.

In materia di procedure di bilancio, il decreto legge ha stabilito la proroga di alcune misure introdotte, in via sperimentale, per il solo esercizio 2009 dal D.L. n. 112/2008 in ordine alla disciplina contabile della legge finanziaria e del bilancio dello Stato. In particolare, viene estesa anche all'anno 2010, la possibilità per le amministrazioni centrali dello Stato di ricorrere ai margini di flessibilità, in fase di formazione del bilancio dello Stato, mediante la rimodulazione delle risorse finanziarie tra i programmi di spesa di ciascuna Missione.

Riforme strutturali a favore del sistema produttivo - illustrate in uno specifico approfondimento - sono contenute nel cosiddetto "pacchetto sviluppo", approvato con la legge 23 luglio 2009, n. 99 "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia". Il provvedimento contiene, tra l'altro, disposizioni per la reindustrializzazione delle aree interessate da complesse situazioni di crisi, la riforma degli incentivi alle imprese attraverso semplificazione delle procedure per accedere ai regimi agevolativi, al fine di favorire piccole e medie imprese, nonché alcune deleghe al Governo per l'internazionalizzazione e la ricerca e sviluppo, per il nuovo piano energetico nazionale e per la riforma delle Camere di commercio.

LA LEGGE 23 LUGLIO 2009, N. 99 IN MATERIA DI SVILUPPO E INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE NONCHE' IN MATERIA DI ENERGIA

Alcune misure per la ripresa economica del Paese sono contenute nel cosiddetto "pacchetto sviluppo" approvato con la legge 23 luglio 2009, n. 99: "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia". Si tratta di un provvedimento collegato alla legge finanziaria 2009. Esso introduce riforme strutturali a favore del sistema produttivo, al fine di stimolare la ripresa economica. Molti degli interventi previsti (agevolazioni per l'internazionalizzazione e la ricerca e sviluppo, nuovo piano energetico nazionale, riforma delle camere di commercio, ecc.) sono stati disposti con norme di delega al Governo, da attuarsi con una serie di decreti legislativi (1).

Il provvedimento contiene disposizioni per favorire la reindustrializzazione delle aree interessate da complesse situazioni di crisi, con particolare riferimento ai territori ricadenti nelle aree individuate nell'ambito dell'obiettivo convergenza di cui al regolamento CE n. 1083/2006. Fondamentali a tale riguardo saranno gli accordi di programma, attraverso i quali si provvederà a disciplinare, organizzare e coordinare l'attività di regioni, enti locali e altri soggetti pubblici e privati. Gli accordi di programma dovranno prevedere interventi volti a promuovere iniziative di riqualificazione e di infrastrutturazione, destinando a tali aree nuovi investimenti produttivi.

Viene altresì attuata la riforma degli incentivi alle imprese attraverso semplificazione delle procedure per accedere ai regimi agevolativi, al fine di favorire piccole e medie imprese; sono estese a tutto il territorio nazionale le norme sugli incentivi agli investimenti previsti dalla legge n. 181/1989 per il settore siderurgico. I finanziamenti saranno concessi nei limiti degli stanziamenti disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Ulteriori interventi di carattere specifico favoriranno i processi di internazionalizzazione: sono previste due deleghe al Governo per adottare, entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge, le misure per riorganizzare gli enti operanti nel settore, in primo luogo l'Istituto nazionale per il commercio estero, la Simest Spa, l'Informest, la Finest e le Camere di commercio italiane all'estero.

Le nuove disposizioni per l'operatività delle reti di impresa, introducendo il "contratto di rete d'impresa", consentiranno a più aziende di godere di agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative e favoriranno il ricorso ai cofinanziamenti pubblico-privato finora riservati ai distretti produttivi dalla legge finanziaria 2006.

In campo energetico sono state introdotte nuove disposizioni dirette a ridurre la dipendenza energetica dall'estero del Paese nonché il costo dell'energia e l'inquinamento. Vengono snellite le procedure per la realizzazione delle reti e delle infrastrutture energetiche attraverso l'intensificazione dell'utilizzo di fonti rinnovabili e la reintroduzione della strategia nucleare. Il Governo inoltre è delegato ad emanare, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto normativo in materia di localizzazione di impianti di produzione di energia elettrica attraverso fonti nucleari e di stoccaggio dei rifiuti radioattivi.

Il pacchetto contiene anche norme a tutela dei consumatori e della concorrenza: viene regolamentata la "class action" e vengono emanate norme di maggiore trasparenza per i servizi energetici, di telecomunicazione e marittimi. I gestori dei servizi dell'energia elettrica, del gas e delle telecomunicazioni devono fornire agli utenti indicazioni trasparenti sulle offerte proposte. Sono inasprite le sanzioni a carico di chi diffonde prodotti contraffatti, è introdotto il reato di "falso agroalimentare" a tutela del made in Italy di qualità ed estesa la confisca obbligatoria ai reati di contraffazione.

E' prevista inoltre la riforma dei consorzi agrari nonché la riforma delle Camere di commercio, quest'ultima diretta ad aumentare l'efficacia della rete camerale nel sostegno ai sistemi economici territoriali.

(1) Il Governo dovrà inoltre presentare alle Camere ogni anno un disegno di legge per il mercato e la concorrenza.